Recensionando / Transcendence

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trascendence locandinaState per leggere un post dedicato a un film affossato da uno dei trailer più fuorvianti degli ultimi anni. Difficile vedere quel promo e non pensare “che stronzata”, ipotizzando il solito film che sfrutta l’allure fantascientifica applicandola senza troppe cerimonie a contesti action, thriller o, come in questo caso, catastrofici.
Niente di più falso. Scorrendo i credits c’è un indizio preciso della direzione che il film prenderà. Ancora una volta Christopher Nolan compare nelle vesti di produttore, coadiuvando il debutto alla regia di Wally Pfister (spero vivamente di non doverlo pronunciare mai ad alta voce), suo fidato direttore della fotografia. Il risultato è “Transcendence”, un’opera fortemente influenzata dal vivaio nolaliano, sia per tematiche che per forma stilistica.
Un fallimento, sì, ma fecondo di idee e di possibilità. Quando i nomi coinvolti qui riusciranno a far funzionare i pezzi senza intoppi, allora ci daranno un filmone, altrochè.

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Recensionando / Divergent, il libro e il film

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div dou A chi bazzica sporadicamente l’ambiente YA e le community di giovanissimi lettori, il fenomeno Divergent potrebbe sembrare la ricapitalizzazione del successo della trilogia di Hunger Games, supposizione del tutto corretta. La trilogia di Divergent è nata sì come un tentativo di bissare il successo dell’apripista distopico, però ha conosciuto un successo tale da diventare un fenomeno a sé. Per darvi un’idea di quanto sia seguita e amata questa saga, all’uscita del terzo e ultimo volume si è assistito a un vero e proprio linciaggio dell’autrice per una scelta particolarmente impopolare tra i suoi giovani lettori, che non hanno esitato ad insultarla e minacciarla, mettendo sottosopra ogni angolo letterario della rete e generando parecchi dibattiti tra autori YA vicini al loro pubblico, divisi tra chi professa la libertà del lettore e chi reclama un limite tra scrittore e lettore.
Un tale capitale letterario non poteva rimanere a lungo senza una controparte cinematografica e a farsi avanti è stata proprio la Summit, lo studio indipendente collegato alla Universal e fautore del successo di Twilight.

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Recensionando / The Grand Budapest Hotel

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tgbh 1Vincitore del gran premio della giuria a Berlino in un’annata dalla selezione parecchio deludente, The Grand Budapest Hotel conferma il livello impressionante di coerenza narrativa e stilistica che Wes Anderson riesce a mantenere pellicola dopo pellicola. Tanti altri sceneggiatori e registri dallo stile così marcato ci hanno insegnato quanto sia facile rompere l’equilibrio che rende eccesso e stravaganza gradevoli, non riuscendo mai a replicare i fasti d’inizio carriera. Ad Anderson invece si può solo rimproverare l’andamento orizzontale della sua linea qualitativa, appena intaccata da un crescente immobilismo di tematiche e soluzioni narrative. Il resto è da applausi.

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Visitando / BEST ACTRESS. Dive da Oscar

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diveAhhh, gli Oscar! Anche chi non è ossessionato dal premio cinematografico più famoso e seguito al mondo (checché ne dica Kechiche) come la sottoscritta si sarà accorto come negli ultimi anni sia diventato estremamente rilevante il contenitore, oltre al contenuto. Non si tira l’alba solo per sapere chi ha vinto ma anche chi indossa chi, chi ha detto cosa, chi è arrivato accompagnato con chi altro e, ovviamente, l’inquadratura in primo piano di Leonardo DiCaprio mentre perde per l’ennesima volta.
Il divismo cinematografico nasce con Hollywood, certo, ma si alimenta e si rinfranca in quella notte magica in cui un vestito o un acceptance speech può rendere un’attrice famosa una diva, l’oggetto del desiderio e della curiosità dello spettatore da casa, un’icona indimenticabile.
La mostra che ha aperto i battenti in questi giorni alla Mole Antonelliana celebra proprio il divismo declinato al femminile, raccontando le donne, le attrici, le stelle che in 86 anni di premiazioni hanno stretto la statuetta dorata come migliore attrice, da Janet Gaynor a Cate Blanchett.

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Recensionando / Nymphomaniac: Volume 1

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nymph 2Facciamo che diamo per assodato che io, tu, noi si sia già oltre la polemica sulla pornografia / la mancata carica controversa del nuovo film di Lars von Trier, perché siamo adulti e non pruriginosi, certi servizi da tiggì della sera li abbiamo superati.
Nymphomaniac è un lungo film che narra per capitoli la vita sessuale di una ninfomane, dalle prime turbe infantili fino ai suoi 50 anni, quando un solitario cultore della pesca e della musica classica la trova riversa senza sensi in un vicolo vicino casa. Incuriosito dalla donna, se la porta nella casa e le offre un tè mentre lei gli racconta vari episodi della sua vita per provargli quanto sia una persona orrenda. E se non siete nuovi al cinema di Lars von Trier, avrete già intuito una forte vena ironico-depressiva che permea il tutto.

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Recensionando / Una storia per l’essere tempo

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atfttb6Una storia per l’essere tempo di Ruth Ozeki, Ponte delle Grazie, 2013, 520 pp.
A tale for the time being (2013) era uno dei candidati al Booker Prize 2013 che mi attiravano di più, a partire dalla bellissima copertina originale che non vedete qui a lato. Questa è la più che dignitosa immagine di copertina di un’edizione italiana arrivata con celerità sorprendente e, da quel poco che posso desumere senza averla confrontata con l’edizione inglese, ben tradotta e adattata da Elisa Banfi.
Complice un’edizione italiana dignitosa e un’ambientazione giapponese contemporanea, ho deciso di cominciare il mio sempre sommario e precario recuperato dei candidati al Booker proprio da qui e, in tutta sincerità, il sentimento prevalente è stato di delusione.
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Recensionando / Her

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herIl grande ritardatario tra i nominati a Miglior Film per l’Oscar 2014 (dai, che quest’anno ci è andata di lusso), Her di Spike Jonze è un film di Spike Jonze. Per quanto lapalissiano possa suonare, al di là di meriti oggettivi e difetti discutibili, il gradimento di questo film dipende molto dalla vostra lunghezza d’onda emotiva. Si sovrappone almeno in parte con quella del sceneggiatore/regista di raffinate e sensibilissime pellicole, sì o no? Ecco la vostra risposta.
Parlando a livello personale, mi posizionerò a livello mediale. Non sono così socievole da poter bollare come cagata pazzesca l’effettiva difficoltà del protagonista della pellicola a relazionarsi a persone in carne ed ossa, capitolando alla tentazione di lasciarsi cullare dall’alternativa più comoda, solo apparentemente meno problematica, dell’intelligenza artificiale. Tuttavia non mi sento di gridare al miracolo circa la visione futuristica sulle relazioni umane e la tecnologia proposta da Jonze perché dai, raga, seriamente, ma dove sarebbe tutta questa pensata rivoluzionaria?

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Segnalando / Uscite Urania Aprile 2014

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ossa della terraUrania 1605 i capolavori – Ossa della Terra di Michael Swanwick
Bones of the Earth (2002), proposto per la prima volta su Urania 1467, coniuga viaggi nel tempo e dinosauri, roba da far sbarellare il vostro bimbo interiore che non ha mai superato gli 8 anni di età. Richard Leyster è un eminente ma squattrinato paleontologo a cui il governo americano dà la possibilità di sperimentare il viaggio nel tempo a fini conoscitivi, a patto però di non provocare alcun paradosso temporale in grado di cambiare il corso della storia o magari cancellarla. A quanto pare la trama è parecchio complessa e prevede anche la presenza di terroristi creazionisti, particolare che fa guadagnare punti al titolo perché riescono a immaginarmeli con facilità, i terroristi creazionisti. Che perla. L’illustrazione che torna ad uscire dal cerchio rosso invece continua a traumatizzarmi.
Lo leggerò? Nel 2003 questo libro è stato nominato a qualsiasi premio rilevante per il genere e leggendo i commenti di quanti possiedono la prima edizione pare sia piacevole, pieno di idee e molto dinosauroso. Non vedo perché no, però se siete degli appassionati di rettili estinti, fossi in voi mi ci butterei a capofitto. Il limite in questo caso non è la mancanza d’idee ma la qualità della loro realizzazione.

 

 

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Recensionando / Storia di una ladra di libri

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tbtLa freddissima accoglienza riservata negli Stati Uniti all’adattamento cinematografico dell’amatissimo best seller di Markus Zusak era un segnale evidente che qualcosa fosse andato storto. Peccato, perché se c’era un libro sulla Shoah e sulla Germania nazista capace di arricchire il già affollatissimo filone cinematografico dedicato a questo momento storico era proprio quello di Zusak e per due motivi: l’ambientazione dentro la Germania nazista, tra la popolazione che o sostiene apertamente il Führer o finge di farlo per il quieto vivere e il particolarissimo narratore della storia, la Morte.
Purtroppo però nel passaggio tra schermo e film qualcosa non è andato per il verso giusto e pur sfruttando un cast azzeccato e un adattamento fedele alla fonte, il film funziona solo a metà, risultando l’ennesima pellicola sugli ebrei deportati votata gratuitamente al dramma senza qualcosa di davvero efficace da dire.

Vi ho già parlato del libro QUI.

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Recensionando / Captain America: The Winter Soldier

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cap1La prima brutta notizia per voi è che “Captain America: the Winter Soldier” si prende talmente sul serio che una recensione cazzara à la Thor 2 gif incluse stavolta è sostanzialmente impossibile.
La seconda brutta notizia è che rimanere del tutto spoiler free è sostanzialmente impossibile, a meno che noi non si voglia parlare tutto il tempo dei complessi sentimenti di Steve Rogers verso una contemporaneità che non gli appartiene. Vi prego no. Diciamo che nella prima parte di post sono inserite anticipazioni che il conoscitore medio dell’universo Marvel non teme (l’identità del Soldato d’Inverno, tipo), mentre nella seconda parte si andrà più nel dettaglio, perciò attenzione alla grossa scritta rossa SPOILER.
Adesso rimbocchiamoci le maniche e cominciano a sezionare questa sorta di tie-in tra i due megagigafilm sui Vendicatori, cercando di capire quali siano le intenzioni di casa Marvel per il futuro e se la piega presa dai loro cinecomics ci piaccia o meno.

Anche questa volta Gerundiopresente partecipa al concorso Marvel per post dedicati alla pellicola: per votare basta andare QUI e cercare Gardy. La ricompensa per esservi presi lo sbatti di iscrivervi è la possibilità di vincere un viaggio a Londra, all’anteprima di un film Marvel.

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