Recensionando / La Vie d’Adéle

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la vie d'adele locandinaDopo un paio di pellicole convincenti (Venere Nera, Cous Cous), Abdellatif Kechiche ha fatto il botto, portandosi a casa la Palma d’Oro in un’edizione veramente agguerritissima del Festival di Cannes.
Il merito è da attribuirsi più che al dibattito interno alla Francia su diritti civili e unioni omosessuali (come puntualmente sottolineano dalla stampa italiana) a un’amalgama di elementi perfettamente combinati che riesce raramente a un regista, in genere una volta nella carriera (non per volerla gufare a Kechiche, ci mancherebbe).
Trovare una graphic novel d’impatto, adattarla per il grande schermo e soprattutto riuscire a trovare due interpreti strepitose sia analizzando le loro singole interpretazioni che l’alchimia sprigionata quando appaiono entrambe sullo schermo, distillando il tutto in un film diviso nettamente in due capitoli e dalla lunghezza non proprio consueta di tre ore e spicci. Un sacco di cose potevano andare storte, invece il film fila via senza intoppi o cali vistosi, lasciando lo spettatore con la voglia irresistibile di un terzo capitolo, di una risoluzione che forse, nella vita vera non c’è.

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Segnalando / Trailer interessanti dagli Stati Uniti

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snowpiercer locandinaCon i primi caldi e le ultime grosse uscite ormai pressanti (“Into Darkness” e “Man of Steel”), i cinema italiani si preparano alla desertificazione di rilievo. La risposta per i cinefili è solitamente il recupero coatto di quanto perso nelle settimane di calca cinematografica.
Se anche questo non dovesse bastare, meglio rivolgersi ai trailer appena pubblicati sul web, per cominciare a farsi un’idea dei titoli potenzialmente interessanti di questo autunno/inverno, fino alla grande abbuffata del ComicCon, che coincide crudelmente con il momento di maggiore secca cinematografica qui in Italia.

Ecco qualche segnalazione promettente.

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Recensionando / Stoker

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stoker posterAhhh, quanto mi è difficile parlarvi di Stoker senza mollarvi un “è bellissimo” e chiudere lì l’intera questione. I più informati tra voi sapranno già che la critica non si è esattamente sperticata per l’esordio in lingua inglese di Chan-wook Park, rimanendo generalmente positiva ma freddina.
Purtroppo però stavolta mi tocca contenere l’entusiasmo per un film che va a toccare le mie corde emozionali ed estetiche e cercare di darvi un quadro più generale della qualità del film. Mica posso mandarvi nel baratro perché a me fanno impazzire i cromatismi allusivi, i rimandi cult (Hitchcock su tutti) e il “racconto visivo” messo in piedi da Park, no?

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Recensionando / Star Trek Into Darkness

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star trek into darkness locandinaFinalmente ci siamo, è giunto il momento di confrontarci su uno dei film che ha alimentato l’hype durante questo rigido inverno. Premesse doverose: Into Darkness mi è piaciuto, molto, mi ha entusiasmato nel post-visione. Ho da subito chiarito che è un ottimo blockbuster estivo e un ottimo trastullo per i trekkiani non puristi (insomma, se siete ancora scandalizzati da “Star Trek”, non vale neanche la pena di fare un tentativo), ma non mi sono mai sbilanciata nel descriverlo come un ottimo film.
La triste verità è che per due terzi, “Into Darkness” costruisce la piattaforma di lancio per chiudere col botto e fare il salto di qualità. Poi intravede in un riflesso se stesso e delle sue potenzialità, si prende paura e azzera tutto, in maniera piuttosto brusca. Il sospetto è che le beghe extra Star Trek abbiano influenzato non poco questa svolta.

Se non volete correre rischi, QUI è tutto spoiler free e molto sintetico.
A seguire, un paragrafo in rassicurante azzurrino, completamente spoiler free.
Occhio a scorrere la pagina, che dopo l’immagine successiva, ognuno è solo con gli [SPOILER] e lo spataffione dedicato.
Anche le tag sono accuratamente liberate da qualsiasi [SPOILER]. Vi dò due settimane per vedere il film, poi farò come IMDb e aggiungerò tutte le tag asportate.

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Recensionando / Mappe e Leggende di Michael Chabon

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michael chabon mappe e leggende copertinaMichael Chabon è una di quelle anomalie del mercato editoriale italiano difficili da descrivere. Più che noto nel mondo anglofono (difficile non esserlo, quando porti a casa un Pulitzer), da noi tende a latitare. I suoi titoli più noti sono tutti tradotti da Rizzoli, ma molti necessiterebbero di una ristampa, dato che sono sostanzialmente fuori catalogo. L’autore però non è mai balzato all’onore delle cronache letterarie del Bel Paese e in generale rimane all’interno del confine d’interesse di quanti abitualmente seguono il mercato letterario in un’ottica molto inglese/americana.
E dire che Chabon non è nemmeno estraneo all’ambiente cinematografico, avendo lavorato spesso come sceneggiatore, con risultati altalenanti (inserire qui un mio lamento inerente a Chabon stesso che sostiene che verrà il giorno in cui l’unità tutta rivaluterà “John Carter”, in cui ha concorso a rimaneggiare la sceneggiatura).
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Recensionando / After Earth

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after earth posterNon fraintendetemi, lungi da me lamentare di dovervi descrivere continuamente film di fantascienza (ma proprio con le astronavi, lo spazio e tutto il resto!) in questo anno 2013 così ricco sotto questo punto di vista. Certo che però ogni tanto sarebbe gradevole non stroncare veementemente ogni film di fantascienza che capiti a tiro. Un po’ meno, un po’ meglio, per favore.
D’altronde, già la premessa contiene due segnali d’allarme assordanti: M. Night Shyamalan che non ne imbrocca una da anni e il soggetto originale di Will Smith, che non mi pare contempi tra i suoi molteplici talenti la capacità di scrivere sceneggiature pregnanti.
E infatti.
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Recensionando / Il Lato Positivo

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il lato positivo locandinaCerto che a volte sono davvero cretina. Mentre ero al cinema a vedere Silver Lining Playbook la mia opinione sintetica era “Cioè, in pratica è The Fighter in chiave commedia con il ballo”. 122 minuti di film e secondo voi mi ha mai sfiorato anche solo il dubbio che il regista potesse essere lo stesso? No. Ehm.
Lo scrivo prima del cut perché so come la gente approda qui da Google: Silver Linings è un modo di dire inglese che significa vedere il lato positivo anche le situazioni più drammatiche. Playbook invece credo sia una raccolta di schemi, in questo caso di ballo.
Quindi sì, il titolo italiano è azzeccato, anche se vorrei sperticarmi in lodi per quello del libro da cui è tratto…cosa c’è di più aulico e sognante de “L’orlo Argenteo delle Nuvole”?

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Recensionando / Zero Dark Thirty

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zero dark thirty locandinaIndipendentemente dal risultato finale, come portatrice di vagina attendo con ansia ogni film di Kathryn Bigelow. Perché la Bigelow proprio non ce la fa a non fornire ogni volta memorabili personaggi femminili ultra-cazzutissimi, perché la sua volontà è così ferrea e il suo approccio a tutto così netto che finisce per influenzare anche le sue eroine.
Badate bene, mica versioni sexy del machismo maschile che fa sognare tanti registi maschi, no. Donne in tutto e per tutto, che rendono la loro femminilità un punto di forza incrollabile.
Poi quando il film le riesce così bene, beh, diamo il via agli entusiasmi (e magari a qualche francesismo di apprezzamento, perché stiamo sempre a parlare di guerra e Navy Seals, checcavolo).

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Recensionando / Re della Terra Selvaggia

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re della terra selvaggia posterMi astengo da considerazioni politiche di sorta sul doppio mandato come presidente degli Stati Uniti di Barack Obama ma come critico cinematografico sarebbe stato molto, molto peggio, anche in una prospettiva ultra-oltranzista stile FOX News.
Diciamocelo, il principale sponsor e traino mediatico di questo microscopico film è stato che al Presidente nero era piaciuto, ribadendolo più e più volte in piena stagione di premi.
Siamo di fronte a un classico esempio di film tutto sommato risibile esploso dal Sundance non si sa bene perché, premiatissimo anche a Cannes 2012 e da lì, con endorsement presidenziale, il passo verso gli Oscar è stato breve. Se posso capire perché a un certo tipo di pubblico sia piaciuto (in sintesi, perché è un film furbo, ecco perché!) che sia stato candidato anche a Miglior Regia è un oltraggio che non ho ancora digerito, viste le esclusioni ben più rilevanti che ha determinato.

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Recensionando / Amour

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amour locandina leiAmmetto che, dopo essermi premurata di vedere almeno tutti i candidati a miglior film agli Academy Award (il che, da quando sono raddoppiate le nomination, è diventato davvero impegnativo), non ho finito il giro di pareri sugli stessi, ma insomma, quanta roba interessante è uscita che richiedeva la mia urgente attenzione?
Complice il mio maniacale bisogno di coprire ogni pellicola vista al cinema e la speranza che con le arene festive possa tornarvi utile qualche consiglio, nei prossimi giorni coprirò i film mancanti, partendo dal più PESO di tutti. Venga avanti, signor Haneke.

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