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…e come ogni anno, ho trovato una casa sky-munita in cui imbucarmi. Stavolta non solo live twitting, anche live blogging! Almeno finchè non cado addormentata sul tavolo, anche perchè qui, in piena tradizione trash simil americana, accompagnamo il tutto ad abbondanti magnate cinesi, ahahah!

Ora però sono munita di un bicchiere di rosso barbera del Monferrato, posso essere superchic e fare la superiore. VAI!

RED CARPET


Berenice Bejo
arriva per prima. Niente, anche quest’anno la treccia frontale spopola. Da quel poco che ho visto non ha osato con un Eli Saab color verde (ann)acqua(to) ma è incontestabile.

Ok anche Milla Jovovicich che va sul bianco classico. Difficile sbagliare se sei Milla, ma quell’onda capellosa è un po’ meh.

Rose Byrne è in versione femme fatale con un caschetto che la acchiattisce da pazzi.
Melissa McCarthy ha una mantellettina che boh, per il resto poteva sbagliare molto di più. Perchè se sei grasso agli Oscar offri un bersaglio più grande.
Christopher Plummer è superclassico. E con il ruolo del padre gay+malato di cancro+occhioni di Ewan McGregor ha l’oscar nel taschino di velluto.

Il nero lungo con ricami oro di Jessica Chastain mi conquista. E’ il tipo di abito che sceglierei io se avessi quella taglia.
Shailene Woodley ha riciclato il vestito della cresima, è palese.
Dove sono finiti i capelli di Viola Davis? E’ per rimarcare la connessione con l’Africa nera e blablabla give me that Oscar? Anche le tette strizzate fanno parte di questo diabolico piano?
Michelle Williams è in rosso con un abito con una sorta di scalino ondulato intorno ai fianchi che è inguardabile. Ma a quanto pare piace a tutti. Mah.
Joan Hill ha messo una camica viola. Next!

Rooney Mara, finalmente. Stupisce il suo Givenchy bianco, ma quella scollatura evidenzia la mancanza di materiale da inserirci. Forse era meglio qualcosa di pastello, visto che lei rivaleggia in pallore con il colore dell’abito. Però la pettinatura costruita stile geisha mi piace tantissimo su di lei.
No, io non commenterò come una provincialotta caciara che una certa persona non ha più una certa fidanzata.
Mia sorella urla all’apparizione di Tim Gunn, il maggiordomo di Project Runway. Mi ricorda che interpretava Gargamella nei Puffi, mica fuffa.
Shailene Woodley ha un vestito con una rigona verticale argentata che ti dovrebbe ammazzare. Lei sta da dio, dannazione. In fondo coniuga molto bene il nero con un turn up brillantato.

Glenn Close osa il vestito con la giacca (copri-età che avanza sulle braccia) color petrolio spento/nero e vince la scommessa. Fa anche Albert Nobbs in effetti.

Emma Stone è adorabile, ma perchè una coi capelli rossi si continui a vestire di rosso è un mistero. Stupendo l’abito, se potesse eliminare quel fioccazzo intorno al collo.

Tina Fey conferma che scegliere vestiti che la esaltino non è il suo forte. quel blu spento con l’insaccato davanti e microcintura…ehm.
Posso ricordarvi che Nick Nolte è nominato per quella tamarrata di Warrior e meritatamente?

Penelope Cruz ha un Armani Privè e una pettinatura in piena sindrome Grace Kelly. Sono un po’ sconvolta.

Gwyneth Paltrow mette un Tom Ford bianco dalle linee molto precise, fuori dagli schemi. Si fa subito ricordare.

Natalie Portman è talmente sovraumana che rende eleganti i pois neri sul vestito rosso. Semplice, cattura senza rubare la scena alle nominate.
L’eterno vecchio Gary Oldman riesce a svecchiarsi grazie alla montatura da nerd.

(foto rubate al volo a Tumblr, ovviamente.)



CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Ci siamo! I neofiti saranno già a letto, mentre noi Pro siamo qui ad ammazzarci di sonno. Per la cronaca, io domani mi alzo alle 8. Si comincia!
Billy Cristal
comincia con una citazione di Metropolis che presto si trasforma nella sua apparizione nei maggiori film nominati. Cose che MTV faceva 15 anni fa.
L’Introduzione è qualcosa che più classico non si può. Non male, ma posso dirlo? Come tutti gli anni…ridateci Hugh Jackman.
Cresce l’attesa per il primo c’e’ anche un po’ d’Italia quest’anno agli Oscar per la nomination di Dante Ferretti con la sempre dimenticata Francesca Lo Schiavo. Vincenzo Mollica, ti renderemo fiero di noi con il nostro endorsement senza alcun tipo di motivazione a parte l’italianità.

Ovviamente si parte con i premi tecnici, detti anche premi che non gliene frega nulla a nessuno:
Miglior Fotografia
Hugo Cabret
Robert Richardson sembra un po’ un profeta. Pare non capire che essere il primo premio della serata significa essere i più snobbati.
Miglior ScenografiaHugo Cabret
Vincenzo Mollica trova il suo c’e’ anche un po’ d’Italia ad inizio serata. Ferretti e Loschiavo vincono il loro terzo Oscar, portano un sano inglese maccheronico sul palco e Francesca Loschiavo fa subito provincia profonda urlando THIS IS FOR ITALY. Ahhhh, che voglia di pasta al pomodoro.

Oddio, partono già i video celebrativi su quanto è bello il cinema americano dei decenni addietro. Stringo più forte il bicchiere di vino. Ubriaca alla meta.

Miglior CostumiMark Bridges per The Artist
Fanno parlare i costumisti delle loro manie costumistiche. Apprezzo. Ma perchè non farlo anche per le prime categorie? Perchè non se le caga nessuno, ovvio.
The Artist comincia a fare piazza pulita anche nei premi consolatori altrui. Ahiahi.
Miglior TruccoMark Coulier and J. Roy Helland per The Iron Lady
Pensavo fosse miglior trucco, non trucco che si vede di più in quanto posticcio.
Miglior Film StranieroA separation
Che son sempre film col dramma dentro, non si capisce bene perchè. O forse perchè le altre nazioni sanno dove colpire i giurati. DRAMMA DRAMMA DRAMMA.
Una vittoria supertelefonata, ma a quanto pare meritevole.
Parte un comprensibile pippone sull’Iran, gli attori e i registi in sala sfoderano la faccia partecipe del dramma. Ipocrisia mode on.

Miglior Attrice Non ProtagonistaOctavia Spenser per The Help
Temo seriamente per una grande serata della riscossa nera e quindi tutti in piedi.  Già piangiamo. L’anno prossimo voglio che pianga un tecnico del suono, eccheccavolo.
Ritorniamo ai premi riempitivi di cui comunque non ci capiamo niente:
Montaggio Kirk Baxter and Angus Wall per The Girl with the Dragon Tattoo
Finalmente arriva Tina Fey a dare un senso alla serata. E The Girl with the Dragon Tattoo vince il suo probabile unico premio di consolazione. E i tizi c’hanno il coraggo di ringraziare e far presente che mancano giusto un tot di nomination per gente che avrebbe meritato più di altri di scaldare le poltroncine del (fu) Kodak Theatre.
Montaggio sonoro Philip Stockton and Eugene Gearty per Hugo
Bla bla bla, onore, grazie mille, Martin sei un grande, la mia famiglia, quelli che hanno perso son del grandissimi
Missaggio sonoro Tom Fleischman and John Midgley per Hugo
Bla bla bla, onore, grazie mille, Martin sei un grande, la mia famiglia, quelli che hanno perso son del grandissimi. Nessuno riesce a fermare Scorsese.
Intermezzo dei Muppets. Vi ho mai detto quanto mi faccia impressione la diffenza di grandezza tra Kermit e Miss Piggy?
Ore 3 e 37, ci spariamo il Cirque du Soleil, l’esibizione con cui ogni anno cercano di farti crollare. Se rimaniamo svegli a questo, ci sono buone probabilità di vedere la fine in diretta.
Miglior DocumentarioUndefeated di TJ Martin, Dan Lindsay e Richard Middlemas
Robert Downey fa l’egocentrico per introdurre la categoria che vabbè dai, lo sapete già. Finalmente gente giovane sul palco che usa espressioni come “you know”. Parte un fucking, vivaddio.
Miglior Film d’Animazione Rango di Gore Verbinski
Finalmente una categoria in cui vince qualcuno che rappresenta veramente il fior fior della categoria. Verbinski arriva al primo oscar.
Effetti Visivi Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman and Alex Henning per Hugo
Emma Stone in due minuti infila una serie di faccette adorabili che eclissa Ben Stiller. Inoltre ci crede veramente e lo stacchetto riesce grazie a lei. Lo dico ora, lo dico a te Hugo: YOU SHALL NOT PASS!

Miglior Attore non ProtagonistaChristopher Plummer per The Beginners
La combo omoaffettività + cancro terminale + drammatico rapporto padre e figlio non delude MAI. Plummer è ragguardevole, ma il film…che tristezza. [recensione]
Il discorso di ringraziamento è elegante ed ironico come lui. Von Trapp arriva alla meta!
Miglior Colonna SonoraLudovic Bource per The Artist
Ovvero Miglior Colonna Sonora in una categoria da cui mancano scandalosamente Trent Reznor e Atticus Ross. Hugo, intimorito da Gandalf, non passa e finalmente The Artist si prende un premio che merita tantissimo. TANTO. Si nota un certo terrore tra i vincitori che sforano il tempo a disposizione.
Miglior CanzoneMan or Muppet di Bret McKenzie
Ci mancherebbe altro.
Distribuiscono pop corn in sala. E noi che abbiamo il fuso orario, niente.
Momento di panico in cui salta la parabola a pochi minuti dai VERI premi per cui ho perso tipo quattro ore mezza di sonno. Sono le 4 ore e mezza.
Miglior Sceneggiatura non OriginaleThe Descendants di  Alexander Payne and Nat Faxon & Jim Rash
Mark Zaillian, sappi che io ti voglio bene tantissimo e mi sono sparata quasi tutto il malloppo di roba che ha sceneggiato quest’anno.
Miglior Sceneggiatura Originale Midnight in Paris di Woody Allen
Mandano su Angelina che tanto lui non si fa mai vedere, quindi almeno guardiamo lei.
Miglior CortometraggioThe Shore di Terry George e Oorlagh George
Il Vincenzo Mollica dell’Irlanda del Nord sta gioendo.
Miglior Corto Documentario Saving Face di Daniel Junge and Sharmeen Obaid-Chinoy
Sto copincollando spudoratamente, ovviamente. Sto giro, Pakistan.
Dai ragazzi, svegli che parte d’endorsement per il secondo italiano, VERAMENTE sconosciuterrimo. Ma lavora con la Pixar, quindi fa subito figo.
Miglior Cortometraggio AnimatoThe Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore – William Joyce and Brandon Oldenburg
Vincenzo, un po’ d’Italia c’e’, dai, non fare così.

Arriva la ciccia.
Miglior RegiaMichel Hazanavicius per The Artist
Uno così pazzo da coltivare per anni l’idea di fare un film muto deve essere premiato prima che rinchiuso per gli evidenti problemi mentali. Ringrazia il cane. [recensione]

Sono le 5. Ormai ci si trascina sulla tastiera.
Parte la carrellata dei morti, che spiace dirlo ma rimane davvero macabra. Poi qui c’e’ gente che ha davvero sonno, per cui speriamo che un sacco di gente sia rimasta in buona salute.

Miglior Attore ProtagonistaJean Dujardain
Arriva Natalie Portman *inserire il commento su quanto sia sempre stupenda e aggraziata nonostante sia così snob e come è uscita bene dalla gravidanza blablabla*
Speravo in una sorpresa per Gary, ma abbiamo scampato il pericolo Clooney e poi Jean è assolutamente all’altezza del premio. E poi lo amerò per sempre per aver sottolineato che lo show ai suoi esordi durava tipo 20 minuti.
Miglior Attrice ProtagonistaMeryl Streep
Farei di tutto per non vedere Meryl Streep o Viola Davis vincere, ma temo che mi toccherà imprimere le mie pupille con una di queste opzioni.
E infatti. *sbadiglio* Meryl dice di aver avuto la sensazione di aver sentito mezza America dire “Ohhh no, non ancora lei!“…non pensavo di averlo pensato così forte.
Miglior FilmThe Artist
MENO MALE che tutto è andato secondo le previsioni. Non avrei sopportato una cattiva sorpresa proprio a questo punto.

Ore 5 e 40.
Si chiude un’annata di film mediocri selezionati attraverso pessime nomination, a parte un paio di eccezioni.
Si chiude un’annata anche senza un vincitore che sia uno che non fosse stranticipato, a parte forse miglior documentario.

Ci rivediamo l’anno prossimo, mentre comincio a chiedermi se ne sia valsa la pena.

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