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Allora, Sakamichi no Apollon è o non è uno degli anime imperdibili della stagione?

Ovviamente sì.
Basterebbe dire che va in onda nello spazio dei noitanima*, ovvero lo spazio di FujiTv dedicato agli anime più particolari / più di nicchia / più fighi. Spazio notturno, sì, ma se scorrete l’elenco delle produzioni alloggiate negli ultimi anni scoprirete che ci racchiude buona parte delle produzioni da ricordare degli ultimi anni. Riguardo poi ai nomi altisonanti coinvolti, ne avevamo già parlato qui.

Dunque, come si presenta questo primo episodio?
Bene. La voglia di vederlo c’e’, seppur non sia supportata da un puntatone eccezionale.
Sostanzialmente l’anime sembra ricalcare in maniera molto fedele il manga, che gioca più sulle atmosfere che sull’innovatività della storia per conquistare il lettore. Il risultato è un episodio gradevole, che però non sembra giustificare l’hype che in molti (sì, mi riferisco a voi *punta il dito sui soliti noti*) stanno generando tra i fruitori di anime.

Indubbiamente una certa finezza nella regia si scorge già, per esempio nell’azzeccatissima scena di Sentaro che “tiene il tempo” con due rametti nel tragitto da casa a scuola.
A me però ha dato parecchio fastidio l’impostazione con i primi piani a scalare tipica delle produzioni in cui l’uso della CG è massivo ed evidente. E’ vero che ormai è prassi consolidata nella maggior parte degli anime quella di passare buona parte dell’episodio a saltare da un primo piano + occhioni all’altro ed è anche vero che potrebbe evitare uscite imbarazzanti tipo la scattosità nella scena del pestaggio, però che noia! Inoltre in questa produzione l’effetto digitale cozza ancora di più, data l’ambientazione negli anni ’60, che peraltro è uno degli aspetti più suggestivi di questo titolo.
Pollice in su per Yoko Kanno che per il momento si fa intravedere, ma già fa sentire che è presente con tutto il suo corredo di meraviglie sonore.
Pollice in giù per la opening e la ending. Se la performance di YUKI è orecchiabile, l’animazione che riprende la metafora musica = volare nel cielo non è degna di gente che ha sfornato cose immortali come l’opening di Cowboy Bebop. Sulla ending non mi esprimo perchè quando ho visto la neve…il vuoto.

Ultima nota essenziale: ci shippo qualcuno?
Sì. Decisamente.
Non che sia proprio buttato lì eh, è tutto molto delicato e naturale, però assolutamente sì, corredato dal più classico mingherlino nervoso occhialuto + spallato muscolo dal cuore d’oro (sul genere Watanuki/Doumeki). Personalmente lo trovo molto più batticuore nella versione cartacea, ma va dato tempo all’anime di mostrarci il potenziale di certe scene in movimento.

Per fare un confronto musicale finale, forse l’inizio di Nodame Cantabile era più rutilante ed avvicente, ma Sakamichi no Apollon sa il fatto suo e vale assolutamente la visione e l’attesa per i prossimi episodi.
A patto che non siate tipi da tutta azione, spara-spara-ci-stanno-massacrando, tette&robottoni, va da sé.

*ovvero animation al contrario, in katakana. Che simpa, quelli di FujiTv.

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