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A qualche giorno dall’anteprima italiana, posso offrirmi la mia opinione su The Hunger Games. Questo non perchè scarico film perchè ho il culo troppo pesante e le braccine troppo corte per andare in sala, ma piuttosto perchè c’e’ chi ama il turismo sessuale, io invece vado forte su quello cinematografico.

Quindi rispolveriamo la tag film con i sottotitoli in ceco, anche se Die Tribune Von Panem (adoro i titoli astrusi stranieri!) aveva il sub in eng+french, perchè sono andata in quel di Lucerna e ne ho approfittato per vedere questa pellicola molto attesa (quindi molto in ritardo in Italia).

  1. E’ la copia edulcorata di Battle Royale? NO
    Posso capire che la tematica adolescenti che si ammazzano in una lotta di sopravvivenza possa avervi tratto in inganno, ma no. Gli Hunger Games sono un po’ il paravento dietro il quale descrivere una distopia più ampia, in stile regime oppressore (e, così a spanne, immagino che questo sarà l’argomento centrale del secondo e terzo tomo della saga). Non è violenza spontanea e nemmeno generata a livello “scientifico”, è solo l’annuale testimonianza di oppressione  amplificata in diretta tv.
  2. E’ il nuovo Twilight? NO
    Alla LionsGate c’e’ gente seria. Non solo il budget è adeguato e ben speso, ma l’approccio molto realistico ad una realtà di povertà e miseria su cui si apre il film, il fango che chiazza le scarpe della ricca Capitol costretta a sorteggiare i due tributi del distretto assegnatole è quanto di più lontano ci possa essere dai loft con arredo all’ultimo grido.
  3.  E’ il classico film per adolescenti? NO
    Non si risparmia sul dramma, anche se il marketing era ben cosciente del bacino dove andava a pescare. Traquilli, voi OVER qualcosa all’ascolto: non è previsto che la cassiera vi guardi male nel caso acquistiate un biglietto senza l’apporto di un minore come scusa.
  4. No ma comunque fa schifo/ è unammmerda / americanata / mi fa senso.

    Ok, abbiamo recepito. Ci vediamo al prossimo post dedicato ad un film SERIO.

Nonostante io abbia letto il libro e non soffra dei preconcetti dei punti sopraelencati, devo dire che il film mi ha colpito moltissimo, e in positivo. Non solo ha un approccio assolutamente drammatico e realistico, di quelli che ti aspetteresti da un film con delle pretese da festival. Pur rimanendo parecchio fedele al libro (e complimenti al casting, che ha fatto veramente miracoli), riesce a smorzare i limiti della compagine cartacea apportando strategiche modifiche qua e là.
Per esempio il marysue martellante vi verrà risparmiato e il risultato finale è sicuramente meno antipatico.
Ma che bella la regia! Non capisco perchè vogliano cacciare Gary Ross, dato che ha saputo non strafare ma dare un taglio adulto ad una vicenda in cui gli adolescenti la fanno da padrone. Quant’è affascinante la sequenza d’apertura, che ci mostra la miseria del distretto dodici, con l’assoluta negazione di qualsivoglia stucchevolezza. C’e’ terra, ci sono stracci, c’e’ fango anche nel momento dell’adunata dei ragazzi, che paiono miseri persino con l’abito della festa. Si percepisce una vera tensione quando Effie presiede spensierata al sorteggio dei nomi. Anche l’incubo di Katniss collegato alla morte del padre non è necessario per l’economia del film, ma diviene essenziale per togliere qualsiasi patina al personaggio.

Le atmosfere iniziali sono simili a quelle di Winter’s Bone e infatti, anche questa volta, Jennifer Lawrence dimostra di saper ritrarre personaggi buzzurri ridotti in miseria senza risultare stucchevole. Bella, brava e capace di emozionare, quando soffre sullo schermo soffriamo un po’ con lei. Le scelte di casting si fanno eccelse quando passiamo a parlare di Josh Hutcherson e del suo Peeta assolutamente perfetto, dalla mimica corporea alla voce è l’incarnazione del personaggio cartaceo. Così come Effie (Elizabeth Banks narra di aver lottato coi denti per avere la parte) che risulta piuttosto drammatica nella sua leggerezza, e Woody Harrelson, di poco inferiore all’ambiguità di Haymitch nel libro. Lenny Kravitz è anche passabile, il vero neo è Liam Hemsworth: sembra più un surfista che un ragazzo ridotto alla fame con una famiglia a cui badare. Per fortuna, per il momento, è rimasto ai margini della vicenda. Stanley Tucci fa il classico personaggi omosessuale di Stanley Tucci + i capelli blu. LOVE.

Il reparto costumi qui è rilevante. Ovviamente gli estri dei Capitol (gli abitanti del polo di potere centrale) sono stati resi con ampia dovizia di colorazioni e particolari, ma anche il liso vestiario dei tribuni, i tessuti tecnologici all’interno dell’area e i killer dress disegnati dal personaggi di Kravitz per Katniss meritano una menzione. Per non parlare delle scenografie e i design spettacolari degli appartamenti dei tribuni.

Gli effetti speciali sanno essere discreti così come loro richiesto e il loro parco utilizzo non è nemmeno troppo evidente. Sul reparto tecnico niente da segnalare, tutto abbastanza sopra la media.

Parlando dell’adattamento, direi che l’inevitabile violenza accessoria delle morti macabre dei tribuni sono quanto più saggiamente realizzate. La pellicola è da sconsigliare solo nel caso siate veramente sensibili tipo “OH POVERI BAMBINI!”. Persino l’impresa impossibile di rendere riconoscibili almeno 7/8 tribuni allo spettatore distratto si può considerare compiuta. Alcuni mi dicevano che a tratti il regolamento dei giochi risulta inserito in modo artificioso, ma credo possiate sopravvivere.

Lo vado a vedere? Senza indugio, a meno che una delle caratteristiche generali della pellicola ti urti in maniera estrema. Questo direi che, con tranquillità, è uno dei film da vedere dell’annata.
Ci shippo qualcuno? Ho visto un mixtape BreadxPeeta e volevo condividere con te la cosa.
Coefficiente kleenex? Dipende dall’approccio, ma sei hai letto il libro direi parecchio.
Avvistamento FCM – come nel libro, il film si apre con Katniss che sta per trafiggere una cerva, ma viene distratta all’ultimo da Gale.

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