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Sono settimane che mi subisco tweet di uomini trasformatisi in educande che ironizzano malamente sulle donne che vanno a vedere Magic Mike. Peccato che basti guardare con un po’ di attenzione il trailer per cogliere che il film, più che una lunga carrellata di esibizioni di tizi palestratissimi più o meno spinte, ha una storia dietro. La storia non è nulla per cui strapparsi i capelli, sia chiaro, ma diamo a Steven Soderbergh quello che è di Soderbergh: è un film godibile. Non solo per un pubblico femminile.


Tiè, mi permetto pure il lusso di schiaffarvi una foto degli attori vestiti!
Magic Mike è Le Ragazze del Coyote Ugly shakerato al testosterone. Si tratta di una classica e ben prevedibile storia di formazione, ambientata nel mondo della male dance (per usare la dicitura ufficiale del Xquisite, il localino sobrio sobrio dove si svolge l’azione). Insomma, se Christina Aquilera imparava ad essere una versione di sé più da marciapiede conservando il suo animo gentile nel patinatissimo Burlesque (quello sì, una vera tragedia!), qui Alex Pettyfer finisce per diventare il protetto di Channing Tatum, che lo inizia al mondo dello strip tease maschile. Il film però si regge essenzialmente sulla figura del mentore, un 30enne diviso tra la frustrazione di non riuscire ad aprire un’attività propria e l’apparente facilità con cui gli piovono soldi addosso nel suo lavoro notturno. Il che è ironico, considerando che il film si basa in maniera vaga proprio sull’esperienza del 19enne Channing Tatum, che faceva lo spogliarellista prima di ammorbare il mondo con Step Up.

Essendo un film di formazione in tutto e per tutto, non manca nessuno dei tasselli ormai canonici del genere; l’iniziazione, la prima volta un po’ goffa, l’allenamento, il successo, il power up, il novellino che fa la cazzata, il momento di scontro tra i protagonisti, il momento in cui tal dei tali si rivela uno stronzo profittatore. Il film non brilla certo per originalità, anche se nella seconda parte, tralasciando le patetiche vicende di quell’idiota del protagonista e concentrandosi sullo stripper al suo canto del cigno, Mike, fa una scelta vincente. Ovviamente anche qui giù di luoghi comuni all’insegna del ok i soldi facili, ma questa non è la vita vera, ect ect.
COLLO è inespressivo come al solito (specie in una certa scena in cui dovrebbe esprimere conflitto interiore invece il suo sguardo è così fisso da sembrare un fermo immagine), ma il suo protagonista è un simpatico cazzone un po’ imbranato con le parole, che è un po’ quello che è esprime la sua faccia di suo, quindi sostanzialmente porta il film a casa. Purtroppo invece Joe Manganiello e Matt Bomer hanno pochissimo spazio a disposizioni. Matthew McConaughey interpreta una delle sue parti più cazzare di sempre (come se non ne annoverasse già parecchie) e c’è la classica tipa con la faccia molto cattiva a coronare il tutto (anche se Gina Carano rimane la nostra preferita).

Il pregio della pellicola è di fondere alla perfezione momenti in cui si diverte e fa divertire, con gli ottimi spogliarelli (sempre ben pensati, ben girati e ben inseriti) a momenti più duri, che mostrano il dietro le quinte, tra l’ironico e il vagamente drammatico. Con questo non voglio dire che sia The Wresler, ma non manca un certo sguardo sofferto sulla banalizzazione del sesso e sul consumo di droga. Riguardo al comparto tecnico, dopo la bruttissima esperienza di Haywire, Soderbergh si decide finalmente a fare (almeno in parte), il montaggio del film, riducendo drasticamente il numero di scene collegate a casaccio e ficcandoci dentro un paio di movimenti di macchina da vero virtuoso del cinema. Ovviamente il tutto è parecchio leccato e stiloso come piace a lui, ma certe costruzioni della scena (per esempio il piano verticale che descrive la notte brava con la ventuenne) fanno rivedere un po’ di personalità che ultimamente appariva sbiadita. Come sempre, dire che il regista come genere sia versatile è riduttivo. Stavolta vi risparmio il paragrafo in cui mi stupisco di come con copioni stupidini tipo questi lui riesca ad arruolare cast stellari del genere, fate conto che l’abbia scritto per intero.

Lo vado a vedere? Non è che sia imperdibile, non è nemmeno un bel film, però si lascia guardare, non è malvagio e…beh, quella parte lì è parecchio godibile.
Ci shippo qualcuno? C’è il tizio di White Collar, ci sono uomini nudi ovunque che “sono tuo amico per sempre bro!”…ovviamente c’é materiale su cui lavorare.
Coefficiente OVARIES? Difficilmente bissabile nell’anno 2012, baby.

Note:

  • Inizialmente il film lo doveva girare Nicolas Winding Refn ma gli impegni di COLLO lo hanno portato a rivolgersi altrove. Se lo girava Refn sicuro che tutti ‘sti peana del pubblico maschile ce li risparmiavamo in toto.
  • Immagino abbiate già visto il numero di Joseph Gordon Levitt al SNL.
  • Tarzan è interpretato da un lottatore professionista: Gina ha fatto scuola.
  • Si vocifera che un seguito non sia poi così impossibile.
  • Sono sempre in attesa di capire cosa ci sarebbe stato di male se Magic Mike fosse stato un film di solo sollazzamento femminile.
  • Ormai ho perso il conto di film del 2012 in cui mi sono potuta sincerare dell’inettitudine recitativa di COLLO.

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