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Innanzitutto: non vi fidate dell’elenco che Einaudi vi presenta in ogni libro della giallista francese Fred Vargas! Non è elencato proprio nulla in ordine cronologico quindi vi spoilererete senza pietà pezzi importanti dei suoi cicli (come è successo tipo A ME). A dir la verità un po’ di tempo fa avevo chiesto ad Einaudi su twitter perché non aggiornare le loro edizioni e loro mi avevano risposto che ora erano in ordine. Ho fatto del library check e tipo…no. O ho beccato io l’unica copia senza ordine. Fate attenzione.

Ultimamente una/due volte l’anno mi concedo un libro di Fred Vargas che, per chi fosse poco avvezzo del genere, è una giallista francese estremamente famosa per i suoi due principali cicli, che aggiorna con un nuovo volume a cadenza annuale. Di Adamsberg lo spalatore di nuvole magari parlerò più avanti, quando avrò letto di più del suo ciclo. Oggi ci concentriamo sulla (per ora) trilogia dei Tre Evangelisti e se lo facciamo c’è un motivo ben preciso…

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Crea anche tu la tua copertina vargasiana: prendi una foto di Parigi, desaturala e virala tutta sui toni del blu!

…gente, dove sono le fanfiction? Dove? Intendiamoci, questo post non è strettamente legato alle fangirl assatanate, ma l’unico motivo plausibile per cui io non posso metaforicamente nuotare in pigne di fanfiction è che loro siano là fuori, inconsapevoli. Poco male, in fondo questo è un blog divulgativo. Fufufu.

Sintentizzando al massimo, Fred Vargas è una giallista lodevole, che sa fare il suo lavoro. Non il massimo della produzione in senso stretto di detective stories, non così incisiva da essere “rilevante” al di fuori del genere stesso, però di talento ne ha. Sa scrivere, sa di saperlo e sfrutta al massimo le sue capacità. Sul risultato dei suoi scritti varia molto da caso a caso, ma il comun denominatore rimane sempre fortissimo: personaggi magnifici.
Premessa: tutti, ma proprio tutti i personaggi della Vargas sono in qualche modo affascinanti e particolari. Particolari nel senso che hanno un dettaglio, una pennellata che li connota immediatamente fuori dalla trasparenza e, nel caso dei protagonisti maschili e femminili, diventano quel genere di figura da cui vieni rapito e poi finisci di leggere, ti guardi e ti chiedi dove sia la tua quota parte di raffinatezza. Il canone vargasiano è una sequela infinita di parisienne/ragazzo dell’Europa di Gianna Nannini; non proprio fighi in senso stretto, ma così ricercati che finiscono per incantare. Ovviamente se non è il vostro genere, li detesterete con tutto il cuore, sicuro.
In un certo senso la scrittura e l’atteggiamento verso ogni cosa (sesso, cibo, religione…tutto) finisce per farmi pensare “ohh, è tutto così francese!”, quindi se rientrate in quella vasta fascia di italiani che i francesi, no, antipaticissimi, lasciate perdere in partenza. Poi c’è tutta una diatriba sul fatto che in alcuni libri (su tutti, Un Luogo Incerto, che io per ora trovo insuperabile) ci sarebbero degli elementi sovrannaturali, ma io mi rigiro ancora nel letto, di notte, a ripensare dove caspita l’abbiano trovato, ‘sto soprannaturale del piffero. E poi c’è la corrente di pensiero che fa schifo, perché Simenon è meglio e lei è francese ma è peggio. L’ho aggiunta per dovere di completezza.

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Se avete superato la prima scrematura, rimane la scelta: leggere prima qualcosa di Adamsberg o dei Tre Evangelisti? Io sono per il secondo ciclo, per una serie di ragioni non indifferenti:

  1. Adamsberg è sicuramente il personaggio più famoso della Vargas, ma la qualità dei suoi romanzi oscilla notevolmente.
  2. Con soli 3 libretti, il ciclo degli Evangelisti vi può incantare e stregare, ma ci vorrà poco a concluderlo e togliervi la soddisfazione. Se dovete entrare in un tunnel, sappiate che di Adamsberg non c’è al momento manco una luce in lontananza.
  3. Adamsberg è a tanto così dal canon conclamato, però gli Evangelisti forniscono ben 5 personaggi da assortire come più vi pare con molto meno angst e più divertimento.

Prima di passare a parlare dei tre libri nello specifico, due parole introduttive. Rimarrò molto vaga perché non voglio anticiparvi troppo, dato che nei libri della Vargas il caso intermezza le scoperte sui protagonisti e non viceversa.

I tre Evangelisti (Lucien, Matias e Marc) sono tre squattrinati storici devoti al loro lavoro, focalizzato su diversi momenti storici (la grande guerra, il periodo dei cacciatori raccoglitori prestorici, il medioevo). Di necessità virtù, finiscono per condividere una casa assieme al padrino di Marc, il Vecchio, ex poliziotto. Ovviamente poi come tutti quelli che non fanno i poliziotti, finiranno a fornire assistenza ad investigatori/ex poliziotti per risolvere omicidi e casi particolari. Ovviamente anche le ship le relazioni tra i componenti sono in continua evoluzione, avendo caratteri assolutamente agli antipodi, particolarissimi, affascinanti oltre ogni dire e da sospirone da lettrice di romanzi rosa (specie per Matias, che è tipo l’Uomo Rassicurante 2.0). Come tutti i personaggi della Vargas, in campo amoroso sono sfigati al limite del paranormale (e quindi continuano a vivere tutti insieme senza donne in giro, fufufu).

Altro appunto: pur essendo teoricamente ambientati ai giorni nostri, i romanzi ricreano un’atmosfera quasi sospesa nel tempo, che potrebbe posizionarsi ovunque dagli anni ’50 in poi. Non c’è un telefono cellulare a pagarlo oro. Se vi piacciono questo tipo di ambientazioni, lo adorerete.

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Chi è morto alzi la mano (1995)
Ottimo inizio di saga, pone le basi del riassuntino qui sopra, ma coinvolge già sulle dinamiche tra i protagonisti. Se vi fate prendere, quando lo finirete ne vorrete subito di più. Altri romanzi seguenti della scrittrice non sono così riusciti. 
Il caso? Tutto parte dalla comparsa in una sola notte di un misterioso albero nel giardino di una tranquilla coppia anziana; il classico incipit curioso che dà il via ad una caccia al corpo che non c’è, con l’introduzione di una femme fatale che accellera le dinamiche tra i tre evangelisti.
Livello di shipping? Fondamentale come inizio e già non male, ma la ciccia consistente non la troverete qui. Almeno deciderete già il vostro evangelista preferito.
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Un po’ più in là sulla destra
(1996)
Il più debole della trilogia, in quanto più dedicato al personaggio del Tedesco (ex membro del ministero dell’interno che continua a tenere sotto controllo i movimenti intestini del paese e che ha un passato sfigatissimo da primato pure tra i personaggi già sfortunatissimi dell’autrice). Io personalmente non amo particolarmente il Tedesco, che qui finisce per rubare spazio agli evangelisti, con la comparsa sostanziale solo di Marc, una comparsata di Matias e il mero nominare Lucien.
Il caso? Un ossicino dell’alluce di una donna si sperde in un giardinetto pubblico di Parigi. Un avvenimento curioso ed irrilevante, tranne che per quel rompiballe acuto osservatore del Tedesco che, nel cercare la verità, verrà usato dalla Vargas per disvelare con un colpo da maestro la drammatica verità sul suo personaggio. Senza spoiler, il momento della macchina da scrivere per me è stato troppo contorto, bocciato.
Livello di Shipping? Indirettamente, alcune uscite di Marc sono già da citazione per prompt futuri. Poi se a uno piace il Tedesco come mentore di Marc, ah, bingo.

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Io sono il Tenebroso (1997) facendo lega su un bell’antagonista, riesce a coniugare una presenza massiccia degli evangelisti con il Tenebroso, tirandone fuori una corsa all’assassino che rivela più dei protagonisti che del killer.
Il caso? Intrigante, capace di parecchi colpi di scena, ma non imprevedibile sul finale. In questo caso l’accoppiata incipit estroso ma caso tutto sommato semplice riesce in pieno alla Vargas. Ha anche un buon ritmo. Vergogna per il titolo spoilerosissimo di Einaudi. Non è che (vado a spanne, il francese non è il mio campo) Senza focolare né rifugio facesse così schifo. Potevate lavorarci senza spoilerare, eh.
Livello di Shipping? QUESTO LIBRO. Inarrivabile. La quantità di materiale è tanta e tale e dedicata a tutti gli incroci possibili tra i tre protagonisti (specialmente l’incrocio che interessa me, fufufufufu) che mettiamo direttamente un gregge di pecorelle. Il primo rilevante personaggio femminile appare in terzultima pagina.
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Sperando che Fred Vargas continui una saga ferma solo per aver privilegiato le sfighe di Adamsberg a quelle di Marc e compagnia cantante, io mi fermo qui.
Se avete letto qualcosa di questo ciclo, per favore, fatemi sapere qual è il vostro evangelista preferito, come dei veri bimbi delle elementari! ^-^

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