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Riemergo nelle nebbie in cui ero affogata (non solo la Vita Vera esigeva la mia presenza, ma anche il supremo sacrificio dell’utilizzo del computer a fini produttivi e totalmente avulsi dal cazzeggio…è stato terribile) per segnalarvi questo Oblivion.

Nonostante io non apprezzi il fatto che il film prometta di essere Tom Cruise-centrico, cioè, sono io. Che figura ci faccio se non do almeno un segnale d’interesse per un film come questo, che urla “fantascienzaaaaaaaaaaaaaaa”! Peggio, “fantascienza con le navicelle spazialiiiiiiii” (che è UNA branchia della fantascienza, signori, UNA di molte, detta space opera).

Tornando a noi. A quanto ho capito si tratta dell’adattamento di una graphic novel realizzata dal regista dello stesso, tale Joseph Kosinski. Che se non sei l’adattamento di una graphic novel ma, PER DIRE, di una novel e basta, naaaa, che poracciata. Se vi state chiedendo chi sia Kosinski, è quello che ha diretto Tron:Legacy e poca altra roba (che per mantenere le aspettative a un livello decente, ometterò di citare).

Visto così è un film che a livello produttivo, ehi, tanto di capello, su Tom Cruise versione Wall-E umanizzato che sbriga lavoretti sulla Terra abbandonata dall’umanità (qui inseriteci le solite cose sulla Terra abbandonata che sapete voi). Tipo che ripara droni e non ha nemmeno uno scarafaggino come compagno di bevute. A un certo punto arriva Melissa Leo e succedono un sacco di sfighe e Tom fa una minchiata (temo la prima di una lunga serie) e rimane imprigionato nel sottosuolo.

So che rischio di sconvolgervi ma…la Terra non è veramente disabitata. Lo so, shockante. A dio capo della comunità locale sotterranea, Morgan Freeman, che spara il filotto di “vedo del potenziale in te” bla bla bla. Di base poi Melissa Leo si rivela essere una stronza, piovono essere umani in capsule e Olga Kurylenko (che stavolta parla, che passo importante per la sua carriera!) si sveglia e riconosce Tom e lui non sa chi sia. Chi sei tuuuu? e spari e inseguimenti dappertutto. Fine trailer.

La verità è che sento puzza da qui di grande rivelazione finale tipo “tu sei l’unico  drone rimasto a guardia della terra in attesa che si risvegli il genere umano” (Blade Runner anyone?) / La gente non è andata veramente su un altro pianeta ma è rimasta congelata nello spazio e Tom è la replica di un uomo  che ha vissuto migliaia di anni in attesa dello sbrinamento / gli stronzi che non potevano pagare il viaggio son rimasti sulla terra distrutta e sono poco poco incavolati / quelli che piovono son droni / alieni creati da quelli che combattevano la terra durante ‘sta fantomatica guerra a inizio trailer, son morti tutti tranne quelli nel sottosuolo e Tom è un’esca per stanarli.
Insomma, ok che personalmente sono abbastanza versata nel genere, però il punto è che ho già visto una marea di questi film a effetto thriller sgonfiarsi miserrimamente perché il twist finale (che vorrebbe stupire a tutti i costi) è una cosa banalotta e contorta.

Però di film del genere space opera, per il 2013, pare che potremo contare su Oblivion, il ritorno di Star Trek e punto. Quindi conviene non essere troppo schizzinosi dal principio.

Al massimo ci consoleremo con la presenza di Jaime Lannister, ovvero Nikolaj Coster-Waldau, che è sempre un bel vedere, nonostante il costante copia-incolla a cui mi costringe visto il suo non proprio immediato nome/cognome.

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