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Era un po’ che volevo mollare un bel post polemico sulle ultime uscite dei responsabili Urania (ovviamente non contenute in un post apposito, ma sparse qua e là nei commenti, in modo da perpetrare il tradizionale passaparola tra gli appassionati).
Ho deciso invece di lasciare parlare i fatti.

Ecco le novità dei prossimi mesi in casa Urania:

1-Gli editoriali con annunci e novità saranno pubblicati in via preferenziale sul cartaceo e non più sul blog. 

La redazione c’e, il curatore anche. Vi avverto pero che gli editoriali (e da marzo la rubrica della posta,con estratti da questo blog) appariranno sempre più riccamente all’interno di Urania. Noi prendiamo atto delle proposte e anche delle proteste dei lettori, ma a volte il dibattito si insterilisce perché i lettori rifiutano di capire che determinati cambiamenti (prezzi, veste grafica, periodicità, ristampe o non ristampe) non dipendono dalla redazione bensì da esigenze e mandati della casa editrice. Pur avendolo chiarito più volte qui e altrove, si continua a fingere di non vedere il problema. Perché Urania, pur essendo totalmente dedicata ai suoi lettori, non può prescindere dai bisogni di una gestione complessa, ne dalle attese finanziarie e contrattuali di un grande editore. Alcune decisioni, agli occhi dei lettori, potranno essere sgradite, ma e chiaro che se sono state prese c’era a monte un motivo molto serio. Un motivo economico, prima che editoriale, e non certo da prendersi alla leggera. Urania, infine, e un prodotto che a voi costa (relativamente) poco, meno di qualsiasi altro libro in commercio, ma a noi costa sempre di più fare: traduzioni, diritti, carta, stampa e rese incidono sul budget di una collana venduta a cinque euro. Ecco perché, a volte, bisogna cercare di ottimizzare. Grazie a tutti e alla prossima.

Prendiamo atto del fatto che uno dei pochi momenti di comunicazione diretta con la redazione è semplicemente scomparso, per “ottimizzare”.

2- Cambia la grafica di Urania Collezione

La storia e vera, come diceva Luciano di Samosata (che di viaggi nello spazio se ne intendeva). Da marzo le copertine di Urania collezione saranno identiche a quelle di Urania, salvo per il colore del filetto e del cerchio. Questa decisione si e resa assolutamente NECESSARIA perché in edicola la collana era diventata invisibile e, continuando di questo passo, avrebbe continuato a perdere lettori, che non riuscivano più a identificarla. L’alternativa era quindi: o renderla più simile a Urania o… Ci rendiamo tutti conto del dispiacere degli aficionados, ma vi assicuro che abbiamo rimandato questa scelta il più lungo possibile.

Qui mi permetto di esprimere un dubbio.
A parte distruggere la coesione grafica di una collana che fa la sua scena sullo scaffale (roba da collezionisti?), il calo di vendite non potrebbe essere connesso al calo drammatico di titoli di alta qualità, o quantomeno di alto appeal presso il pubblico?
Vorrei ricordare l’intera vicenda Epix, che fece più o meno le stesse tappe prima di chiudere, proponendo titoli improponibili mentre cambiava grafica sperando di risollevare le vendite (seh).
Il prossimo estratto non lo commento nemmeno, perché parla da sé.

Una considerazione a supporto delle scelte effettuate per il Collezione. In Italia ci sono 36.000 edicole circa, comprendendo anche i punti vendita nei supermercati. Urania riesce a raggiungerne poco più della meta. Come? Dividendo la distribuzione fra Urania normale e il Collezione. Il che significa che in molte edicole italiane arriva solo il Collezione, e non Urania. In quelle edicole, ormai e accertato (da attenti studi che sono stati condotti dal distributore) che il pubblico percepisce l’ASSENZA di Urania, perché non vede o non riconosce il Collezione nel caos multicolore delle edicole. Questo ha portato a un decremento sensibile delle vendite del Collezione, ma soprattutto il distributore stesso e gli edicolanti hanno chiesto maggiore visibilità da parte di questa testata. Visibilità a favore degli acquirenti del prodotto Urania, che a parte un nocciolo duro di affezionati e super informati, e quello occasionale, che passa per le edicole e acquista quello che riesce a vedere e riconoscere (basti sapere che i principali punti vendita di Urania sono le edicole delle stazioni ferroviarie). Rendendo il Collezione graficamente in linea con Urania tradizionale, crediamo che sara possibile ampliare il parco lettori della testata, garantirle la sopravvivenza e, quanto prima, l’espansione che merita. Naturalmente siamo i primi a essere dispiaciuti per il sacrificio a cui andranno incontro le belle immagini a piena copertina, ma non c’erano alternative al tentativo di rilancio sulla visibilità di questa testata, imposto dal mercato e dalle esigenze degli attori coinvolti nel processo di distribuzione e vendita, fino al lettore finale.

Ok, lo ammetto. Sono giorni che faccio battute sul percepire l’ASSENZA di Urania. Sono cattiva, lo so.

Ultima notizia, di cui non ho estratti, perché viene dal primo “editoriale a tradimento” sul cartaceo:

3- Sulla collana Urania accanto agli inediti verranno proposte anche ristampe. 

Questa suona molto come mossa disperatissima per contenere i costi, ma d’altronde, i veri lettori sono quelli che passano dalle stazioni, non chi si incavola perché su 12 novità mensili se ne casseranno un x non specificato per delle ristampe presumibilmente poco utili (sennò starebbero su UC), forse per contenere i costi, mentre si lascia languire il mercato elettronico non dico pubblicizzandolo, ma almeno ricordandosi che esiste.

La verità è che da qui, Urania sembra vicina al collasso.

Intanto, a differenza del sito ufficiale, vi segnalo che sono disponibili le ultime interessanti uscite di febbraio Cosmolinea B-1 in ebook a 2,99 euro e Nel Segno di Titano, stesso prezzo. I link portano ad Amazon, ma li troverete su quasi ogni negozio online italiano di ebook.
Se dopo tutto questo post li scaricate da altri lidi, per 2,99 euro, fatevelo dire: siete delle merde.