Tag

, , , , , , , ,

among others jo walton copertinaSebbene Jo Walton non sia esattamente una sconosciuta (ha pur sempre vinto il prestigioso World Fantasy Award come esordiente nel 2002 e poi nel 2004), ricordo l’ondata di WTF!? purissimo che investì la cerchia degli appassionati di fantascienza quando questo libro si aggiudicò sia il Nebula Award che Hugo Award. Ciò era dovuto non solo all’immagine di copertina, davvero singolare e lontanissima dall’immaginario standard dei precedenti vincitori, ma anche dal contenuto del libro, che venne da subito frettolosamente catalogato come fantasy. Gli appassionati hardcore di fantascienza non la presero benissimo: una donna con un libro dalla copertina tanto femminile e che per giunta di fantascienza non è che vince i due maggiori premi di categoria col diario di una adolescente costretta a frequentare un collegio! Potete percepire anche voi un crescendo drammatico in questa descrizione no?

Spinta dalla curiosità e dall’annuncio di una prossima pubblicazione da parte di Gargoyle Books con il titolo di “Un Altro Mondo”, ho deciso di darci un’occhiata senza nemmeno documentarmi troppo a riguardo. L’idea è stata ottima, in quanto anche solo leggendone poche pagine si rimane rapiti dal fascino della storia, si capisce come abbia saputo conquistare critica e pubblico di settore.

Spiegare a parole però questo fascino, catalogare il libro in un genere preciso è invece tutto un altro paio di maniche e probabilmente questa difficoltà ha inciso parecchio sulla percezione dei contenuti del libro.
Among Others è sì un libro ambientato in una versione magica del Regno Unito, in cui esistono le fate e gli incantesimi. Tuttavia la presenza dell’elemento magico è talmente sfumata, ambigua, confusa con le normali correlazioni di causa ed effetto che molti lettori (la sottoscritta inclusa) hanno pensato erroneamente che l’autrice volesse lasciare il lettore nel dubbio: la protagonista Morwenna vede veramente le fate o è un suo singolare tentativo di rielaborazione delle tragiche vicende familiari che la perseguitano? A mio parere questa ambiguità chiarita bruscamente nelle battute finali è veramente l’unica pecca di un libro altrimenti perfetto.

La dimensione temporale invece è precisa; il libro è narrato in forma di diario, che dopo un breve flashback si concentra sull’esperienza della giovane scozzese Morwenna, bloccata nel 1979 in un collegio inglese che detesta profondamente e in cui i libri sono la sua unica salvezza. Se vi piacciono i classici romanzi inglesi ambientati nelle boarding school, adorerete “Among Others”, anche se il punto di vista di Mori è talmente singolare e acuto da rendere il suo diario quasi una parodia stessa del genere di riferimento. A complicare ulteriormente la questione, la forma del diario è più che altro un escamotage narrativo, perché nel fluire delle pagine non dà assolutamente quel ritmo sincopato tipico del genere epistolare o del diario.
Nelle prime pagine Morwenna spiega che lei e la sorella gemella Morganna hanno effettuato una magia per ordine di una fata di nome Glorfindel. Quattro anni dopo troviamo Morwenna alloggiata dal padre che le aveva abbandonate anni prima, con una gamba irrimediabilmente compromessa, zoppa, privata dell’amata sorella, morta in circostanze violente e poco chiare. Il resto del libro è un lento ricostruire cosa sia veramente accaduto, stuzzicando il lettore con questo mistero, fornendogli a poco a poco indizi su quanto successo.

Vi sembra abbastanza? Non è tutto! “Among Others” non è un libro di fantascienza, ma sulla fantascienza. Infatti Morwenna è un’avidissima lettrice del genere e il suo diario è affastellato di considerazioni sulle sue letture, di classici deliri da avido lettore, di vagabondaggi in biblioteche e librerie, del dramma di non trovare tal volume per concludere tal saga. Ancor di più, spesso le esperienze personali di Morwenna vengono filtrate attraverso gli “insegnamenti” della compagine cartacea, dando vita a intriganti riletture della vita sessuale, della morale comune, delle relazioni familiari in cui Platone si mescola a Ursula K. Le Guin (che dice del libro “Funny, Acute and Impassioned”) fino al maestro di vita Tolkien. Pur essendo piuttosto ricorrenti, questi riferimenti metaletterari sono accessibili anche a chi i suddetti libri non li conosca, eccezion fatta per un paio di inside jokes. Morwenna, spesso alle prese con la lettura del libro in questione, spiegandone il contenuto e dandoci il suo giudizio, fa solamente venir voglia di saperne di più.

Stando ai commenti nel retro copertina, è “un libro sul potere salvifico della lettura”. Detta così sembra una mappazza insostenibile, invece quello che trasmette è un profondo amore per la parola scritta e per il confronto tra lettori, oltre a una voglia incontenibile di leggere altro, magari pescato tra i favoriti di Morwenna. Insomma, se cercate un libro sui libri, sul piacere esistenziale della lettura (qualcosa sullo stile di “The Book Thief / La Bambina che Salvava i Libri” di Marcus Zusak), dategli una chance. Infatti c’è del vero però in quella frase stucchevole sopracitata: Jo Walton ci racconta l’oscura vicenda familiare di Morwenna e il difficile rapporto con la terribile madre (basato sulla dolorosa esperienza dell’autrice stessa) ma contemporaneamente assistiamo al percorso di accettazione e superamento della perdita “della sua metà”, di Morganna, ormai irrimediabilmente condannata allo stadio di crescita in cui la sua vita si è arrestata, mentre Mori la deve abbandonare dietro di sè, diventando altro, una persona intrinsecamente diversa. In questa lenta evoluzione, i libri sono l’elemento cardine per garantire alla giovane una certa stabilità emotiva, lontana da casa e legata a una nuova famiglia che sente come estranea, tanto che

It doesn’t matter. I have books, new books, and I can bear anything as long as there are books.

L’aspetto più coinvolgente del libro risiede sicuramente nella sua protagonista Morwenna, in cui si mischia l’innocenza di un’adolescente all’acume di un’avida lettrice e di una persona già scottata dalla crudeltà del mondo. Pur parlando di un adolescente, lo sguardo dell’autrice è intrinsecamente adulto nel descrivere le pulsioni e i ragionamenti della ragazza, nel farle affrontare senza sconti le conseguenze di quanto ancora di misterioso è accaduto alla morte della gemella. Personalmente è questo che non amo di (quasi tutto) il genere Young Adult, la continua dimensione di compromesso nel raccontare storie di giovani fino a un certo punto. Il dramma c’è ma la sensibilità di un adulto sente che lo sviluppo naturale di certe premesse sarebbe stato ben più drammatico. Trovo sia molto più genuinamente interessante per un adolescente (e un adulto) un racconto come quello di Morwenna, in cui tutto lo spettro di esperienze e emozioni viene descritto, mantenendo sempre una lieve tinta di speranza nel futuro.

Parte del fascino del libro sta anche nel potenziale magico, incarnato dalle fate. Lontane dall’immagine “petit” e gradevole, sono creature dall’aspetto mimetico rispetto al contesto naturale in cui vivono, di diverse specie: alcune rugose come tronchi, molte coperte di pelo, persino qualcuna con attributi sessuali in vista. Sono di natura altra, aliena, con cui si riesce a comunicare solo per approssimazione, solo quando vogliono essere trovate. Creature sfuggenti, contraddittorie, dispettose, imperscrutabili. Sono un retaggio di un’epoca antica eppure amano vivere nelle rovine della prima rivoluzione industriale, sono lontane dalle “cose umane” eppure a volte tentano di ottenere un intervento dalle gemelle, nascondendo i loro fini.

Lo leggo? Direi che a meno di allergie e antichi alterchi con il miscuglio di generi di cui è figlio, “Among Others” di Jo Walton è una lettura più che consigliata, in grado di stregare il lettore, raccontargli una storia tutto sommato parecchio drammatica, ma con tanta maestria da non farla pesare più del dovuto.
Quando si chiude il volume, si lascia con un dolore fisico Morwenna alle spalle, un po’ come lei ha imparato a staccarsi dal ricordo di Morganna. Morwenna è un personaggio magnifico, tanto sfaccettato e complesso che se ne vorrebbe sapere di più.

  • Jo Walton aveva inizialmente deciso di scrivere una trilogia sulla sua vita, ma sfortunatamente ha deciso di fermarsi qui. Ha però descritto a grandi linee quanto sarebbe seguito QUI, lettura stra-consigliatissima per superare la tristezza dal distacco da un libro tanto bello.
  • QUI invece trovate l’elenco completo dei libri letti e commentati da Morwenna nel suo diario. Per inciso, è il LiveJournal della stessa autrice.
  • QUI, per convincere gli scettici lettori di fantascienza, un intervento a tema di Jo Walton e John Scalzi, sul blog di quest’ultimo.
  • QUI un’imperdibile pagina di Pininterest con la raccolta di tutte le copertine dei libri citati in “Among Others”. Quanto fascino hanno perso le cover dei libri scifi alla fine del loro periodo d’oro! Quante di queste illustrazioni mettono in ombra quelle odierne!
  • QUI la recensione del Guardian scritta da Ursula K. Le Guin

Among Others di Jo Walton edito da Corsair, 408 pp., 2010, 7,99 sterline.

Advertisements