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pirati! briganti da strapazzo locandinaUn film senza sorprese può sorprendere? Forse no, però quando gli ingredienti sono di prima qualità come quelli della Aardman Animation, difficile non rimanere soddisfatti.
Tratto dalla serie di libri omonima a firma di Gideon Defoe, “The Pirates! In an Adventure with Scientists!” promette (e mantiene) una rutilante immersione nel mondo tutto galeoni e avventura della pirateria, senza perdere quel gusto comico britannico e l’irrinunciabile englishness nel mescolare grandi personaggi dell’Isola alla ciurma caraibica.
Forse l’unico limite alla fruizione dell’ennesima pellicola in stop motion (con un robusto intervento di computer grafica, specie su set e fondali) è proprio la necessità di essere perlomeno un po’ avvezzi a un certo tipo di prodotto inglese e retroterra culturale annesso e connesso, pena mancare buona parte di quella sovrastruttura allestita a suon di strizzatine d’occhio e citazioni seminascoste che rendono il film godibilissimo oltre il target d’età più basso.

La trama su cui si regge il film infatti fa molto “narrativa per ragazzi moderna con quella punta di sagacia da adulti”, dato che mescola la competizione per vincere il titolo di “pirata dell’anno” a una versione quasi steampunk di una regina Vittoria davvero perfida ma capace di scaldare il cuore di un Charles Darwin ancora alla ricerca di una scoperta in grado di testimoniarne la grandezza.
Quando l’azione si focalizza su Capitan Pirata però si affonda nell’approccio più classico, con una ciurma sgangherata di elementi curiosi sempre pronta a sostenere gli arrrrrrr del proprio capitano, condividendo con lui un rapporto di familiarità e stima che corona nella “Ham Nite“. Chiaramente la vena spiccatamente comica del film e le sue bonarie prese in giro finiscono per annacquarsi per quanti abbiano un approccio magari più salgariano al mondo della pirateria.

the pirates! regina vittoria

In ciò sfortunatamente concorre anche l’edizione italiana, che fin dal titolo tende più o meno volontariamente a lasciarsi per strada le chicche più gustose, senza nemmeno provare a rendere con un adeguato adattamento almeno una parte dei sottili giochi di parole e citazioni di cui è intriso il film. Capitolo a parte merita il doppiaggio: sfortunatamente l’ho visto in italiano e vi sconsiglio di non fare la stessa fine. Già non è così scontato che bravi attori siano automaticamente bravi doppiatori, dato che solo in lingua originale la parte audio viene registrata prima e poi l’animazione viene adattata di conseguenza. Nel doppiaggio di altre lingue invece bisogna prestar attenzione al ritmo e alle pause, oltre che alla recitazione. Quello che lascia veramente un po’ perplessi è la scelta di personaggi, più che attori, famosi, evidentemente in difficoltà a star dietro alla complessa dinamica della sala di doppiaggio. Dove in originale si esibivano Hugh Grant, Martin Freeman, Imelda Staunto e David Tennant, da noi si è costretti a subire le performance evidentemente difficoltose di Luciana Litizzetto e Christian de Sica. Non proprio la stessa qualità di una Marchesini che doppia superbamente Izma, ecco.

the pirates! capitan pirata

Lo recupero? A patto di non trovare insensato e stupido l’umorismo britannico dei precedenti lavori di Peter Lord  e Jeff Newitt, è consigliatissimo per passare una splendida serata all’insegna della positività. Ottimo da inframezzare ai soliti film PESO che si ammassano in attesa di essere recuperati, ma non in italiano.
Ci shippo qualcuno? Lo dico senza remore, è la motivazione principale alla base di questo post. Se persino nello scempio italiano la relazione tra Capitan Pirata e Numero Due è particolarmente sospetta, immaginatevi in inglese, con quest’ultimo doppiato da Martin Freeman. Praticamente è la risposta piratesca e in stop motion a quella pietra miliare dello slash di “Master & Commander”.

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