Tag

, , ,

Tutto quello che ho visto e recensito nel 2013 e il CLASSIFICONE di fine anno.

CINEMATOGRAFÒ

#1 Be Kind Rewind di Michael Gondry
##2 Rise of the Guardians di Peter Ramsey
##3 Les Misérables di Tom Hopper
##4 Life of Pi di Ang Lee
##5 Cloud Atlas di Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski
##6 Lincoln di Steven Spielberg
##7 The Master di Paul Thomas Anderson
#8 Master and Commander di Peter Weir
##9 Django Unchained di Quentin Tarantino
##10 Beasts of Southern Wild di Benh Zeitlin
##11 Looper di Rian Johnson
##12 Broken City di Allen Hughes
##13 Warm Bodies di Jonathan Levina
##14 Anna Karenina di Joe Wright
##15 The Perks of Being a Wallflower di Stephen Chbosky
##16 Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow
##17 Qui a envie d’être aimé? di Anne Giafferi
##18 Amour di Michael Haneke
##19 Upside Down di Juan Solanas
##20 Life of Pi di Ang Lee
##22 Oblivion di Joseph Kosinski
##23 Iron Man 3 di Shane Black
##24 Hansel & Gretel: Witch Hunters di Tommy Wirkola
##25 Effetti Collaterali di Steven Soderbergh
##26 Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann
##27 Solo Dio Perdona di Nicolas Winding Refn
##28 Populaire di Régis Roinsard
##29 Silver Linings Playbook di David O. Russel
##30 After Earth di M. Night Shyamalan
##31 Star Trek Into Darkness di J.J. Abrams
##32 Stoker di Chan-wook Park
##33 La Vie d’Adéle di Abdellatif Kechiche
##34 Man of Steel di Zack Snyder
##35 Le Passé di Asghar Farhadi
##36 To The Wonder di Terrence Malick
##37 Pacific Rim di Guillermo Del Toro
##38 Shadow Dancer di James Marsch
##39 Now You See Me di Louis Leterrier
#40 Savage Grace di Tom Kalin
#41 Una Lei tra di Noi di Hella Joof
##42 Elysium di Neill Blomkamp
##43 Trance di Danny Boyle
##44 Jeune & Jolié di François Ozon
##45 The Wolverine di James Mangold
##46 A Royal Affair di Nikolaj Arcel
#47 Kon-Tiki di Joachim Rønning e Espen Sandberg
##48 No – i giorni dell’arcobaleno di Pablo Larraín
#49 War Witch di Kim Nguyen
#50 Another Earth di Mike Cahill
##51 Ruby Sparks di Jonathan Dayton
#52 The Pirates! In an Adventure with Scientists! di Peter Lord, Jeff Newitt
##53 Kick-Ass 2 di Jeff Wadlow
##54 The Sessions di Ben Lewin
##55 Monsters University di Dan Scanlon
##56 Evangelion 3.0 : You can (not) redo di Hideaki Anno
##57 La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore
##58 Rush di Ron Howard
##59 Gravity di Alfonso Cuaròn
##60 Despicable Me 2 di Pierre Coffin, Chris Renaud
##61 La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino
#62 Detachment di Tony Kaye
##63 Kill Your Darlings di John Krokidas
##64 Dans la Maison di François Ozon
#65 50 / 50 di  Jonathan Levine
##66 The Fifth Estate di Bill Condon
#67 Vanishing Waves di Kristina Buozyte
##68 Prisoners di Denis Villeneuve
##69 Captain Phillips di Paul Greengrass
##70 Austenland di Jerusha Hess
#71 Incendies di Denis Villeneuve
##72 Thor: the Dark World di Alan Taylor
##73 Don Jon di Joseph Gordon-Levitt
#74 Jagten di Thomas Vinterberg
##75 Catching Fire di Francis Lawrence
##76 Still Life di Uberto Pasolini
##77 Unfinished Song di Paul Andrew Williams
##78 L’écume des jours di Michel Gondry
##79 The Hobbit, the Desolation of Smaug di Peter Jackson
##80 Philomena di Stephen Frears
##81 Behind the Candelabra di Steven Soderbergh
#82 Wreckers di Dictynna Hood
#83 Blancanieves di Pablo Berger
#84 Wadjda di Haifaa Al-Mansour
#85 Europa Report di Sebastián Cordero

SPECIALI

Cannes 66
Venezia 70
Academy Awards 85
Miglior Film Straniero 2013
previsioni Miglior Film Straniero agli Oscar 2014

Si conclude il secondo anno di vita di Gerundiopresente. Nell’ultimo giorno del 2013 è arrivato il momento di una bella lista numerata con tanto di link.
Oggi, perché si tratta pur sempre di un classificone di fine anno.

Rispetto al Listone 2012 il quantitativo di pellicole visionate è notevolmente aumentato, così come gli speciali (e sappiatelo: gli speciali sono la Morte Nera). Purtroppo l’annata non è stata così prospera anche a livello qualitativo, tanto che trovare dieci film da ficcare nel CLASSIFICONE è stato davvero impegnativo. Se l’anno scorso non sapevo chi scartare, quest’anno ho fatto fatica a stilare una top ten. Quest’anno ho evitato di essere diplomatica, perciò i film sono in ordine di gradimento.

IL CLASSIFICONE

il classificone 2013

  1. La prima posizione è un trono vuoto. Non perché voglia fare l’alternativa che deve sempre scegliere una prima posizione inaspettata o controversa, ma semplicemente perché se mi chiedete a caldo quale sia stato il mio film preferito del 2013 nessun titolo mi balza alla mente in automatico. Quest’anno non ci sono state autentiche folgorazioni come Millennium, Tinker Taylor Soldier Spy” o John Carter, quindi nessuno ha veramente prevalso sugli altri.
  2. Pacific Rim
    Ero già pronta a giustificarmi perché era una delle poche scelte sicure, poi mi sono accorta che l’hanno messo in classifica tutti. Qui però l’ultima prova che Guillermo del Toro è riuscito a portare a termine (mai scontato, dato il soggetto) svetta sopra film già considerati classici del decennio. Il motivo è che a Del Toro non trovo sostanzialmente nulla da rimproverare. Ha chiarito dall’inizio che tipo di film stava sviluppando (il film che parla al vostro settenne interiore), l’ha fatto con grande dovizia, affondando a piene mani negli stilemi del genere senza mai vergognarsene. I personaggi sono bidimensionali? Delle due donne presenti una non ha battute e l’altra parla un engrish meno intellegibile del Giapponese? Chissene, quando poi ne esce un film tanto esaltante.
  3. La vie d’Adéle
    Anno memorabile per lo yuri/lesbofilm, con la palma d’oro che finisce meritatamente nelle mani di Abdellatif Kechiche per aver testimoniato così realistamente una storia d’amore fittizia dal respiro autentico, complici due attrici che tirano fuori la prova della vita. All’uscita dalla sala c’era già il sentore di aver visto uno dei film che rimarrà del decennio, nonostante i francesi stiano facendo di tutto per non vincere l’Oscar che era già nelle loro mani. Film sostanzialmente perfetto, che paga una regia tarata sull’impatto emotivo che non ha lasciato del tutto soddisfatto il mio gusto personale.
  4. Gravity
    Un film hard sci-fi che da solo ha spinto in là la frontiera della tecnica cinematografica di una buona spanna, riuscendo anche a spaccare il cuore dello spettatore e a creare un 3D necessario. Dici poco. Alfonso Cuarón veniva da un film pazzesco e ne ha saputo tirar fuori uno perfetto, almeno a livello tecnico. Sarebbe stato la mia numero uno senza esitazioni di sorta se non ci fosse stato quel piccolo inghippo narrativo che Sandra Bullock non può essere stronza e depressa perché anche un personaggio femminile ne ha il diritto, NO, pam!, ecco che arrivano le menate materne. E ricordate: se avete una vagina e siete in pericolo nello spazio, trovate il modo di rimanere in biancheria intima e ce la farete.
  5. Stoker
    Ho smesso di preoccuparmi del fatto che il primo film occidentale di Chan-wook Park abbia fatto schifo a tutti sul lungo periodo, quando mi sono accorta che il suo autocompiacimento registico e la sua dimensione visiva iperestetizzante mi avevano conquistato. Il film che ha fatto apprezzare Mia Wasikovska senza riserve anche alla sottoscritta, il film un metropsycosexual Matthew Goode che rivaleggia con l’immenso Lorenzo maestro e chef per ruffianaggine visiva. Quando uno tira fuori una scena come il duetto al pianoforte, io sono pronta a perdonargli anche una sceneggiatura che sarebbe stata sorprendente un paio di lustri cinematografici fa. Il film che mi preme di più recuperare in homevideo del 2013.
  6. Kill Your Darling
    Sarei falsa se sostenessi che il ruolo di musa bellissima e terribile di Dane DeHaan non abbia influito almeno in parte sul mio giudizio, insieme alla sua zazzera bionda. Tuttavia in un’annata così parca di soddisfazioni, questo film è stato un debutto convincente e un film biografico riuscitissimo, come non se ne vedevano da tempo. Senza contare la compiutezza del ritratto generazionale che però riesce a parlare davvero a tutti, giovani ribelli e non. Non guasta che la parte più emotiva sia vibrante, coadiuvata da un gruppo di attori decisamente affiatati (anche in quel senso lì). Qui c’è una gran voglia di seconda visione, fate voi.
  7. Cloud Atlas
    Dato che sono io a scrivere, citazione quasi obbligatoria e applausoni alla Germania che ha prodotto così in pompa magna un film tanto sfortunato. L’adattamento più sensato di un libro meraviglioso ma sostanzialmente infilmabile. Twyker e i Wachowski sono stati capaci ora di tradire ora di ricucire fino a tirarci fuori una reincarnazione in cui si scorgono tutti i tratti dell’omonimo cartaceo. E non mi riferisco solo al pesante rimaneggiamento in chiave omoerotica del segmento con Ben Wishaw (il primo attore a interpretare un ruolo per cui ai tempi del libro lo avevo fancastato) e James D’arcy, anche se al solo pensiero mi vengono già i lucciconi. Momento piangerone dell’anno! Certo che meno intransigenza nelle reincarnazioni, un make up meno fasullo e un Jim Sturgess meno inabile avrebbero aiutato a scalare la classifica.
  8. Dans la maison
    Secondo film francese in lizza in un anno in cui la Francia ha ribadito la sua supremazia sul continente. Quello di François Ozon è un meccanismo di stampo letterario che funziona ad orologeria e non lascia alcuna possibilità di scampo allo spettatore, costretto a non poter fare a meno di spiare insieme al duo protagonista. Una raffica di sovrascritture di quanto accade in una casa della borghesia francese (o forse due?), con alla guida il più inaffidabile dei narratori, un giovane studente che tenta di attirare l’attenzione del proprio maestro. Dove stia il vero, chi sta spiando chi, chi tenta di sedurre chi: tutte le risposte rimangono sempre un passo fuori dalla portata di Fabrice Luchini e dello spettatore, protette dall’ambiguità dello sguardo adolescente di un giovane Ernst Umhauer dalla bravura impressionante.
  9. A Royal Affair
    Se la corazzata francese fa paura, anche in Danimarca si difendono bene, sfruttando il loro tesoro nazionale presto riconosciuto dall’Unesco, Mads Mikkelsen. Qui il dubbio è stato tra lo scorso candidato a miglior film straniero, arrivato nel Bel Paese a ferragosto, e l’attuale nomination, quel Jagten che ha già fruttato al sopracitato il premio di miglior attore a Cannes. Ragionando freddamente Il Sospetto è un film migliore e una nomination più forte, ma A Royal Affair l’ha spuntata per il mio intrinseco bisogno di avere un period drama in classifica quando possibile. L’evidente sforzo produttivo che ha coinvolto l’intera industria cinematografica danese (che ha rimandato l’adattamento di uno dei suoi libri più famosi a quando si sarebbe potuto realizzarlo coi mezzi adeguati) ha sfornato un film in costume che fa impallidire pellicole ben più blasonate made in Coppola e se la gioca alla pari con i classici del genere. A Royal Affair però è un film intrinsecamente nord europeo, con un tratto da una storia vera  di natura reale in cui l’ambiguità sessuale e la liberalità di pensiero hanno un che d’alieno per chi è abituato alle monarchie mediterranee. Il triangolo amoroso che domina il film schiera un trio di perfomance mastodontiche (con Alicia Vikander e Mikkel Boe Følsgaard che tengono testa a Mikkelsen) in un miscuglio di fraternità, lussuria e sentimento che da solo vale la visione. Uno dei piangeroni da versare per questo 2013.
  10. Behind the Candelabra
    Tormentatissima posizione che chiude la classifica, perché se la sono giocata una marea di film validi pur con qualche difetto di troppo. Tipo che ci avrò già ripensato in 3, 2, 1. Steven Soderbergh l’ha spuntata un po’ perché qui niente è mai troppo gay per finire in classifica, un po’ per premiarlo di una parabola ascendente che dal torbido gli ha fatto sfornare prima il buon Side Effect e poi uno scintillante e umanissimo ritratto di Liberace, dall’allestimento che non ha davvero nulla da invidiare ai film pensati per il cinema. Se il rutilante e il bizzarro sono da sempre nelle corde di Soderbergh, la sensibilità e la sincerità con cui ritrae la storia burrascosa tra due attori in stato di grazia come Matt Damon col parrucchino e Michael Douglas coi capelli veri fanno veramente preoccupare per il suo annunciato addio al cinema.

I NUMERI UNDICI
quelli che hanno battagliato per la posizione numero 10 ma non ce l’hanno fatta, in rigoroso ordine di apprezzamento:
Blacanieves / Zero Dark Thirty / Populaire / Hunger Games: Catching Fire / Star Trek Into Darkness / Looper / Anna Karenina / Iron Man 3 / La Grande Bellezza / Silver Linings Playbook / Captain Phillips / Rush / Don Jon

I FUORI TEMPO 
quelli che magari non potevano finire in classifica perché risalenti ad annate precedenti: 
Another Earth / De rouille et d’os / Pirates! In Adventures with Scientists! / Incendies

I SENZA TEMPO
quelli alla ricerca di una distribuzione italiana e quelli che non ce l’avranno mai:
Europa Report / Short Term 12 / Frances Ha / Mud / The Selfish Giant / Vanishing Waves / Much Ado About Nothing

GLI ANCORA IN TEMPO
quelli che per colpa della distribuzione italiana potranno finire nel prossimo classificone: 
American Hustle / 12 Years a Slave / Dallas Buyers Club / The Wolf of Wall Street / All is lost / Her

COLPA MIA
quelli che sono già nella lista dei recuperi obbligati dal 2013 perché mi ostino ad avere ancora una vita: 
The Act of Killing / Miele / La mafia uccide solo d’estate / The World’s End / Frozen / Blue Jasmine / Ender’s Game / Holy Motors / Pitch Perfect / Spring Breakers / A Touch of Sin / The Place Beyond the Pines / Before Midnight / L’inconnu du lac

TIVVÙ

Siccome di serialità ne parlo spesso in altri lidi, ho deciso di evitare ulteriori classifiche, proponendovi i miei cinque episodi miliari del 2013, tenendo in considerazione la mia perenne situazione di recuperone in corso:

The Good Wife – 5×05 – “Hitting the Fan”

Person of Interest – 3×10 – The Devil’s Share

Orange is the new Black – 1×12 – Can’t Fix Crazy

Hannibal – 1×13 – Savoureux

Arrow – 1×23 – Sacrifice

Legenda

## visto al cinema
# visto per la prima volta nel 2013