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Tutto quello che ho letto e recensito nel 2013 e il CLASSIFICONE di fine anno.

SCAFFALE

##1 Murder on the Orient Express di Agatha Christie
#2 Guardami di Jennifer Egan
##3 The Mysterious Affair at Styles di Agatha Christie
#4 Cosmolinea B1 di Fredric Brown
##5 The Cold Commands di Richard K. Morgan
#6 La Città e la Città di China Miéville
##7 Macbeth di William Shakespeare
#8 Morire per Vivere di John Scalzi
#9 Barbablù di Amèlie Nothomb
#10 Nessun Dove di Neil Gaiman
#11 Mappe e Leggende di Michael Chabon
#12 Mancarsi di Diego De Silva
##13 The Great Gatsby di F. Scott Fitzgerlad
#14 Warm Bodies di Isaac Marion
#15 La Meccanica del Cuore di Mathias Malzieu
#16 Solar di Ian McEwan
#17 Noi Siamo Infinito di Stephen Chbosky
#18 Dula di Marte di Joe Haldeman
#19 Nove Inframondi di AA. VV.
#20 Cinquemila Chilometri al Secondo di Manuele Fior
#21 Il Fiume degli Dei di Ian McDonald
##22 Rivers of London di Ben Aaronovitch
#23 Televisione di Carlo Freccero
#24 Vapore di Marco Lodoli
#25 La Geografia delle Piogge di Pietro Grugni
#26 Il Segreto dei Suoi Occhi di Eduardo A. Sacheri
#27 Il Gioco di Ender di Orson Scott Card
#28 La Terra del Sacerdote di Paolo Piccirillo
#29 Il Trono Vuoto di Roberto Andò
##30 Jonathan Strange & Mr. Norrell di Susanna Clarke
#31 A. La verità, vi prego, sull’Aborto di Chiara Lalli
#32 Il Complesso di Telemaco di Massimo Recalcati
#33 I Custodi del Libro di Geraldine Brooks
#34 La Vendetta del Diavolo di Joe Hill
##35 Johannes Cabal the Necromancer di Jonathan L. Howard
##36 The Book Thief di Markus Zusak
#37 Scienza di Gilberto Corbellini
##38 Gone Girl di Gillian Flynn
#39 Io Prima di Te di Jojo Mayes
#40 Il Fiume di Ki di Sawako Ariyoshi

Questo significa che…vittoria~!
good reads 2013 reading challenge

CLASSIFICONE

Sui libri mi pare un po’ esagerato fare una classifica con 10 posizioni, che equivarrebbero a un quarto delle mie letture. Perciò passo direttamente al podio, stavolta spiccatamente di genere.

classificone libri

ovviamente non li possiedo tutti in queste fighissime edizioni, sigh!

  1. River of Gods
    Se sul podio ero abbastanza sicura, su chi mette su quale gradino ho dovuto cavalcare ondate di dubbi. Sono sì tre grandi libri di genere, però sono anche così diversi che metterli a confronto non sembra nemmeno così lecito. Ian McDonald l’ha spuntata perché veramente non mi aspettavo di venire rapita tanto da un libro così imbevuto di India e indianume, che come sapete detesto. Insomma, la mia propensione per la fantascienza alla fine l’ha spuntata, anche se questo volume è proprio il consiglio perfetto per far amare il genere a chi pensa di detestarlo. Per intenderci, quelli che dopo 10 minuti vi citano “Guerre Stellari”. Se siete degli appassionati, vi sarà successo almeno un fantastilione di volte, se non lo siete, capace che vi succeda non appena consiglierete questo. Se la riflessione scientifico-sociologica sull’impatto della tecnologia e dell’intelligenza artificiale è fantascienza di livello speculativo mirabile, la caratterizzazione della marea di personaggi che popola questo affresco orientale lo potrebbe far rientrare nella letteratura seria, quella accademica, quella spendibile sulle riviste letterarie statunitensi e inglesi. Questo non accade semplicemente perché nessuno dei barbagianni in questione si è mai abbassato a leggerlo, ahi noi, sennò avrebbe già un bollotto “vincitore di” in copertina. E poi lo ammetto: mi struggevo per Tal e Khan peggio delle arzille vecchine con gli Harmony Romance all’ombrellone di fianco.
    Senza ombra di dubbio, miglior Urania 2013 e di un paio di altre annate. Stavolta l’elogio ci sta tutto, considerando l’evocativa e altisonante traduzione di Riccardo Valla
  2. Jonathan Strange & Mr. Norrell
    Qui non devo proprio dilungarmi, dato che l’avevate già letto tutti. Però siete stati carini a fingere indifferenza nella vostra consapevolezza mentre lo commentavo a rullo. L’unico limite è l’imponenza della sfida (già River of Gods è un mattone, ma in confronto alla lunghezza e alla complessità dell’esordio di Susanna Clarke è roba da scolaretti) ma rassicuro i culopensantisti: BBC sta preparando una serie.
  3. Among Others
    Praticamente il sodalizio tra le posizioni precedenti, unendo fatine ad un’antologia di fantascienza. Per me un sogno ad occhi aperti: fantascienza e fate nella brughiera, in una boarding school per signorine dove la protagonista intesse un fantasmagorico inno all’amore per la lettura. Sicuramente il libro emotivamente più coinvolgente dei tre, forse anche perché per Jo Walton è stato una sorta di rielaborazione fantastica della propria autobiografia. Premi Hugo e Nebula strameritatissimi ma impossibili da rendere pienamente con una descrizione. Lo so, scontenterà gli oltranzisti della fantascienza pura, quelli a cui stanno bene le battute sessiste e i personaggi monodimensionali. Ditemi se non è questo un punto a favore. In attesa di sapere come sia l’edizione Gargoyle, io continuo a consigliarvelo

PER NON DIMENTICARE
La città e la città / Nove Inframondi / The Cold Commands / Rivers of London / Johannes Cabal: Necromancer / Gone Girl

CLASSIFICONE: IL RITORNO!

Ci avevate creduto per un secondo eh? Invece no, una lista per punti va fatta. Ecco i dieci titoli dell’annata che sono più impaziente di recuperare e secondo me, insomma, roba bona.

classificone libri 2013 wannabe

  1. The Luminaries
    Il vincitore del Booker è praticamente un appuntamento obbligatorio, almeno per chi conosce il mercato librario extra-italiano. Dato che nessuno sembra ancora intenzionato ad imbarcarsi nella traduzione di questo mattone complesso, storico e neozelandese, si attende con ansia l’edizione paperback.
    EDIT: come potete leggere nei commenti, Fandango pubblicherà l’edizione italiana.
  2. A Tale for the Time Being
    Non farò nemmeno finta che con le informazioni sommarie in mio possesso una copertina così bella non faccia la differenza. Le ambientazioni giapponesi sono il mio forte e così a naso qui si bazzica nel territorio tra Kazuo Ishiguro e David Mitchell. O almeno, l’ho deciso io, fissando la copertina. Esiste già un’edizione italiana dell’attivissima Ponte delle Grazie (che quest’anno sta calando a mo’ di falco sui nominati al Booker).
  3. 2312
    Il vincitore del Nebula che speravo tantissimo avrebbe scippato la vittoria a Scalzi allo hugo. Mi ero informata, sembra veramente una figata, ma ho rimosso quasi tutto. Di Kim Stanley Robinson però si parla bene da anni e Urania non ha ancora annunciato il prossimo titolo jumbo. Incrociamo le dita.
  4. Tenth of December
    Ci hanno letteralmente sfracellato qualsiasi organo dicendoci quanto sia la più bella raccolta di storie brevi del 2013. Così ad occhio sarà quella bellezza depressiva che piace tanto in casa Minimum Fax, che guarda caso lo ha già tradotto e pubblicato. Si può fare.
  5. Storia di Genji
    Sono tentata di esordire con un irritantissimo voi non potete capire. La nuova traduzione del capolavoro della letteratura giapponese classica (lo spendiamo ancora una volta l’abusatissimo paragone “La Divina Commedia del Giappone”?) ha impegnato Maria Teresa Orsi e una marea dei più insigni esperti italiani di cosa letteraria giapponese (un nome, una leggenda: Adriana Boscaro) per decenni, tentando di porre rimedio all’ignobile prima traduzione dall’inglese monca della seconda parte e abiurata di qualsiasi punto bisognoso di spiegazione. Edizione che possiedo e su cui ho passato le prime ore in compagnia di quella merda umana di Genji, per inciso.
    Il costo è proibitivo, ma è uno sforzo editoriale che va applaudito e, per gli appassionati e gli ex studenti, assolutamente sostenuto. Bravissima Einaudi. La prima traduzione italiana dal giapponese antico, signore e signori. Spero sia ben annotato perché altrimenti chi non ha vaste conoscenze del periodo storico, dei costumi e della letteratura antecedente rischia di affogarci dentro.
  6. A girl is a half-formed thing
    Titolo stupendo per un libro dalla copertina e dal contenuto abbastanza criptici. Diciamo che piace alla gente che mi piace e quindi immagino possa piacere anche a me. Che è un’espressione forbita per dire che in pratica vado sulla fiducia.
  7. The Golem and the Jinni
    Vabbè, però quella copertina equivale a giocare sporco! Golem, Praga, accenni storici interessanti e un’edizione Neri Pozza già in libreria. Non rimane che procurarsi due pummarole per il pagamento.
  8. Broken Homes
    Pare che la saga di PC Peter Grant migliori di volume in volume e questa quarta uscita sia notevole. Il primo tomo mi ha lasciato un’ottima impressione e vorrei che tutti la smettessero di paragonarlo a Harry Potter perché, davvero, naaaaa. Certo che lo recupererò ma il 2014 dura come gli anni precedenti e in mezzo ci sono altri due libri.
  9. Redshirts
    Purtroppo ha vinto lo Hugo e quindi mi tocca, nonostante John Scalzi non scriva esattamente il genere di scifi che piace a me (e aggiungiamoci pure che leggendo il suo blog ho avuto la vaga impressione che sia un vero stronzo, ma tant’è). Per fortuna Urania ha già annunciato l’edizione italiana, così risparmio tempo, denaro e forse una copertina sparaflashante. Franco Brambilla, confido in te.
  10. Year’s Best SF 18
    Il cambio di font non ha fatto per niente bene alla collana, che ha sfornato una delle copertine più anonime di sempre. Speriamo che i racconti siano migliori della presentazione e che Urania, desiderosa di mettersi in pari, non ci faccia attendere troppo.

Legenda

## letto in lingua originale
# letto per la prima volta nel 2013

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