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cinemaDa domani comincerà la seconda edizione della Festa del Cinema, uno degli eventi cinematografici più importanti nel nostro Paese e uno degli esempi più encomiabili di sforzo coordinato tra distributori ed esercenti per riportare le persone nelle sale cinematografiche a un prezzo stracciato. Personalmente sono pronta a piantarmi al cinema a recuperare di tutto perché ogni scusa è buona per farlo, però vi esorto a tirare fuori l’accattone che c’è in voi e a godere di una magica settimana in cui in tutta Italia (QUI lo sterminato elenco delle sale partecipanti) tutti i giorni (sì, anche nei festivi, anche di sera!) il biglietto d’ingresso costa tre euro per il 2D e 5 euro per il 3D. TRE EURO. Non voglio sentire scuse.
Anche quest’anno ho spulciato il lungo l’elenco dei film che parteciperanno all’iniziativa e preparato l’elenco dei film che cercherò di recuperare. Lo trovate a seguire.

IL SITO UFFICIALE, nel caso vogliate spulciare di persona o partecipare ai concorsi legati all’iniziativa.
QUI invece l’offerta legata al circuito The Space, che consegnerà per ogni biglietto un coupon per tornare la settimana successiva sempre a 3 euro.

EDIT: Come mi fanno gentilmente notare quest’anno il meccanismo “tutti i film in sala” funziona davvero. Tutti tutti, anche quelli fuori dalla programmazione ufficiale della Festa. Anche Captain America: The Winter Soldier, The Amazing Spider-man: il potere di Electro e The Grand Budapest Hotel, per dire.
tracksNon fatevi prendere dalla smania, anche in periodo di super sconti bisogna avere un certo metodo e procedere razionalmente. Ovvero buttarsi subito sui film che sono usciti nelle scorse settimane e che hanno meno possibilità di sopravvivere in sala la settimana successiva. I primi che personalmente prenderò di mira saranno due uscite veneziane. Tracks di John Curran è il film ideale per chi ha amato “Into The Wild” e sogna un certo approccio sconsiderato avventuriero alla vita, lasciando dietro di sé le convenzioni sociali e il navigatore satellitare (PAZZI!) per confrontarsi con la natura più selvaggia e proibitiva. Esattamente quello che fa Robyn (il fototipo uno Mia Wasikowska), che si mette ad attraversare l’Australia con quattro cammelli e un cane per sfuggire alla sua identità di ragazzina occidentale.
Vale i 3 euro? Vuoi mettere la goduria di urlare interiormente “te la sei cercata bella!!” ogni volta che rischierà di morire? Impagabile.

lockeLocke di Steven Knight è uno dei film passati un po’ inosservati a Venezia ma che hanno poi ottenuto invariabilmente critiche ottime praticamente ovunque. Tom Hardy ha già dimostrato di non essere solo un vitello per ruoli da buttafuori, ma qui a quanto pare supera se stesso e tira fuori un’interpretazione della Madonna. E meno male, dato che tutto il film lo vede come unico, assoluto protagonista, mentre guida di notte e, minuto dopo minuto, la sua vita va in pezzi.
Vale i 3 euro? Ben di più, a quando si dice. Che poi sono sicura che là fuori è pieno di pulzelle che sono ben disposte ad assistere all’adrenalinico crescendo drammatico del film sul sedile passeggero se alla guida c’è il buon Tom.

alabamaDi Alabama Monroe vi ho già parlato qualche giorno fa, sì, ne vale assolutamente la pena. Fateci un pensierino, ok?

 

 

 

 

 

 

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monoPrincipessa Mononoke non è esattamente una novità (anno 1997) e tutti gli appassionati di animazione giapponese l’hanno recuperato ai tempi delle VHS, però è uno dei migliori film di Hayao Miyazaki e tanto vi basti. In un Giappone ancora medioevale va in scena con toni più cupi e lirici (ben più degli ultimi lavori, un po’ troppo gigioni per i miei gusti) l’eterno conflitto che anima le pellicole di questo grandissimo regista giapponese: la natura e il progresso, l’apparente inconciliabilità tra le due posizioni. Sono un po’ perplessa circa la visione per un pubblico molto giovane, vuoi per l’adattamento italiano che mantiene il tono aulico dell’originale, vuoi per la marea di riferimenti al folklore giapponese, vuoi perché il messaggio lanciato merita un pubblico un filo consapevole, ecco, l’ho detto.
Vale i 3 euro? Uno dei maggiori incassi della storia del cinema giapponese e una delle più celebri pellicole animate di sempre. Non fate domande, andate al cinema – La recensione.

graceArriva anche il momento pacchiano, tranquilli. Insomma, a tre euro ci sta anche il film sòla, a patto di sceglierlo bene. Grace di Monaco di Olivier Dahan è stato rimandato un macello di volte (leggete questo manifesto a sinistra), ha fatto schifo ai reali di Monaco, ha generato infinite diatribe tra la versione voluta dal regista e quella voluta dagli studios, è contornato da milioni di polemiche sin dalla scelta di Nicole Kidman e in generale si aspetta solo la strage della critica dopo la prima proiezioni che aprirà questa annata del Festival di Cannes. Super glamour e melò, bisogna essere predisposti al tocco kitsch, ma vedere in quasi contemporanea una delle uscite di Cannes non è male no?
Vale i tre euro? Probabilmente nemmeno quelli, però i cultori del trash non selezionano i film da vedere sulla base di criteri qualitativi (o meglio, sulla base di criteri inversamente proporzionali al livello di buon senso e buon gusto) e comunque se proprio proprio, almeno a tre euro.

godzillaVabbè dai, non credo ci siamo bisogno di dire niente. Siete sul blog in cui l’anno scorso venivate esortati ad andare a vedere “Pacific Rim” perché sì. Ok dai, mi sbatto un minimo: andate a vedere Godzilla, perché sì. Nonostante abbia un’estetica da third person shooter tanto marcata da risultare irritante (tipo che probabilmente cercherò il joystick per metà proiezione), ad ogni nuovo trailer si allunga l’elenco di scene che ci confermato che Godzilla di Gareth Edwards potrebbe essere il film rivelazione della stagione estiva (per gli incassi, purtroppo, ci penserà Transformers 4). Vero è che i nomi in cima alla lista del cast fanno tremare i polsi e non in senso positivo (Aaron Taylor-Johnson e Elizabeth Olsen), però checcavolo, voglio crederci. E poi si tifa per la lucertola, quindi!
Vale i tre euro? Sicuro, dai. Almeno i tre euro. Sennò non so se mi riprenderò da una delusione simile.

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