Tag

, , , , , , , , , , , , , , , ,

boxtrolls1Boxtrolls dovete proprio recuperarlo, approfittando degli sgoccioli di programmazione italiana, come ho fatto io stasera. Ve ne parlo a caldo, colpevolmente in ritardo, ma stavolta con la sicurezza che il film di quell’impresa bellissima e folle chiamata LAIKA si è rivelato un discreto successo commerciale, consentendo al produttore per eccellenza di film in stop motion e armamentario (pupazzi in plastilina, parti del corpo prostetiche, microcostumi, set in miniatura, sequenze ottenute muovendo millimetro dopo millimetro i modelli) di mettersi al lavoro su almeno altri due film. Se la LAIKA naviga a vista in un mondo di CG e distributori italiani che non fanno mai abbastanza per valorizzarla come merita (anche se rispetto a Paranorman stavolta la distribuzione era quasi un capolavoro!), tutte queste difficoltà non traspaiono minimamente in una pellicola che si conferma essere l’ennesima, piccola perla per piccoli e grandi spettatori.

Boxtrolls ha un solo piccolo, irrilevante difetto: non regge il confronto con Paranorman, il precedente film della LAIKA di cui vi ho parlato QUI e che è finito puntuale nel mio classificone annuale, da piccolo capolavoro qual è. Sebbene i due film abbiano molto in comune, a partire dal messaggio che si vuole lanciare (cos’è veramente un mostro? I mostri d’aspetto sono “costretti” ad essere cattivi o è tutto un malinteso?) e dall’atmosfera vagamente halloweeniana, questo rimane semplicemente un piccola, piacevolissima storia per ragazzini dalla realizzazione magistrale. Paranorman partiva dagli stessi presupposti ma, pur avendo dalla sua la novità nei contenuti su cui chi l’ha seguito non ha potuto contare, era in grado di inserire un discorso molto più universale, tanto da coinvolgere emotivamente soprattutto il pubblico adulto, l’unico in grado di coglierne appieno le sfumature.

Boxtrolls 2

The Boxtrolls invece vive del gusto di raccontare una bella storia per ragazzini e di raccontarla bene, non perdendo l’occasione di stupire e incantare spingendo ai limiti le possibilità tecniche di questo particolare genere d’animazione, non abbassando mai il livello maniacale d’attenzione per la realizzazione, fino ai dettagli apparentemente insignificanti. Dici poco. Le svolte principali della storia di Uovo, un ragazzino cresciuto da troll che vivono in una caverna sottostante al piccolo villaggio di Montecacio e usano scatole di cartone come vestiario e rifugio, ricalcano da vicino quelle di altri orfani letterari e cinematografici celebri (Tarzan, Mowgli) e difficilmente coglieranno di sorpresa gli adulti. Tuttavia la pellicola è talmente ricca d’ispirazione e originalità che saprà farsi perdonare la narrazione più elementare del solito. Come al solito i personaggi che si muovono all’interno della pellicola sono particolarissimi ed estremamente caratterizzati, fino ad arrivare a picchi (Madame Frou Frou) che in un film per bambini sono inaspettati. Stavolta a brillare è la protagonista femminile, Winnie, una buffa ragazzina di famiglia ricca con una spiccata predilezione per i dettagli truci delle leggende sui boxtrolls e un’aria tra il saputo e il melodrammatico.

Nota di merito anche all’adattamento e al doppiaggio italiano. Dal poco che sono riuscita a constatare si è adattato con grande cura nel mantenere le atmosfere dell’originale (Cheesebridge -> Montecacio) rendendo però immediatamente fruibile il senso dei giochi di parole e delle battute anche per il pubblico più piccolo. Anche le interpretazioni dei doppiatori sono notevoli, grottesche e comiche il giusto, anche se ovviamente rimane la curiosità di sentire il cast stellare che dava voce ai cittadini formaggiofili originali (Elle Fanning, Nick Frost, Simon Pegg, Jared Harris, Toni Colette, Ben Kingsley).
Il resto, al solito, è ad altissimi livelli: montaggio, fotografia, costumi (microcostumi!), musiche di Dario Marianelli, che coronano nel romantico virtuosismo formaggioso di Quattro Sabatino; ascoltatela e cercate di stare lontani dal frigorifero.
Mi raccomando:non lasciate la sala prima di vedere la scena extra contenuta nei titoli di coda, un’ironica riflessione su una domanda che quei geni folli della LAIKA devono essersi sentiti rivolgere almeno un milione di volte.

Boxtrolls 3

Lo vado a vedere? Sì, assolutamente. Se c’è qualcuno che vale la pena finanziare (e di cui ci si può fidare quasi ad occhi chiusi) quella è la LAIKA e la gente che ci lavora dentro, poco importa chi ci sia alla regia.
Ci shippo qualcuno? Purtroppo non posso rispondere senza fare [SPOILER] consistenti, però diciamo che succedono cose non proprio all’ordine del giorno in un film per bimbi, anche se Paranorman rimane inarrivabile anche sotto questo aspetto.

Annunci