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legoIn colpevolissimo ritardo vi parlo di The Lego Movie, cospargendomi il capo di cenere e insultandomi per aver aspettato di non aver niente di meglio da fare su un volo intercontinentale per recuperare uno dei migliori film d’animazione dell’ultimo quinquennio.
Se lo faccio è perché so che in molti hanno fatto il mio stesso errore, pensando che l’ennesimo salvifico brand che la Warner Bros. è riuscita a creare dal nulla (o meglio, dall’accordo con la nota casa produttrice dei mattoncini per bimbi che devono sottolineare la loro intelligenza anche quando giocano) (#TeamPlaymobil) fosse lo sfruttamento commerciale di un brand infarcito d’umorismo becero e di citazioni al posto di solide idee (insomma, la prima Dreamworks).
Sbagliatissimo.
Non che il film non sia saldamente costruito su una serie impressionante di mattoncini di cultura pop, ma è solo il godibile involucro del geniale, graffiante script di Phil Lord e Christopher Miller, capace di fruttare più di 250 milioni di euro nei soli Stati Uniti a fronte di un investimento di 60. In altre parole, vedete di recuperare il primo prima di venir investiti dai prossimi capitoli della saga.

In quel di febbraio 2014, quand’ero ancora giovane e innocente, commisi un solo, fatale errore: liquidai il film come un simil Dreamworks senza controllare chi fossero gli sceneggiatori e registi dello stesso, tali Phil Lord e Christopher Miller. Se infatti avessi controllato e li avessi associati agli sbragatissimi ed impenitenti creatori di Piovono Polpette, 21 Jump Street (e “22 Jump Street”, che mi manca pure quello, dannazione!) avrei dato retta al coro di recensioni più che positive che hanno seguito l’uscita di questa pellicola.
Ahimè, galeotto fu Febbraio, mese criticissimo per chi segue gli Academy Awards dall’Italia e proprio in quel periodo vede fioccare le uscite più succose, quelle delle categorie più prestigiose. Mai avrei immaginato di snobbare uno dei concorrenti più forti di quest’anno, tra i più quotati della famosa lista di 20 film d’animazione da cui l’Academy selezionerà la cinquina finale.

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Ad esclusione di “Big Hero 6”, How to Train your Dragon 2 e The Boxtrolls, è davvero difficile che qualcuno sottragga a The Lego Movie la nomination e, sebbene si sia ancora in uno stato embrionale, la vittoria non è affatto da escludersi. Come ci siamo arrivati sin qui? Sostanzialmente via Warner Bros, disposta a credere in un film lontano dalle sue produzioni tipo, memore del successo di “Happy Feet” e del plauso critico ottenuto con “Il gigante di ferro”.
The Lego Movie riesce a coniugare questi due estremi e non è difficile intuire quanto l’apporto di Lord&Miller sia stato determinante al raggiungimento di questo risultato. Il resto è un produzione superba (la fotografia!), maniacale nei dettagli, realizzata in CGI ma attenta a generare la palpabile illusione di assistere a un film in stop motion, soffermandosi su dettagli come graffi, ammaccature e impronte che il pubblico difficilmente noterà a una prima visione. A stupire più di tutto è comunque la profondità del discorso che i due sceneggiatori registi hanno sapientemente intessuto di occhiolini, easter egg e battutone cult, senza citare il motivetto tormentone Everything is AWESOME!!!, delirante manifesto cantato da Tegan and Sara feat. The Lonely Island (ce la faranno a strappare anche una nomination per Best Song? I ben informati sostengono di sì).

Pop comunque ricercato e il meglio del peggio del meglio del SNL: il film è riassunto di questo strano binomio, con una decisa accelerata sul target adulto. Tutt’intorno a un cast di doppiatori super glamour e di scelte quasi messianiche (come altro lo chiamereste far doppiare il protagonista a Chris Pratt a inizio 2014?) si snoda infatti una storia forse non freschissima ma capace di spiazzare lo spettatore sin dalla prima sequenza. Insomma, compri un biglietto per vedere un film animato pieno di battute da nerd e già dalle prime immagini ti ritrovi catapultato nel mondo fin troppo utopico di Emmett, un ometto LEGO la cui giornata tipo è riassunto spietatissimo dell’impatto delle corporazioni e dei poteri forti sulla libertà del singolo? Ma Batman e Gandalf?

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Non userò la parola distopia perché non voglio spaventarvi ma soprattutto perché rispetto a tanti altri film a cui è stato accostato (in primis, “Matrix”) The Lego Movie riesce ad essere spietato limitandosi a pescare nel presente, regalandoci cammei e citazioni cult a pioggia quando la sceneggiatura (riscritta e rimaneggiata più volte per motivi di copyright e di rating) rischiava di virare troppo sul drammatico. Il risultato è sì uno svolgimento che pesca un po’ troppe idee vincenti da film precedenti perfettamente riusciti (ancora, “Matrix”), ma è anche una risposta abbastanza convincente all’eterna domanda di film d’animazione che si smarchino un po’ dalle limitazioni di trama, messaggio e svolgimento “da bambini” in un’epoca in cui questo filone ha ormai un peso innegabile nei bilanci artistici e commerciali di fine anno. In un’epoca in cui chi ha fatto scuola (Pixar) ha perso la cattedra, lasciando un vuoto che un sacco di nomi interessanti stanno andando a riempire.
Lo recupero? A fronte di una prima metà perfetta, il film perde un po’ della sua vis polemica e forza dirompente nella seconda, appoggiandosi molto di più alle gag e, se posso dirlo, a un campionamento palese del primo, adorabile, camp, geniale e trashissimo lungometraggio di Spongebob Squarepants “Spongebob: il film” (se vi piace quell’ironia e quelle svolte da acido, recuperatelo subito). Questo per tappare la bocca a chi gridava alla svolta più inaspettata dell’anno, ignorando che era già accaduto esattamente un decennio fa, ed era pure David Hasselhoff munito. Chiariamo.
Ci shippo qualcuno? In genere questo tipo di film tira fuori il peggio dalle persone, però io ero troppo conquistata da quel babbeo di Benny per notare altro. Ditemi voi.

…e comunque pare che arriverà un film anche per chi è #TeamPlaymobil come la sottoscritta. [fonte]

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É già attiva la tag Oscar 2015. La trovate sulla sinistra di questo articolo (insieme al resto delle tag) e scorrendola potrete trovare i post dei film rientrati nelle long list e/o che rientreranno sicuramente in gara con qualche nomination. Dato che taggo sempre tutto per benino, usando le tag o le categorie (le chiavi di ricerca cliccabili sotto il titolo dei post) dovreste riuscire a fare ricerche molto mirate. 

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