Tag

, , , , , , , , , , , ,

IMG_7795Per l’appassionato di fantascienza e fantasy le ultime convergenze cattoeditoriali hanno portato ancora una volta a far coincidere Pasqua con le nomination degli Hugo Awards. Insieme ai Nebula Awards, gli Hugo formano il dittico di riferimento per la letteratura e il fandom SFF di lingua anglosassone, perennemente in crisi esistenziale ma comunque il più rilevante e globalizzato a livello mondiale. Con la pubblicazione delle cinquine di nominati per la categoria di punta di miglior romanzo, è arrivato il momento di fare il punto di un altro anno di fantascienza in attesa che qualcosa arrivi anche sul mercato italiano.
Preparatevi. Rispetto al tono polemico dell’anno scorso, sarò veramente lapidaria all’ennesima potenza e, credetemi, ne ho tutte le ragioni: dentro l’uovo di Pasqua gli Hugo hanno celato amare sorprese.

NEBULA AWARDS 2014 – MIGLIOR ROMANZO

lis8Ancillary Sword di Ann Leckie
La vincitrice di tutti i premi a disposizione del comparto dell’anno scorso era una nomination quasi scontata con il secondo tomo della sua trilogia, che continua a ottenere ottime recensioni e numerosi consensi.
Del primo volume della trilogia Imperial Radch e del suo incredibile successo vi ho già più che ampiamente parlato l’anno passato. Colpevolmente non ho ancora letto il secondo, ma non si concluderà il 2015 senza che io vi sappia dire qualcosa in merito. In realtà ho già un’idea parecchio precisa di cosa mi aspetta: un romanzo comunque ottimo ma meno innovativo e unico del predecessore, vuoi perché il finale del primo nega la possibilità al secondo di rimanere sullo stesso solco, vuoi perché sciura Leckie non è più la sorpresa che ha messo al sicuro la Orbit dal fallimento con le sue trentamila copie vendute all’esordio. Doppia nomination, qui e allo Hugo, e concrete possibilità di portarsi a casa ancora qualcosa: dici poco per una di fronte al terribile blocco da secondo romanzo.
Peccato davvero per la tremenda edizione italiana del primo volume (per chi non lo sapesse: la traduzione è il male assoluto), peccato.

annihilationAnnihilation di Jeff VanderMeer
Un libro di cui da queste parti si è davvero parlato pochissimo eh? Jeff VanderMeer partiva dalla sua con il riscontro critico migliore dell’annata, ma da vincitore annunciato (o quanto meno testa di serie) la sua posizione si è fatta molto più precaria a fronte della mancata nomination agli Hugo Awards, dove è successo un mezzo disastro che analizzeremo a seguire.
Il fatto che sia candidato solo il primo libro e non l’intera trilogia (meno universalmente apprezzata del primo, bellissimo tomo) così come le regole consentirebbero rendono però la sua candidatura molto forte, almeno tra la “giuria di qualità” del Nebula.
Sicuramente tiferò per lui e non solo perché è l’unico che attualmente ho letto.
La mia recensione di Annihilation la trovate sempre QUI.

coming homeComing Home di Jack McDevitt
Unica vera sorpresa di un sestetto tutto sommato equilibrato e sensato, Coming Home è quello che urla in copertina: una space opera vecchio stampo tutta avventura non proprio originalissima già a partire dal titolo (ce lo ricordiamo “Always coming home” di Ursula K. Le Guin, per rimanere in campo SFF).
Settimo libro (set-ti-mo) della serie dedicata ad Alex Benedict, narra di un povero protagonista Garnett Baylee deciso a recuperare pericolosi artifatti archespaziali (non fate domande) che ai tempi della creazione degli oceani generarono i loro bei casini. Impresa non semplicissima, dato che non riesce a individuarne manco mezzo, almeno fino a quando ne appare misteriosamente uno in casa sua. Decisamente not my cup of tea, però ha i suoi begli estimatori, sia a livello di titolo singolo, sia a livello di serie, sia a livello autoriale, ma non così tanto da fare doppietta con lo Hugo.

The_Goblin_Emperor_coverThe Goblin Emperor di Katherine Addison
Tutta la mia stima e solidarietà a Katherine Addison, capace di sfornare un fantasy che ha incantato tanti e le ha consentito di strappare anche la nomination agli Hugo Awards in un anno così difficile, che non porterà certo a focalizzarsi sull’ottima perfomance del suo titolo d’esordio, un dark fantasy con influenze steampunk e un sacco d’intrigi di cui ho sentito parlare sempre più che bene, tant’è che ho già ordinato l’edizione economica che uscirà nei prossimi giorni, con la medesima copertina abbastanza inquietante ma che col tempo ho scoperto di amare sempre di più. Forse avrei dovuto mettere un punto da qualche parte, ma questa concitazione piena di suspance e subordinate ben si adatta al libro: protagonista proprio il giovane imperatore per caso mezzo goblin del titolo non proprio amatissimo, che si ritrova senza volerlo e forse senza averne le capacità al centro di una rete d’intrighi di corte mortali. Spero di farvi sapere presto di più, ma non credo che un’uscita italiana sia dietro l’angolo.

three bodyThe Three-body Problem by Cixin Liu
Arriva così tanta letteratura non anglosassone negli Stati Uniti che la traduzione di un mega best seller di genere in Cina ha tenuto banco per settimane e settimane nei circoli di riferimento del fandom.
The Three-body Problem è il primo libro (e attualmente considerato di gran lunga il migliore) di una serie dell’amato e famoso autore cinese Cixin Liu, tradotto in versione extra lusso per l’occasione dal sempre più stimato autore americano Ken Liu (in uscita a sua volta con il suo primo romanzo, The Grace of Kings,  di cui non mi stupirei di parlarvi l’anno prossimo in un post similare).
Sarei abbastanza tentata di recuperare questo primo volume nonostante una tremenda esperienza qualche anno fa con un’antologia di storie brevi SFF cinesi pubblicata da Urania. Mi dicono essere una storia dai toni giallo/thriller molto coinvolgente ma piena della solita tecno fuffa iper particolareggiata relativa al gioco virtuale dentro cui si svolge il romanzo, però la tentazione resta. Così a naso, non mi stupirei se questo titolo arrivasse a tempo debito anche qui da noi.

trialTrial By Fire di Charles E. Gannon
Ogni anno Gannon arriva con le sue orride copertine col font super tamarro a guastare la bellezza di questo mio riassuntino annuale e già per questo lo detesto cordialmente. Essendo una trilogia e considerando quanto accaduto l’anno scorso, temo che l’anno prossimo il terzo volume Qualcosa by Fire tornerà a scuotere il mio senso estetico nel suddetto post.
Il fatto che sia un amico di Vox Day e Larry Correia, misoginazzo patentato, razzista comprovato e scrittore spernacchiato da chiunque con un po’ di sale in zucca ma molto coraggio abbia avuto il coraggio di provare a leggere un suo intero romanzo vi fa intuire perché io non vi stia raccontando la trama. Una volta lessi una sua storia breve e ricordo ancora con orrore l’esperienza. In un’annata sostanzialmente molto morigerata, meditata e ben assortita per il Nebula, purtroppo non è venuta a mancare la ciofeca. Almeno non ha fatto doppietta con la nomination allo Hugo. Il prossimo.

HUGO AWARDS 2015 – MIGLIOR ROMANZO

Ad esclusione di Ancillary Sword e The Goblin Emperor, non parlerò di nessun altro candidato alla categoria principe degli Hugo Awards non per risentimento verso i tre titoli in questione, bensì per la disdicevole, disgustosa campagna e ancora una volta ha portato a falsare in maniera macroscopica le nomination.

Piccolo excursus per i fortunati tra voi che pensano che il peggio sia certo fandom fantascientifico italiano (sì, quelli che “Ancillary Justice fa schifo perché è politically correct” son niente a confronto!): ormai da tre anni una nutrita schiera di lettori destrorsi (o almeno così di definiscono loro) capitanata dalle figure di autori controversi come Vox Day e Larry Correia indicono una campagna chiamata Sad Puppies, che punta a saturare le nomination proponendo il voto in blocco per alcuni titoli selezionati per ogni categoria. Negli anni passati funzionò soprattutto nelle categorie minori, quelle dove ci sono meno votanti, quest’anno ha completamente falsato i risultati anche della sezione miglior romanzo, dove sono approdati tre titoli da loro caldeggiati e, diciamolo, non certo principi del passaparola.

A danno di chi si muovono questi loschi figuri? A loro dire, dell’imperante ala sinistrorsa che tutto permea nel fandom, salvo poi attaccare precise categorie: donne, persone non caucasiche, omosessuali. Nel loro repertorio, dichiarazioni da far impallidire Borghezio: i gay sono devianze genetiche da curare, le donne non possono scrivere scifi e non dovrebbero essere ammesse ai piani alti delle varie associazioni e men che meno ai premi, i neri sono meno intelligenti dei bianchi perché erano poco più che animali fino a qualche secolo fa. E ho scelto le più miti, perché non vorrei mai privarvi del piacere di poter leggere fino a che punto arriva il fanatismo di questi pazzi che tengono in ostaggio il principale premio “popolare” della fantascienza americana, non così osteggiati come dovrebbe essere anche dai responsabili del suddetto. Senza contare che in molti dei loro “nominati” si sono ritrovati ad ottenere un supporto di questo tipo pur non condividendo il manifesto dei Sad Puppies e rischiano di non venire votati anche dai loro stessi sostenitori mentre monta sempre più la decisione di votare “no award” in tutte le categorie tranne miglior romanzo (e sì, agli hugo puoi anche votare per fare in modo che nessuno vinca il premio). Si spera vivamente che cambi al più presto il regolamento, sennò il razzo se lo possono ficcare dove meglio credono, è pieno di premi SFF interessanti là fuori!

IMG_7793

I GRANDI ESCLUSI

a mio insindacabile giudizio, ma attento impaziente le vostre aggiunte e i vostri suggerimenti nei commenti.

cityofstairsCity of Stairs di Robert Jackson Bennett
Titolo di una serie (di cui è già disponibile il secondo volume) che ha azzeccato in pieno la strategia, approdando su NetGalley e riempendo GoodReads di recensioni positive ancor prima della pubblicazione.
Pieno territorio urban fantasy per il primo tomo incentrato sull’antica gloria della città di Bulikov, la cui protezione divina venuta improvvisamente a mancare l’ha gettata nel baratro, rendendola preda di quanti aveva precedentemente sottoposto, un mero avamposto geografico in lenta decadenza. Qui si muove una donna irrilevante, una diplomatica di nome Shara Divani, che in realtà coordina un complesso gioco di spie per capire cosa si cela dietro la morte di uno studioso. Ne ho sempre sentito parlare bene ma con riserva dovuta al fatto che spesso la splendida ambientazione ha la meglio su storia e personaggi. Sembrava che avesse convinto tanto da meritarsi almeno una nomination da qualche parte, ma forse l’uscita un po’ ritardata ne ha compromesso le possibilità.

station elevenStation Eleven di Emily St. John Mandel
Premessa cretina: non l’ho ancora letto perché lo vorrei in edizione economica ma assolutamente con questa bellissima copertina, invece al momento in paperback ha una versione alternativa con un cerbiatto metaforico che proprio no.
Station Eleven è forse il titolo più venduto di questo post pur essendo un outsider o quasi, la cui volata è stata tirata all’ultimo (e purtroppo senza successo) da un improvviso e molto vigoroso endorsement di Giorgione (aka George R.R. Martin) in persona, capace di farlo balzare ai primi posti della classifica di Amazon con la sola forza del suo consiglio, per dirvi del potere del carissimo sterminatore di personaggi.
Station Eleven è una distopia così particolare, così gentile da saper accattivare critici e recensori fuori dalla nicchia di genere, forse anche per merito di una copertina e una presentazione molte studiate. In un mondo sull’orlo dell’estinzione del genere umano causata dalla solita influenza assassina, una compagnia itinerante cerca di riportare in scena Shakespeare con i pochi mezzi a disposizione, spostandosi tra le varie comunità di sopravvissuti. Una distopia che molti hanno definito gentile e sicuramente ha un approccio meno catastrofista e più melanconico del solito, sul potere e la necessità della cultura e dell’intangibile anche nei momenti più difficili. L’impressione è che qualcuno in Italia abbia i diritti nascosti in qualche cassetto, perché ci si sono state avvisaglie di battaglia tra gli editori: bisogna solo aspettare di scoprire chi. Ti prego, editore timido, mantieni quest’immagine di copertina!

TheMirrorEmpireThe Mirror Empire di Kameron Hurley
Non lasciatevi ingannare nemmeno per un minuto, io non vedevo l’ora di parlarvi di questo tripudio di grimdark fantasy (sangue! violenza! parolacce! lesbiche ovunque!) che ha imposto Kameron Hurley all’attenzione degli estimatori del fantasy come l’autrice che prima o poi potrebbe servirci un capolavoro di questo particolare sotto genere.
Se con il nominato dell’anno scorso God’s War si era fatta notare, pur non ottenendo la nomination quest’anno l’autrice ha fatto il salto di qualità. Di questo imponente libro che aspetta solo che io trovi una finestra di tempo in cui immergermi nelle succosissime 500 e passa pagine del glorioso tascabile in mio possesso ho letto solo cose più che ottime e a quanto pare ha venduto discretamente bene, dato che non può che fare piacere dato che si mormora che la casa editrice Angry Robot navighi in cattivissime acque, pur offrendo da anni titoli di ottima qualità.
Come in tutti i grimdark la protagonista vive in un mondo discretamente schifoso: Saiduan viene squassato ciclicamente da cataclismi che ne cambiano e distruggono irrimediabilmente l’aspetto e gli equilibri. Orfana e ridotta in schiavitù, la nostra riesce a fuggire proprio sulle soglie temporali di uno di questi terribili eventi, ma mentre tenta di indagare sul suo passato, FRINGE EVENT! Un universo parallelo solo leggermente diverso (only slightly different, sì!) ha aperto un varco verso Saiduan e si prepara ad invaderlo con un sacco di particolari raccapriccianti che rendono la Kameron la più tosta scrittrice grimdark in circolazione. Due ammiratori del titolo: Jeff VanderMeer e l’amato Richard K. Morgan, ma io ero già convinta dalla bellissima illustrazione di copertina, una delle migliori dell’anno.

Attendo i vostri commenti sullo scandalo Hugo e su eventuali titoli che avete già letto del mucchio! Lasciate le vostre impressioni di lettura se vi va, così il post sarà ancora più utile per chi volesse provare a recuperare qualcosa!
Da parte mia cercherò di coprire anche gli Arthur C Clarke Award e i World Fantasy Awards, quindi in campana!

Annunci