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14 MAGGIO

hr_Mad_Max-_Fury_Road_9Al che la domanda sorge spontanea: perché aprire con un film dimenticabile e incolore quando hai per le mani il miglior film action dell’ultimo decennio, il fantastico Mad Max: Fury Road, così mastodontico, sopra le righe e ricolmo di allure hollywoodiana da essere un cavallo di razza per aprire in gran stile? Niente, a Venezia almeno sappiamo aprire col botto. Non mi rimane molto da dirvi sul film dopo il post dedicato, perciò diamoci al gossip!
Potrei parlare della figuraccia portata a casa dall’inviata da Sky Cinema, Alessandra Venezia, che ha intervistato Jacob Tumuri – la controfigura di Tom Hardy – facendogli le domande riservate al protagonista del film, finché nell’imbarazzo palpabile si è trovata costretta a chiedere ad attore e controfigura: “who is Tom?” ma la mia scarsa capacità di riconoscimento dei tratti facciali suggerirebbe un dignitoso silenzio.
Ripiegherò quindi sulla bellezza di Charlize Theron, che ci ha regalato servizi lumacosi da metà della stampa italiana che non ha speso mezza parola per il film / Hardy / le altre gnocche. Solo lei. Mollica era in visibilio. Quello che non mi aspettavo era che l’altra metà del cielo ripiegasse su “ma quanto sono carini lei e Sean Penn assieme“, continuando ad ignorare sistematicamente il film. Argh.

tot1Il povero Matteo Garrone si è ritrovato in mezzo a questo fuoco di fila, tanto che persino in Italia il suo Il racconto dei racconti è finito in coda ai servizi giornalieri. Poco male, come annunciato, il film è stato divisivo anche sulla Croisette, raccogliendo però più promozioni (e qualche entusiasta vero, come testimoniano le cinque stelle sul burbero Guardian) che le stroncature invocate da tanti profeti di sventura.
Continuo a pensare che ci sia più coraggio e bravura in Garrone che in certe paraculate che vedremo nei prossimi giorni. Vale la pena investirci qualche soldino, anche solo per far sapere che siamo stufi *marci* dei drammi familiari quotidiani di cui è condito il cinema italiano. Marci! Coraggiosi insieme: Salma Hayek se ne è strafottuta del divieto di selfie e si è fatta un autoscatto con gli altri giurati impenitenti. Chissà quale castigo la attende.

cannes umimachiAltra proiezione della giornata ad aver raccolto un consenso lievemente superiore alla media è Umimachi Diary di Hirokazu Kore-eda, a cui voglio già bene per aver scelto di adattare il manga della mai troppo amata Akimi Yoshida (quella di Banana Fish, mica bruscolini!) e per aver portato un poster tanto bello nel mio post. Il film racconta di Sachi, Yoshino e Chika, tre sorelle tornate nel villaggio sulla costa dove sono cresciute alla morte del padre e del loro primo incontro con Suzu, la sorellastra quindicenne che l’uomo si è lasciato dietro. Tanto affetto, tanta dolcezza, tanta capacità si superare vendette e recriminazioni. Ci piacerebbe vederlo anche qui, ahahah.

Dal red carpet: Un Dolan non si nega mai a nessuno. Charlize Theron è abbagliante e non solo per la scelta di colori accesi, ma devo dire che anche Zoe Kravitz ha un suo carattere. A Salma Hayek vogliamo già bene per la storia del selfie proibito (a cui poi si è unito Tom Hardy!), perciò eviteremo di parlare delle sue scelte di guardaroba. Una che invece come attrice è trascurabile ma sta facendo faville come guardarobiera è Fan Bing Bing, ogni giorno più bella e imeperdibile del precedente: questa foto è meravigliosa!