Tag

, , , , , , , , , , , , ,

mustang1Dato che la scorsa a miglior film straniero agli Oscar 2016 sembra già una sfida privata tra Son of Saul e El Club, con qualche sparuto outsider, molte nazioni hanno deciso di puntare su produzioni giovani. Niente cavalli di razza a questo giro insomma, ma giovani puledri da mettere sotto i riflettori: almeno questa sembra essere la scelta dell’Italia e della Francia, che manda come proprio rappresentante Mustang. Presentato con un certo successo alla Quinzaine des réalisateurs all’ultimo festival di Cannes, la pellicola è la miglior risposta contro la supposta misoginia della Croisette: un’opera prima diretta dalla regista Deniz Gamze Ergüven tra enormi difficoltà economiche, logistiche e nel bel mezzo della sua gravidanza, eppure stava in gara non per una rappresentanza da quote rosa o per la coraggiosa produzione dietro le quinte, ma perché è un gran bell’esordio, che merita un giro al cinema.
Lale e le sue quattro sorelle vivono in uno sperduto paesino a 600 km da Istanbul, nel pieno della zona rurale e quasi inaccessibile del paese. Orfane di genitori e cresciute dalla nonna e dallo zio, in quintetto vive spensieratamente un’esistenza selvaggia e ribelle nella casa tra i boschi, proprio come i cavalli mustang che le loro splendide chiome selvagge richiamano alla mente.
Un giorno però tutto cambia: coinvolte in uno scandalo da una vicina pettegola che le ha viste giocare con alcuni compagni di scuola di sesso maschile, le ragazze vengono letteralmente rinchiuse nella casa che diventa una prigione, costrette a lasciare la scuola in favore di un accelerato corso di economia domestica, avvolte in “abiti color cacca informi” come delle brave musulmane e date in sposa molto affrettatamente, dopo aver certificato in ospedale la loro verginità.

mustang3

Mustang è stato spesso paragonato a le Vergini Suicide di Sophia Coppola e non mancano in effetti punti di contatto, condividendo con libro e film un’atmosfera quasi magica e la continua contrapposizione tra l’innocenza delle sue protagoniste e l’enorme carica erotica e sovversiva che ogni loro gesto ha sul circondario.
La regista Deniz Gamze Ergüven cita però influenze pasoliniane e ribadisce come il suo film voglia essere quasi un prison movie dai toni favolistici e mitologici, con le ragazze che tentano continuamente di sottrarsi al destino imposto loro dai parenti come delle eroine mitologiche.

mustang6

La realtà raccontata dalla pellicola è quella della Turchia odierna, sempre più avviata su un ritorno ad un’etica tradizionalista e moralista. A farne le spese sono soprattutto le donne, il cui corpo è al centro di una vera e propria crociata che ne ipersessualizza ogni gesto e valenza, tentando di segregarlo nel ruolo confinato tra le quattro mura domestiche di mogli e madri (esempio: sapevate che in alcune zone nelle scuole sono state costruite doppie scale perché era troppo licenzioso per le ragazze salire e scendere assieme ai maschi?).
Le giovani generazioni però sono ispirate dallo stile di vita occidentale di cui Istanbul è simbolo e il contrasto tra questi due poli opposti diventa esplosivo nelle campagne, dove la spinta patriarcale e moralizzatrice è più forte e dove l’isolamento rende il messaggio governativo monopolistico, ossessivo e martellante, dalla radio agli sceneggiati televisivi.

mustang5

Nonostante le notevoli difficoltà produttive lo rendano talvolta sbavato a livello tecnico, Mustang ha il grande merito di rende palpabile questa cappa oppressiva che assedia sempre di più le giovani protagoniste e ritrae alla perfezione la licenziosità che viene letta nei loro gesti più innocenti.
Buona parte della riuscita del film è dovuta a un casting di prim’ordine, capace di trovare cinque volti belli, volitivi e affiatatissimi che diano corpo a questa sorellanza profonda di fronte alle ingiustizie della vita. Saggia anche la scelta di raccontare la storia attraverso gli occhi della più piccola del gruppo, la ribelle Lale, in modo che il film mantenga un’innocenza palpabile, una leggerezza quasi magica anche nelle svolte più drammatiche. Il dramma non manca, soprattutto nei riguardi degli adulti che ingabbiano le vite delle ragazze, il cui ruolo protettivo diventa via via grottesco una volta che vengono chiariti i vari motivi nascosti dietro la serie di sposalizi affrettati che viene organizzata.

mustang_big

Lo vado a vedere? Mustang è il classico film autoriale tutto cuore e passione, capace di emozionare e coinvolgere grazie alle sue bellissime e volitive protagoniste, il cui tocco magico ed innocente rende fatato e liberatorio un film altrimenti durissimo nel suo ritratto di una Turchia ad un bivio morale, intagliato sul corpo delle sue donne. Il paragone con le Vergini Suicide e con le atmosfere celesti di Hanging Rock ci sta nella misura in cui vi convincerà ad andare al cinema. Molto, molto consigliato. Forma un dittico antitetico e complementare con il bel Much Loved: se potete guardeteli a stretto giro.
Ci shippo qualcuno? No.