Tag

, , , , , , , , , ,

irrationalman1La nostra esistenza cinematografica vive anche di consuetudini:che annata sarebbe senza la pellicola di Woody Allen su protagonisti più o meno nevrastenici? Stavolta l’appuntamento cade a dicembre, dopo un passaggio abbastanza mesto al Festival di Cannes.
La fortuna con registi prolifici e abitudinari come Woody Allen è che c’è sempre un film precedente a cui rifarsi per fare riferimenti e comparazioni: stavolta si va a colpo sicuro con Match Point, di cui Irrational Man pare essere un aggiornamento a un decennio di distanza, dai toni drammatici così 2005 alla commedia nera decisamente 2015.
Stavolta abbiamo un solo lui che si destreggia tra due lei e finisce per essere aggiornata anche la musa di turno, posizione ora saldamente occupata dall’adorabile Emma Stone.

Abe Lucas (un ingrassato ma fascinoso Joaquin Phoenix) è un professore di filosofia che sta conoscendo il punto più basso della sua evoluzione personale: non scrive, non scopa, non ha voglia di fare nulla oltre lo stretto indispensabile per sopravvivere e comunque mai con un tasso alcolemico entro i limiti di legge. Trasferitosi in un nuovo college per dimenticare la drammatica morte dell’amico e il tradimento dell’ex moglie, finisce per diventare il soggetto delle attenzioni della collega Rita (Parker Posey), una lussuriosa donna stanca del suo matrimonio, e di Jill (Emma Stone) , una studentessa dolce e insolitamente perspicace. Mentre sta annegando nel conformismo, Abe trova uno scopo grazie al quale riprendere in mano il controllo della sua vita. Un obiettivo per lui così essenziale che è pronto a soprassedere sui limiti e i problemi legati al compito che gli sta salvando la vita.

irrationalman2

Anche io come il professor Abe tendo ad essere abbastanza umorale, perciò non escludo che la mia reazione molto più negativa rispetto alla media della critica nei confronti di Irrational Man derivi dal semplice fatto che l’ho visto in una serata no. Il dato oggettivo è che si tratta di una commedia nera che diviene tale così tardivamente che spiegarvi il nucleo attorno a cui ruota questa oscurità comica costituisce già un bello spoiler. Il film è molto lento e non cattura immediatamente l’attenzione dello spettatore; il dato soggettivo è che la mia non l’ha mai afferrata del tutto e ho vissuto l’intera proiezione in maniera piuttosto distaccata.
Il problema principale è la poca chiarezza sullo scopo del film, confuso e depresso tanto quanto il suo protagonista all’inizio della storia: vuole essere una critica alla vita alto borghese dei college, tutta passeggiate a cavallo e chiacchiere inconcludenti? Vuole essere un ribaltamento contemporaneo di Delitto e Castigo (in questo caso nemmeno troppo originale, dato che il libro veniva citato ampiamente già in Match Point)? Vuole essere il ritratto di un uomo che raggiunge la propria razionalità dagli altri tanto desiderata con metodi del tutto irrazionali e poco ortodossi? Cosa vuole essere esattamente, Irrational Man? Il risultato è un po’ tutto e niente, una commedia nera troppo tardiva e un film verboso a cui manca la grinta, la cattiveria, la sagacia ebraica degli anni passati.

irrationalman4

Purtroppo il solo aspetto chiaro di Irrational Man è che siamo di nuovo di fronte all’ennesimo film che ruota attorno a un geniale uomo caucasico bianco  over 30 incompreso dalla società ma irresistibile per le donne attorno a lui, rigidamente divise in due categorie: lussuria pura o dolcezza da crocerossina, che occasionalmente di scambiano o sovrappongono, senza mai rischiare di avere un vero e proprio carattere. Non fatevi ingannare dall’assunto del film: non importa se sia un genio positivo o una mente criminale, è la stessa trama a cui veniamo sottoposti decine di volte ogni santo anno, in ogni media disponibile. Canovaccio che vale a tutte le età e latitudini: questo è l’assunto di buona parte della bibliografica di Haruki Murakami, provare per credere. Contando la strada che Irrational Man decide di prendere sul finale, con i suoi voice over molesti, Emma Stone poteva e doveva diventare qualcosa di più di un’evidente fantasia maschile sbozzata il giusto da sembrare una persona vera. Unico premio di consolazione: il fidanzato Roy è più bidimensionale di lei.
Altro dettaglio che mi ha confuso: il suo guardaroba voleva essere un’ulteriore presa in giro delle giovani collegiali statunitensi ricche o veramente stiamo fingendo che i millennials danarosi se ne vadano in giro perennemente in vestitini straccetto a balze, scarpe basse e cordoncini da tenda ricamati? Ero così annoiata che non ho potuto fare a meno di chiedermi: quant’è finta la pancia sferica sotto la camicia di Joaquin Phoenix all’inizio del film?

irrationalman3

Lo vado a vedere? Stavolta consiglierei di controllare qualche altra recensione perché mediamente è molto piaciuto, almeno rispetto a questo mio sunto. Diciamo che come copia aggiornata di Match Point (comunque invecchiato maluccio negli anni) risulta piuttosto opaca. La drammaticità di quel film è un esempio perfetto di cosa volevamo dal cinema nel 2005. Non si può dire lo stesso da Irrational Man, non nel 2015.
Ci shippo qualcuno? No e se esistesse un Bechdel superabile da donne che parlano di altro rispetto al voler fare sesso con il protagonista, non lo passerebbe ugualmente. Sigh.

Annunci