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Eccoci qui al primo Listone di fine 2015, quello dedicato ai film.
È stata un’annata particolarmente florida di visioni al cinema (un hip hip urrà per Gardy professionista finalmente pagata per recensire i film!) in proiezione stampa ma purtroppo povero di recuperi causa questa risoluta ostinazione del mio encefalo a voler dormire almeno un paio di ore a notte. Per un elenco completo delle mie visioni quest’anno posso rimandarvi in tutta serenità al mio account letterboxd, secondo cui ho visto più di 130 nuovi film, in larghissima maggioranza prime visioni al cinema.

un taylor riassunto dell'annata

un taylor riassunto dell’annata

L’impressione è stata di un anno sicuramente migliore del precedente, ricco di cocenti delusioni e di gran bei film, sia nel settore commerciale che in quello autoriale, con il lusso di un paio di pellicole già entrate nel gotha del cinema classico e senza tempo.
Un’annata ricca, sopra la media e con notevoli punte di eccellenza.

Se volessimo provare a riassumerla con un paio di parole chiave (e vogliamo, perché adoriamo gli elenchi puntati), sarebbero:

kingsman

SPIONAGGIO
Il filone tra i più battuti dal cinema commerciale, coronato solo in chiusura d’anno dal ritorno del suo re, James Bond. Incidentalmente, quasi nessuno ha sbagliato nulla e sono arrivate molte pellicole godibile e una persino da Listone.
Articoli: KingsmAnSPECTRE U.N.C.L.E. Mission Impossible: Rogue Nation – 

drake star wars

STAR WARS
Oltre ogni record e ogni limite, è stato il film più extracinematografico dell’anno, capace di monopolizzare l’attenzione mondiale per tutto Dicembre e di generare una mole di buzz che non si è ancora esaurita. Nuovo segno tangibile della superpotenza disneyana, capace di pervadere ogni angolo del mondo virtuale e reale con quella che è sembrata la più massiccia campagna di promozione cinematografica di sempre, si avvia a diventare un case study ben più interessante di quello che è a livello cinematografico.
Articoli: Star Wars Day a MilanoStar Wars Celebration – La recensione completa

spectre titleLEAK
I veri influencer dell’annata, capaci di spostare pubblico e critica e di ribaltare le sorti di film e major. Dopo il massivo leak Sony, i produttori del più grande film della storia cinematografica inglese, SPECTRE, si sono visti costretti a riscriverlo da cima a fondo mentre stavano ultimando le riprese del primo spezzone messicano, compromettendone l’equilibrio in maniera sostanziale. In queste settimane i leak eccellenti di Tarantino e Iñárritu, avvenuti in circostanze non si quanto involontarie, rischiano di alterare gli equilibri degli Oscar, certo, ma anche di incidere in maniera rilevante sugli incassi, perché gli appassionati non si sono saputi trattenere sfortunatamente pare non siano entrambi i capolavori che potrebbero spingerli ad andare a vederli anche in sala.

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DONNE
L’anno si è aperto con un appello agli Oscar 2015 e con Meryl Streep e Jennifer Lopez che tributavano un tifo da stadio alla prima menzione ufficiale del divario tra salari maschili e femminili, diventando una gif classica all’istante. L’annata è poi proseguita con un numero insolitamente alto di personaggi femminili protagonisti delle loro pellicole insolitamente alto, ma soprattutto con una serie di successi strepitosi al botteghino (Mad Max Fury Road, Pitch Perfect 2, Trainwreck) che provano che l’assunto “chi dice donna dice danno al botteghino” non potrebbe essere più falso. Ed è quella la lingua che parlano le major e che potrebbe seriamente cambiare le cose…
Articoli: Mad Max Fury Road Sicario Trainwreck

SOC

BLACK POWER
Un discorso simile si può fare per i protagonisti di colore, altra categoria di cui le major diffidano enormemente. Qui il discorso, se possibile, è ancora più acerbo, ma gli ottimi risultati di critica e pubblico di Straight Outta Compton e Creed (per citarne solo due in una lunga annata che si conclude con Boyega al centro di Il risveglio della forza e Empire che tira fuori dalle secche FOX) porteranno di certo a grosse novità, anche in questa direzione.
Articoli: Straight Outta Compton

nostalgia

NOSTALGIA CANAGLIA vedi alla voce Jurassic World e Star Wars, il trionfo al botteghino dell’amarcord che non ci prova neanche, a calarsi nel nuovo millennio. C’è da segnalare che ci stiamo lentamente spostando dagli anni ’80 ai ’90, quindi ripensate ai vostri film d’infanzia preferiti, o nati in quella decade, e tremate.

netflix
NETFLIX

Non mi riferisco al pur importante sbarco in Italia, ma all’inizio della fine del cinema come lo conosciamo. Beast of No Nation, presentato a Cannes in una cornice che più provocatoria non poteva essere, segna l’inizio di un nuovo modo di fare cinema: niente grandi schermi, niente produzioni, direttamente on demand e tanti saluti. Potrebbe sembrare poca cosa, con le sale già morenti, l’agonia di Kodak e pellicole e la lenta scomparsa del home video, ma è sostanziale, una rivoluzione che mira a cancellare tre pilastri secolari del cinema: le major, gli studi di produzione, il circuito delle sale. Significa pochi rischi produttivi, ma anche meno, molta meno varietà, se non in dimensioni indie microscopiche. Per intendersi, se nessuno riuscirà a contrastare il monopolio di Netflix, si profilerà una situazione simile a quella dei giganti dell’informatica, con un mercato spartito da due, tre gruppi (e non a caso uno dei concorrenti più quotati di Netflix, guarda un po’, è Amazon e anche Apple non sta a guardare).
Certo, si aprono scenari sconfinati e potenzialmente interessanti, ma il peana lanciato dal cinema europeo deve far riflettere: un circuito di questo tipo sposterebbe ancora di più l’asse sugli Stati Uniti e sui paesi anglofoni, soprattutto per quanto riguarda le produzioni medio-grandi europee ed asiatiche che oggi occupano comunque una fetta importante del mercato: sottoposte a un modello Spotify/Deezer, non sopravviverebbero. Un buon metro di giudizio per capire cosa succederà sarà tenere le orecchie aperte: quando arriveranno le prime voci di cambiamento di regolamenti per gli Oscar riguardo al passaggio in sala, saremo vicini alla svolta epocale.

NEWGIRL watchtv

CINETV
Confini e passaggi si fanno sempre più labili, mentre solo uno storico sorpasso è chiaro: il 2015 ha decretato una volta per tutte che sì, la TV non è il punto di partenza ma di arrivo. La tv che ormai non viene consumata quasi più su televisione, ma su schermi e smart tv (per non dire smartphone) è la più cool. La reazione del cinema è stata di copiarne modelli e impostazioni, tanto che ormai gli scavallamenti sono all’ordine del giorno anche in Italia, vedi il caso Suburra. Niente di davvero nuovo sotto il sole: ce lo ricordiamo tutti quel capolavoro  di Mulholland Drive, no?

 

e ora…il Listone! Lo sapete no? Menù numerato a fondo pagina.

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