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oscar2016

Miglior cortometraggio d’animazione

Bear Story
Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

Quando mai si ha presente qualcuno oltre il corto Disney Pixar (Sanjay)? Quest’anno invece si è parlato tantissimo di World of Tomorrow, presentato al Sundance, commercializzato on demand su Video e acclamato come un autentico capolavoro.

Miglior cortometraggio

Ave Maria
Day One
Everything Will Be OK
Shok
Stutterer
Non faccio nemmeno finta.

Miglior corto documentario
Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
A Girl in the River: The Price of Forgiveness
Last Day of Freedom
Qui invece qualcosa da dire ce l’ho: Body Team 12 è accreditato come vincitore essendo il più famoso del filotto ma fate partire il contatore per nominati riguardanti shoah e nazisti cattivi, la perversione dei membri dell’Academy…e uno!

Miglior documentario
Amy
Cartel Land
The Look of Silence
What Happene, Miss Simone?
Winter of Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

Amy non poteva mancare dopo l’accoglienza fenomenale a Cannes, idem The Look of Silence. Se come ricordo era eligible, grandissimo prima Oscar snub per l’acclamatissimo Going Clear: Scientology and the Prison of Belief.

Miglior canzone
Earned It – 50 sfuature di grigio
Manta Ray – Racing Extinction
Simple Song #3 – Youth
Til It Happens To You – The Hunting Ground
Writing’s On the Wall – Spectre

Un sacco di facce pop note da queste parti: Sam Smith, Lady Gaga e Diane Warren, The Weeknd. La favorita dovrebbe essere la canzone bondiana. La vera sorpresona qui è Manta Ray, che ha fatto le scarpe a Furious 7.

Miglior colonna sonora originale
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Oltre a Ennio Morricone e John Williams, personalmente sono davvero contenta per quel figo di Jóhann Jóhannsson, che con la OST snervante e tesissima di Sicario non aveva vita facile. Non figurano due tra le mie colonne sonore preferite dell’annata, ovvero Mad Max e Macbeth, ma non erano creditate tra le favorite.

Miglior montaggio sonoro
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Qui ho chiesto la telefonata a casa e mi dicono che sono tutti ottimi lavori, ma Mad Max Fury Road sta su un altro livello. Assento.

Miglior missaggio sonoro
Il ponte delle spie
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Star Wars: il risveglio della Forza

Idem come sopra.

Migliori effetti speciali
Ex Machina
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Star Wars: il risveglio della Forza
Quest’anno sarà quasi una scelta ideologica: dare il premio alla grandiosità finanziaria di Star Wars o prediligere produzioni con una certa dose di artigianalità e risultati comunque impressionanti come Ex Machina (che non veniva dato per favorito e che non ha certo il profilo tipo dei blockbuster che di solito spuntano qui) e Mad Max?

Miglior trucco e acconciature
Mad Max: Fury Road
The 100-Year-Old Man Who Climbed out the Window and Disappeared
Revenant
Che triste, nemmeno un film in costume per il trucco e parrucco. Sicuramente non c’è Black Mass con le sue tremende protesi patacca.

Migliori costumi
Carol
Cinderella
The Danish Girl
Mad Max Fury Road
Revenant

Fermo restando che notoriamente agli Oscar vale la sineddoche costumi d’epoca -costumi e quindi tutti i film dal look contemporaneo praticamente non esistono, è il regno di Sandy Powell quest’anno. Personalmente amerei vederla vincere con entrambe le sue produzioni, il sontuoso Cinderella o l’elegante Carol, ma non mi dispiacerebbe veder vincere le cinture di castità di Mad Max.

Miglior fotografia
Carol
The Hateful Eight
Mad Max Fury Road
Revenant
Sicario

#TeamDeakins: presente! Roger sei troppo un figo, anche se quest’anno immagino dovrai soccombere a John Seale che in Mad Max fa cose pazzesche e porta un po’ di freschezza in un categoria che è ormai feudo dei soliti noti. A questo proposito, Emmanuel Lubezki è sempre in agguato. Certo che in questa categoria si cade sempre in piedi: Robert Richardson non se lo meriterebbe, dopo essersi fatto per Tarantino quello sbattimento con la pellicola da 60 mm (processo che dovrebbe replicarsi anche per Star Wars: Rogue One)?

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Miglior montaggio
La grande scommessa
Mad Max Fury Road
Revenant
Spotlight
Star Wars: il risveglio della Forza

Se c’è una giustizia nel mondo, dovrebbe vincerla quel disperato di che si è montato quella follia di La grande scommessa, anche solo perché letteralmente è quello che si è fatto un culo quadro più di tutti gli altri. Hank Corwin, tifo per te.

Miglior scenografia
Il ponte delle spie
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant

Oscar snub italiano con l’esclusione di Dante Ferretti per Cinderella. Le difficoltà tecniche di The Martian a ben pensarci non devono essere state una passeggiata (spaziale), però anche Mad Max o Revenant…

Miglior film d’animazione
Anomalisa
Boy and the World
Inside Out
Shaun – vita da pecora
Quando c’era Marnie

Sorpresa assoluta per Boy and the World ed esaltazione massima per non aver neppure nominato i cosini gialli della Dreamworks. Lo studio Ghibli sembra piazzato lì più per le pari opportunità, mentre Shaun non ha una chance, sia chiaro, ma è bello vedere che ce la fa sempre, anche se la sfida è tutta Inside Out e Anomalisa: la consuetudine o la novità?

Miglior film straniero
El abrazo del serpiente (Colombia)
Mustang (Francia)
Il figlio di Saul (Ungheria)
Theeh (Giordania)
A War (Danimarca)

NGHHHHH! Tutti gli anni penso di farcela e ne sbaglio sempre uno, dannazione! Quest’anno su twitter a pochi minuti dalle nomination ne avevo imbroccati quattro su cinque. Dannazione alla Danimarca, che ha beffato il vicino Belgio. Zitta zitta la Danimarca negli ultimi anni ha inanellato una serie impressionante di presenze in questa categoria, stavolta persino senza il feticcio Mads Mikkelsen (o Alicia Vikander, passata ai giochi dei grandi). Non si può che gioire per la Francia, premiata per la sua struggente e coraggiosa decisione di nominare un’esordiente assoluta. Giordania e Colombia hanno film ben recepiti ma ovviamente sono lì per parconditio, non illudiamoci un secondo. L’Ungheria si avvia alla sua prima vittoria di sempre senza colpo ferire e fate salire la conta dei nazisti/Olocausto a due.

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Miglior sceneggiatura non originale
La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian
Room

Qui bisognerebbe avere letto i libri e personalmente posso solo parlare del piccolo miracolo che ha preso un diario di bordo tutto scienza e numeri come The Martian e ha messo in mano a Ridley Scott il film di questa decade della sua carriera. Mi dicono gran cose dei piccoli tocchi apportati a Carol, spero presto di potermene sincerare. Eccoci a una delle poche categorie extraattoriali con due donne (Carol e Room), attenzione! Il nome che non ti aspetti è Nick Hornby con Brooklyn,  anche se in realtà ha una notevole esperienza di adattamenti di classici e soprattutto di testi di Thomas Hardy. Nota di merito a Adam McKay che prima di dirigerlo The Big Short lo ha anche adattato. Fuori dai giochi il nome di gran lunga più celebre, Aaron Sorkins, i giochi stessi si fanno molto più interessanti.

Miglior sceneggiatura originale
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Spotlight
Straight Outta Compton

La categoria di quelli che vorremmo nominare ma dobbiamo dare la precedenza allo status quo perde il nome di Quentin Tarantino ma acquista quello di Alex Garland, il che è un tributo enorme per un regista di fantascienza (quello che dovrebbe dirigere Annientamento di Jeff VanderMeer, ricordiamolo). Qui poi siamo tra superstar: i Coen, Tom McCarthy, Pete Docter.

Miglior attrice non protagonista
Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
Rooney Mara – Carol
Rachel McAdams – Spotlight
Alicia Vikander – The Danish Girl
Kate Winslet – Steve Jobs

Rooney Mara quest’anno ha una nomination agli Oscar e ai Razzie! Peccato perché la copia vivente di Audrey Hepburn zitta zitta è alla seconda nomination e io la trovo fantasmagorica ok? Alicia Vikander la spunta con il film per cui non la vorremmo vedere premiata (ma vuoi mettere Ex Machina?). Il punto è che entrambe sono state parcheggiate in questa categoria mentre avrebbero dovuto giocarsela in quella delle protagoniste, il che ovviamente a pagato, ai danni di nomi con molto buzz come ad esempio Jane Fonda. È invece bello vedere che Rachel McAdams non è stata dimenticata come è già capitato in questa stagione. Kate Winslet è forse alla sua nomination più sacrosanta. Farei volentieri cambio tra una che non ne ha bisogno (la Lawrence) e una che bisognerebbe smettere di dimenticarsi (Sarah Paulson, Carol)

Miglior attore non protagonista
Christian Bale – La grande scommessa
Tom Hardy – Revenant
Mark Rylance – Il ponte delle spie
Mark Ruffalo – Spotlight
Sylvester Stallone – Creed

Sorpresona per Tom Hardy, forse l’unica ruffianata che accolgo con gioia da The Revenant. Finalmente. Mi sarebbe però piacuto vedere Michael Keaton al posto di Mark Ruffalo per il medesimo film (e ricordiamoci che Keaton è stato l’anno scorso protagonista del let down più micidiale dai tempi di Mickey Rourke fregato da Sean Penn), mentre mi stupisce che l’Academy non si sia giocata la carta minorenne per Jacob Tremblay, piccolo protagonista di Room. La carta minoranza etnica la si poteva spendere qui nominando Idris Elba per Beast of No Nation. Personalmente avessi avuto il diritto di voto avrei messo come primo nome Benicio Del Toro, Sicario (mossa che poteva placare la social justice).

Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett – Carol
Brie Larson – Room
Jennifer Lawrence – Joy
Charlotte Rampling – 45 anni
Saorsie Ronan – Brooklyn

La cosa che mi preme sottolineare è la mia furia per la mancanza di Charlize Theron in versione Furiosa, che è a mani basse il ruolo iconico dell’anno, con buona pace di queste cinque. Brie Larson è giovane sì, ma mi sembra una vita da quando la si aspettava in un ruolo decente (e stavolta rischia sul serio di vincere) e fa capolino anche la nuova erede delle eredi di Meryl Streep, l’incantevole e dotatissima Saoirse Ronan. Certo che scordarsi della performance fenomenale di Emily Blunt in Sicario è un vero delitto. Charlotte Rampling è una sorpresa ma strameritatissima, soprattutto dopo l’esclusione dai BAFTA.

Miglior attore protagonista
Bryan Cranston – Trumbo
Matt Damon – Sopravvissuto -The Martian
Leonardo DiCaprio – Revenant
Michael Fassbender – Steve Jobs
Eddie Redmayne – The Danish Girl

Sapete chi è quello per cui dovreste piangere qui? No Di Caprio, bensì Steve Carrell, che è il secondo anno di fila che fa cose pazzesche, eccezionali, incredibili e pam!, scomparso come se niente fosse. Eddie Redmayne mi fa sembrare la nomination della Lawrence sacrosanta, per dire. Su Matt Damon ormai ho perso ogni speranza, quindi largo a Bryan Cranston (che pare una sorpresa ma io avevo già visto molto citato in giro) e Michael Fassbender che non è niente male. A questo punto potevamo giocarci una carta per placare la social justice, nominando almeno il protagonista di Creed! O, sempre social justice ma decisamente più raffinata, Oscar Isaacs e la sua barba per Ex Machina.

Miglior regia
Adam McKay – La grande scommessa
George Miller – Mad Max: Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu – Revenant
Lenny Abrahamson – Room
Tom McCarthy – Il caso Spotlight

Qui è la fiera dell’oscar snubs, come sempre: Todd Haynes è il grande sconfitto, ma vogliamo citare Quentin Tarantino, Ridley Scott (in una categoria in cui The Martian meritava veramente, altro che Matt Damon), Dennis Villeneuve, Danny Boyle? E questi sono i primi che mi vengono in mente pensandoci tipo 60 secondi. Certo, la presenza di George Miller è la fine di un incubo in cui questi idioti avrebbero potuto snobbarlo, salvo che poi questi folli proveranno a bissare con Inarritu.

Miglior film

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Qui forse non lo avete notato ma c’è un traguardo storico: dal 2007 non mancava una nomination ai Weinstein in questa categoria. Il che è quasi impensabile, eppure. Tra l’altro in un momento in cui avrebbe fatto comodissimo, dato che pare che i creditori non siano proprio tranquilli.
Dato che le regole che stabiliscono il numero di nominati oltre i cinque fino ai dieci sono così complesse che non le ha davvero capite ancora nessuno, l’Academy poteva risparmiarci l’hashtag #OscarSoWhite arrivando a dieci e includendo Straight Outta Compton, giusto per il quieto vivere, oppure Creed. Certo che Carol un posto se lo strameritava, soprattutto se poi ai ripescaggi mi esce quel ponte delle spie che no, ma che noia! Complimenti a Room e Brooklyn che riescono a non farsi schiacciare a differenza di film con mezzi ben più massicci. Certo, quanto mi sarebbe piaciuto un Ex Machina, ma se ci fosse stato posto per un terzo film di fantascienza (che annata pazzesca per noi appassionati, con The Martian e Mad Max) era più probabile che spuntasse Star Wars, quindi a posto così.  MAD MAX FOR THE WIN.

(credit: coming soon per la lista, Variety per la migliore analisi uscita a riguardo)