Tag

, , , , , , , , , , , , , , , ,

ppz2Son qui a parlarvi di una delusione, ma non di quella che avevo preventivato entrando in sala, il che è una curiosa vittoria per Burr Steer, regista di PPZ Pride + Prejudice + Zombies e in larga parte fautore di tutte le cose buone che si vedano all’interno del film. La sorpresa è questa: c’è effettivamente qualcosa di buono da salvare in questa operazione che ha rischiato di avere come unico appeal il suo titolo e la connessione con il best seller di Seth Grahame-Smith, di cui è l’adattamento filmico ufficiale.
Se consideriamo quanto lo stesso libro si muova su questo assunto e su quest’esca commerciale (un giovane losangelino ricorda con stizza di quando quattordicenne lesse annoiatissimo uno dei romanzi inglesi più amati di sempre, ne prende di peso più del 70% senza alterazione alcuna e fa innesti di zombie nel testo, nel titolo e in copertina), stavolta l’apocalisse zombie ha avuto effetti ben più positivi del previsto.

Non ho letto PPZ ma ricordo il vivace scambio di opinioni tra quanti ne uscirono esaltati dalla virata zombie che rendeva uno dei libri più indigesti di sempre per parte del pubblico maschile improvvisamente interessante e quanti urlarono allo scempio o sottolinearono quanto l’operazione era stata portata avanti in una dimensione letteraria rozza e poco rifinita. Ricordo però una serie di dettagli riguardanti la trama che non ho ritrovato nel film di Burr Steer, confermando la mia impressione che il regista sia intervenuto fortemente a livello di adattamento, portando su grande schermo un terzo prodotto, che non è Orgoglio  e Pregiudizio ma nemmeno PPZ, finendo per essere un ibrido di entrambi.
Contando che Steer è entrato in seconda battuta nel progetto, ha stracciato la sceneggiatura precedente, ha spostato le location in Inghilterra mentre sistemava lo script, ha trovato i fondi per creare un progetto di livello superiore e ha volutamente arruolato un gran numero di giovani leve inglesi nel cast, se sin dai primi minuti è chiaro che la minaccia di boiata pazzesca è stata disinnescata, il merito è suo.

Pride and Prejudice and Zombies

Purtroppo a lui bisogna ricondurre anche il limite maggiore del film, che con le sue location e i suoi costumi di livello, con il suo trattamento rispettoso dell’epica austeniana e della svolta girl power del cinema dell’ultima annata, illude di poter fare molto, molto di più. Il potenziale in realtà c’è tutto: Lily James, Sam Riley e gli altri hanno le facce e i fisici giusti per sospirare innamorati e poi combattere contro gli zombie, Lena Headey e Charles Dance si prestano con dovizia di dettagli steampunk (uno dei motivi estetici più marcati di questo adattamento) ai loro ruoli di attori senior del film, Matt Smith diverte e si diverte un mondo. Il problema è che se il film esce dal pantano dell’operazione commerciale grazie all’ambizione di fare di meglio, manca di quella necessaria a sfruttare le notevoli risorse umane che si è riuscito ad assicurare per migliorarsi ulteriormente e diventare qualcosa di più di un classico riempitivo del palinsesto domenicale e pomeridiano di Italia1, per quanto posso risultare talvolta gradevole il prodotto finale.

In particolare la gestione di capra e cavoli, film romantico e apocalisse zombie, è condotta con rispetto e attenzione, ma non con la professionalità necessaria a dare tridimensionalità a personaggi e contesti. Insomma, l’apparizione continua di zombie in luoghi teoricamente sorvegliati si fa via via più pretestuosa e gli immortali personaggi austeniani non sembrano giunti a una nuova interpretazione, bensì a un utilizzo come figure di cartone sottratte ad adattamenti precedenti e condite con qualche aggiunta dal sapore videoludico, appoggiandosi completamente alla tradizione, senza curarsi di darne ulteriore incarnazione.

ppz

Lo vado a vedere? Non è di certo un film imperdibile né per gli amanti della commedia romantica in costume né per quelli degli horror con gli zombie (di spaventi ce ne sono pochini e ve lo dice una spettatrice paurosissima), ma consolatevi: se verrete trascinati da amici o dalla dolce metà (stavolta da intendersi ambo sessi), non dovreste piangere lacrime di sangue.
Ci shippo qualcuno? Mhhh, no.

Annunci