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caccia1Non capita spesso di parlare di un film uno e trino, contemporaneamente prequel, sequel e spin-off del lungometraggio che lo ha preceduto. D’altronde quella de Il cacciatore e la regina di ghiaccio rischia di essere una storia molto spesso più interessante fuori che dentro il set. Se il primo film si era rivelato, grazie a un’uscita accuratamente calcolata, un successo insperato, la storia di come il sequel del lungometraggio dedicato a Biancaneve torni al cinema senza Biancaneve era decisamente più intrigante e pepata, per la gioia degli amanti del gossip.
Certo che quando puoi mettere in campo una jadoriana Charlize Theron che si fronteggia con Chris Hemsworth in un ruolo perfettamente congeniale al suo temperamento e ti puoi persino permettere di aggiungere a contorno (no dico, a contorno) due talenti e due bellezze del calibro di Emily Blunt e Jessica Chastain il vero mistero è come tu riesca a tirarne fuori un film comunque così poco rilevante.

La perfida regina Ravenna (Charlize Theron) è stata sconfitta, ma il suo specchio magico continua ad avvelenare le menti di Biancaneve e dei suoi sudditi, alla ricerca di un nuovo proprietario che possa sfruttarne il nero potere. Solo il Cacciatore (Chris Hemsworth) potrebbe riuscire a portarlo al Santuario, l’unico luogo sicuro dove custodirlo. Seppur refrattario, l’uomo si lascia convincere da due dei nani di Biancaneve e dal suo principe ad accettare la missione, per evitare che la sorella di Ravenna, la signora del nord Freya (Emily Blunt), entri in possesso dell’oggetto magico. La regina di ghiaccio però ha deciso d’impossessarsi dello specchio magico ed è pronta a inviare contro il cacciatore una sua vecchia conoscenza…

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Certo, l’aggiunta di due talenti come Emily Blunt e Jessica Chastain nel solito deliquio costumistico non fa rimpiangere la presenza di Kristen Stewart, ma siamo davvero sicuri che la produzione abbia preso la giusta decisione scegliendo di promuovere il realizzatore degli effetti speciali della scorsa puntata Cedric Nicolas-Troyan e di cacciare la protagonista?
Infatti anche questo secondo capitolo della saga brilla di più per la sua incredibile componente estetica, pronta a raggiungere vere vette gotico barocche degne di un Gira la Moda fantastico-regale, che per la regia piuttosto anonima che accompagna il grandeur di costumi e set. Quindi complimenti doverosi al reparto che ha assistito l’incredibile galleria di mise ideate da Colleen Atwood, anche se bisogna rilevare che in quella che è quasi una sfilata per numero e complessita di outfit, a volte è l’interprete a salvare un costume dall’apparire esagerato o posticcio. Se infatti Charlize Theron continua ad apparire terribile e bellissima, dominando mise sempre più elaborate e roccocò, Emily Blunt non ha la stessa presenza scenica, e spesso sembra più intrappolata che padrona dei suoi vestiti da evil Frozen.

Sotto lo scintillio dorato e i riflessi di cristallo dell’elegante confezione, si alternano luci e ombre di sceneggiatura. Bisogna però riconoscere a Evan Spiliotopoulos e Craig Mazin il compito non semplicissimo di costruire un film con un buco di 8 anni in mezzo, ovviamente risolti in una decina di minuti iniziali di pressante voice over. Il tentativo di introdurre con nonchalance una lunga serie di elementi inediti come se fossero sempre stati parte dell’equazione non sempre funziona (toh, Ravenna ha una sorella! Oh, la soluzione a ogni male è il Santuario!), però qualcosa di buon c’è.

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Innanzitutto si è mantenuta l’impostazione di un mondo in cui ad ogni livello e in ogni fazione (regine, guerriere e nane) ad essere protagoniste sono le donne, con buona pace di CacciaThor. Inoltre, per assurdo, proprio la mancanza di un legame forte con una fiaba tradizionale permette al film di sbizzarrirsi molto di più a livello di trama, come accade per esempio del bel spezzone che crea una proprio versione dei golem.

Tuttavia non si può tacere il fatto che, tutto sommato, il film rimanga per larga parte prevedibile nei suoi punti di svolta, soprattutto quelli riguardanti Ravenna e Sara. Insomma, un film incapace di servire ai suoi attori strepitosi spunti narrativi di qualità che possano fare davvero la differenza, preferendo esaltare la bellezza dei loro corpi. In particolare è davvero curioso che si scomodi un cachet da Jessica Chastain per un ruolo che avrebbe potuto tranquillamente ricoprire un’attrice meno famosa e meno dotata, considerando che il film aveva già le sue stelle capaci di assicurare una proficua rassegna stampa.

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Lo vado a vedere? Per certi versi più ingarbugliato del precedente, per altri più fresco (e forse un filo migliore) Il Cacciatore e la Regina di ghiaccio rimane comunque una visione del tutto accessoria, un film costruito prevalentemente sulla vanità di un’estetica puntigliosa più che sulla solidità di una storia interessante da raccontare.
Settimanalmente però al cinema succede di peggio.
Ci shippo qualcuno? No, ma occhio all’inserimento del personaggio nero per pararsi dall’accusa di essere un film total white, salvo poi “regalare” all’interprete di colore il ruolo più insulso, avulso e stereotipato di tutti.
Fottuto Cervo Metaforico – Da quanto tempo! Finalmente è tornato e, udite udite, in veste di calvalcatura dei nostri eroi. Quindi, nel caso diventassi una regina delle fiabe, sapete già quale sarebbe il mio destriero.

 

 

 

 

 

 

Huntsman Winter’s War