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acceptance copiaL’impressione è quella di arrivare un po’ fuori tempo massimo, ma per una lettrice incostante come me che fatica ad arrivare alla fine dei cicli anche e soprattutto quando le piacciono, la lettura dell’ultimo capitolo della Southern Reach Trilogy non può che essere festeggiata con un post contenente qualche riflessione e un sospiro di sollievo. Ho fatto comunque prima di Alex Garland, ancora in fase di casting per l’adattamento cinematografico del primo volume.
È arrivato quindi il momento di fare un po’ di considerazioni sul terzo volume, la conclusione di una trilogia sovrannaturale e perennemente ambigua, che si trova ad affrontare la sua prova del nove più rilevante proprio nel tentare di mettere la parola fine all’infinita serie di domande e misteri che la sua ambientazione new weird ha generato. Si sa, in questi casi più che l’atmosfera affascinante è proprio la sua risoluzione ad incarnare il punto critico per scrittore e lettore.

Le recensioni dei due volumi precedenti della Southern Reach Trilogy: Annientamento e Autorità.

[La recensione a seguire contiene alcuni elementi SPOILER dai due primi volumi]

Acceptance è il libro che forse ha diviso di più i pareri dei lettori, polarizzati in maniera molto più netta sul primo (il migliore della saga) e il secondo (a detta di molti troppo lungo e tradizionale). Accettazione è un volume che condivide con entrambi i predecessori alcuni nuclei stilistici e tematici, tanto da essere assimilabile ad entrambi, ma è ancora un romanzo che presenta una coesione e un estensione sconosciuta ai capitoli precedenti, differente anche per la molteplicità di punti di vista che ospita.

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Strutturalmente sembra rifarsi di più all’urgenza di dare risposte e mettere ordine a cui aveva già parzialmente assolto Authority. In questo senso il libro riesce in maniera più che egregia a far chiarezza nei punti più oscuri del lungo arco temporale che va dalla nascita dell’Area X allo strano rapporto tra Ghost e Control. Si tratta ben più di un riordino, infatti uno dei pregi di Accettazione è narrare in maniera piuttosto esplicita e dettagliata la genesi dell’Area X e molto del dietro le quinte della Southern Reach, prima e dopo l’arrivo di Control. Jeff VanderMeer però riesce a mantenere un piano di ignoto e inconoscibile che non riduca tutte le manifestazioni sovrannaturali della zona a un mero spiegone razionale, attaccandosi con ancora più tenacia a una prospettiva umana, perciò labile e facilmente oggetto di manipolazioni percettive di un essere alieno e inconcepibile come quello che alberga all’interno dell’Area X.

There’s nothing to this world,’ he said, ‘but what our senses tell us about it, and all I can do is the best I can on that information.

Il rapporto più forte però è quello narrativo, che rende Accettazione una sorta di capitolo due di Annientamento, con cui condivide l’esplorazione dell’Area X e quella della psiche di quanti vi si stanno addentrando.
accettazioneStavolta però i punti di vista sono molteplici e ripartiti nel tempo. Oltre ad alcuni brevi momenti dedicati a tre voci che completano la prospettiva sugli avvenimenti di
Annientamento, seguiamo l’esplorazione di Control e Ghost, l’uno insidiato sempre più dal lucore alieno che lo sta colonizzando, l’altra in cerca di risposte su di sé e istintivamente già in grado di percepire le verità e i meccanismi dietro ai fenomeni terribili e meravigliosi che la circondano. Ad intervallare questi punti di vista c’è quello dedicato al guardiano del faro, ambientato sulla collina e sul tratto di mare dell’Area X proprio nel momento e nel luogo in cui alcune azioni ne hanno determinato la formazione.
Anche qui non ci sono risposte certe, ma una teoria razionale che spiegherebbe quanto succede nella zona (e la più recente espansione) senza toglierle quell’aura di mistero di cui si nutre l’intera saga. Poi, diciamolo: dà sempre molta soddisfazione quando la spiegazione di tutto è riassumibile nel più classico scienziati che fanno casini micidiali.

le tre copertine dell'edizione Einaudi

le tre copertine dell’edizione Einaudi

A scontentare di più i lettori è stata la preponderanza che ha anche in questo secondo capitolo il personaggio di Control, che “ruberebbe spazio” a personaggi come Ghost e un ritorno che si rivelerà importante soprattutto nelle fasi conclusive della storia.
Mi sento di rispondere che la presenza di un personaggio canonico e maschile come Control e soprattutto la sua incapacità di resistere o adattarsi all’Area X sono la risposta stessa a questa lamentela. Insomma, nel mondo nuovo e imprevedibile che l’entità generatrice sta plasmando sembra non esserci possibilità di salvezza o redenzione per la tipologia umana dominante prima del cambiamento. Inoltre credo che Ghost e Grace siano personaggi che mantengono un’enorme fascinazione proprio perché i loro meccanismi cognitivi rimangono perlopiù ignoti: sono loro stesse Aree X e, tutto sommato, preferisco sia andata così.

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Lo leggo? Per chi ha affrontato i primi due libri della saga sarebbe un vero peccato mollare proprio ora che arriva questa planata sull’intero arco narrativo, che getta luce e fascinazione su quanto successo sin dall’inizio. A livello qualitativo sono d’accordo sul fatto che il primo volume rimane indubbiamente il migliore della serie, ma portarsi a casa tutte queste risposte (o teorie) senza intaccare tutto il fascino dell’Area X era molto più di quanto mi aspettassi. Perciò sì, la trilogia rimane una lettura davvero consigliata, specie se rimarrete ammaliati dal primo capitolo.
Ci shippo qualcuno? Direi che vale quanto detto per i libri precedenti, con l’aggiunta di questa curiosa a ambigua ispezione che Ghost subisce da un personaggio che si presenta sotto nuove vesti.

Jeff VanderMeer

Jeff VanderMeer