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ilpianodimaggie_locandinaSe all’appuntamento con i cinemozioni5 manco raramente perché il mio obiettivo nemmeno troppo nascosto è diventare esperta e nume tutelare del genere, bisogna ammettere che ultimamente mi è toccato più che altro levar mannaie sulle pochissime pellicole di genere che si sono viste dalle nostre parti, constatare la crisi delle romcom e, come una vera infame, evitare di vederne altre per non doverle stroncare piangendo disperatamente.
Ancora una volta a salvarmi sopraggiunge Sua Signoria della commedia indie statunitense Greta Gerwig, stavolta non in accoppiata con il fidanzato e regista Noah Baumbach (anche se mi aspetto che abbiate fatto i compiti e prontamente recuperato Mistress America e quel gioiello di Frances Ha).
Stavolta non siamo nemmeno di fronte a un cinemozioni5 venduto sotto false spoglie per colmare un bisogno di commedia romantica che il pubblico nega ostinatamente di avere: Il Piano di Maggie, a partire dal titolo in fucsia sgargiante, dichiara fiero e sincero il suo romanticismo e ne percorre ogni sacrosanto stilema, a partire dall’ambientazione newyokese.
[nota preliminare: ho aggiornato il Glossario e ora ci trovare una descrizione dettagliata del cinemozioni5 in quanto genere.]

Maggie’s Plan anzi si propone un piano apparentemente suicida (almeno a giudicare dagli ultimi risultati al botteghino) e decisamente démodé: spacciare per un cinemozioni5 senza pensieri quella che in realtà è una commedia con una qualità narrativa e registica molto più calata nel reale di quanto il genere esigerebbe.
Di più, questo lungometraggio, tratto dal romanzo d’esordio della giornalista statunitense Karen Rinaldi (edito in Italia da Rizzoli con il titolo A cosa servono gli uomini) con la presenza di una regista, Rebecca Miller, e di un volto squisitamente indie come quello della Gerwig, sembra non voler scontentare il pubblico di inguaribili romantiche realisticofobe andando a caccia di un’altra nicchia con pretese e aspettative altrettanto favolistiche: gli hipster cinefili.

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Così a farla a padrone è l’ambiente accademico di New York e una fascia di personaggi così culturalmente ineccepibili da poter giustificare razionalmente abiti vintage in tartan e mocassini che probabilmente si vergognavano ad indossare anche i proprietari negli anni ’50. Quel tipo di persona che la domenica va per mercatini e trova del tutto logica la start-up di sottaceti biologici antica maniera di Guy, un Travis Fimmel homo romanticus e tenerone del cuore che tenta di farsi perdonare quel Aragorn tarocco interpretato in Warcraft.

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Proprio a Guy si rivolgerà Maggie (Greta Gerwig), la classica professoressa stramba che forse solo in un contesto filmico può risultare adorabile e che è ulteriormente potenziata dalle fattezze e dal curriculum dell’attrice, volto simbolo di un’intera generazione di raffinate post laureate perennemente intrappolate nell’awkward.
Incapace di trovare l’amore della vita ma risoluta ad avere un figlio (e senza un minuto per chiedersi se questa voglia di maternità abbia un filo di horror vacui utilitaristico sullo sfondo, che siamo sempre in un cinemozioni5), Greta decide per l’inseminazione artificiale e per Guy come donatore.
Proprio in quel momento però entra nella sua vita John (Ethan Hawke), brillantemente impacciato docente e collega di lavoro, che presto metterà da parte il suo matrimonio traballante con l’arrivista e ineccepibile Georgette (Julianne Moore con un ottimo falso accento nordico) per stare con Maggie.

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L’happy ending dura però solo un paio di anni, un sogno da cui Maggie si sveglierà madre infelice e segretaria di John, finalmente libero di essere il narcisista della coppia. Il folle piano del titolo è quello di farlo rimettere insieme alla prima moglie, con la complicità di Georgette stessa. Segue prevedibile ma gustosa commedia dei malintesi, con commento critico e altrettanto hipster di una coppia di amici sposarti della protagonista.

Sull’eterno tema di innamorarsi oggi a New York si è costruito un monumento di pellicole, dai classici in bianco e nero a questi ultimi sviluppi contemporanei (tipo Single Ma non Troppo). Perché la Grande Mela sia la capitale degli equivoci d’amore in barba a Parigi o Venezia non è così semplice da spiegare, rimane comunque il fatto che quando bisogna riflettere e ridere di come viene vissuto l’amore oggi, i suoi grattacieli, o in questo caso, i suoi mercatini vintage rimangono lo sfondo perfetto.
Rebecca Miller non perde occasione di irridere bonariamente i suoi protagonisti e le loro nevrosi amorose da laureati con master dalle discipline impronunciabili, eppure non arriva mai a forzarne le ipocrisie sino a mandarli in crisi e va bene così: niente pugnalate al cuore delle romantiche e niente crisi d’identità per gli hipster in sala.

La risposta alla domanda del sottotitolo sembra essere “un mero accessorio alle fantasie femminili”, data la sostanziale inutilità di Guy e John. Tant’è che quando Maggie e Georgette fanno squadra, si comincia a perdere il bisogno delle loro controparti amorose.

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Lo vado a vedere? Non cambia la vita ma nemmeno la rovina, il che per il genere romcom è già una grande vittoria, di questi tempi. Anzi, complice la voglia di leggerezza che porta con sé la stagione estiva, è un’uscita di inaspettato pregio. Irrinunciabile per quanti come me adorano essere mandati in crisi esistenziale post avere vent’anni dal sorriso triste di Greta Gerwig.
Ci shippo qualcuno? No ma come vi dicevo più sosta, Travis Fimmel uomo coccolone rudemente romantico.

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Coefficiente Cinemozioni5: 16 punti

+1 attori totemici – Greta Gerwig
+1 la commedia degli equivoci
+1 attori poi diventati famosi – Travis Fimmel facciamo che vale?
+1 i cattivi buoni consigli degli amici
+2 l’amico che fa il tutor – qui sono una coppia!
0 la moglie che vuole rivitalizzare la vita sessuale della coppia
0 Sexy family ruiner
+1 mestieri – docenti universitari di materie farlocche che suonano bene
+2 qualcuno sta scrivendo un romanzo
+1 Innamorarsi a New York
+1 Vestitini vintage
+1 Pattinare sul ghiaccio
+1 La rivale in amore è più figa e più intelligente, ma lui viene da te
+1 Lui le porta un mazzolino di fiori
+1 Leggere un libro con una tazza accanto su una finestra con scorcio incantevole sulla città / natura
+1 Aspettative d’arredamento interni irrealistiche

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