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Venezia 73: tutti i film in concorso e gli eventi più attesi fuori concorso del 6,7,8 settembre 2016.

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Son tutte presentazioni complete di locandine, trailer e pregiudizi, ma nessuna recensione, perché non sono al Lido ma in vacanza. La me stessa del passato però non è riuscita proprio ad esimersi dallo specialone, che ha scritto per tempo. Buona lettura!

6 SETTEMBRE

unevieUne Vie di Stéphane Brizé
La Francia è la patria dell’amore e, dopo Frantz, ci assicura che se corre per il leone d’oro, lo fa via struggimento amoroso e massiccia dose di Guy de Maupassant, altro che piume di ‘sto piffero.
Ispirato liberamente dall’omonimo libro del romanzie francese, Una Vita racconta la storia di Jeanne Le Perthuis des Vauds (Judith Chemla) intrappolata nel classico matrimonio infelice con l’avaro e il fedifrago Julien Delamare (Jean-Pierre Darroussin). Non che lei abbia granché colpa, essendosi sposata col visconte dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza all’oscuro di tutto, rinchiusa in convento. Siamo nella Normandia del 1819, un secolo prima di Ozon insomma, ed ecco la classica donna insoddisfatta, desiderosa di sperimentare il mondo ma forse non abbastanza forte da fare esperienza della sua brutalità. Un bel trailer avrebbe aiutato a capire che tipo di adattamento sarà. 

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The Bad Batch di Ana Lily Amirpour
Guarda un po’ chi si rivede, l’esordiente cineasta iranian-statunitense di A Girl Walks Home Alone At Night! E brava Venezia 73, soprattutto considerando la percentuale indegna di film di registi donne che anche quest’anno hanno presentato senza un’oncia di vergogna.

The Bad Batch - Suki Waterhouse
The Bad Batch ripeterà i toni hipsteria portami via del suo predecessore? Sicuramente è abbastanza altezzoso da non aver tirato fuori uno straccio di locandina o trailer nonostante nel cast figuri gente come Jason Momoa, Keanu Reeves e Jim Carrey, per dire quanto io sia già irritata.
Cosa gli vuoi dire però a una che come secondo film caccia lì la dura vita di una comunità di cannibali texani in un mondo post apocalittico intepretati da questa sfilza di nomi (C’è anche la mega star sudamericana Diego Luna) e probabilmente girata come quel gioiello grezzo della vampira iraniana? Sostanzialmente nulla a parte noi aspettiamo ma tu caccia ‘sto trailer Ana Lily!

The Bad Batch

tommasoTommaso di Kim Rossi Stuart
Sarebbe teoricamente il mega evento fuori concorso della giornata ma dopo settimane di martellante pubblicità radiofonica (per un film?) che lo addita come nuovo capolavoro e il laconicamente lapidario titolo io son qui a sperare che non sia la solita storia di un bimbo scassaballe. Vediamo un po’.
Ci sono andata vicinissima: trattasi di adulto scassaballe che a causa di un misterioso trauma d’infanzia (quando era un bimbo scassaballe) sembra incapace di vivere una relazione amorosa senza stancarsene e addossare la colpa all’altra, dolce metà. Ad inizio film Tommaso riesce a farsi lasciare dalla storica compagna, ma più esplora la libertà sentimentale e lavorativa appena ottenuta, più ricade vittima delle sue nevrosi e di questo benedetto trauma. Le tre donne che lo sopportano sono interpretate rispettivamente da Cristiana Capotondi, Camilla Diana e Jasmine Trinca, che insomma, direi discreto lusso.
La visione del promo e della locandina mi lasciano due sensazioni precise: la prima è che Rossi Stuart tenti di stemperare la sua immagine dolce/drammatica con un ruolo morettiano, la seconda che è il classico film membrocentrico su un maschio 40 something bianco caucasico incompreso dal mondo, declinato all’Italiana. Posto che la cosa del trauma potrebbe mandare tutto in vacca nella misura in cui non sarà colpa sua l’essere una persona orribile ma di x (qui sentiamo una potente vibrazione Jep Gambardella) l’impressione è che il film non sia proprio proprio dalla sua parte. Almeno non è puro ribrezzo, ed è già una gran cosa.
[TRAILER]
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7 SETTEMBRE

Boom! Oggi ci concentriamo solo sui film in concorso perché è una vera giornata da super cineasti.

voyage3Voyage of Time di Terrence Malick
Se ripenso a Olga Kurylenko che fa le giravolte nel grano in To The Wonder mi sento mancare, ancora oppressa nel petto dal peso del mostro egotico che Malick ha dimostrato di poter essere.
Quindi capirete che non stia facendo esattamente i salti di gioia per quello che pare The Tree of Life parte 2 (al netto della famiglia), o la versione di Cosmos enormemente più pretenziosa, ovvero il nuovo film di Terrence Malick, Voyage of Time.
Impossibile però negare che sia uno dei grandi eventi della mostra, basta dire che noi ingaggiamo come doppiatori documentaristici al cinema chessò, Fiorello e Zingaretti, Malick tira su il telefono e chiama Cate Blanchett e Brad Pitt per raccontarci la nascita della vita, dell’universo e tutto quanto.
Presentato in IMAX e con due distinti minutaggi, al netto della poesia delle immagini pare uno di quei filmati per farti vedere le potenzialità dei televisori di ultima generazione (sono cattivissima, ma guardate il trailer e datemi torto). C’è da dire che 90′ sono comunque pochi, per cui…
[TRAILER]

Jackie di Pablo Larraín
Io vi lascio tutti i Malick di ‘sto mondo per un solo Pablo Larraín, specia dopo aver constatato con mano il suo lavoro mostruoso su Neruda, uno dei più bei film del 2016 a mani basse (che se fosse stato in competizione a Cannes, non ci sarebbe stata gara).
Il fatto di partecipare a pochi mesi di distanza anche a Venezia con un nuovo film (e in gara per il Leone!) mi porta a perdonargli anche questa cronica mancanza di trailer e locandine per il suo secondo biopic dell’anno.

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Stavolta però, complice la presenza di una Natalie Portman pronta ad asfaltare la concorrenza dopo la pausa post Oscar e la gravidanza, le ambizioni sono chiaramente internazionali, vedi l’amata Greta Gerwig, Peter Sarsgaard e un mostro sacro come John Hurt nel suo primo film in lingua inglese. Pare uno di quei dazi da pagare per entrare ad Hollywood, ma un’imposizione che non vedo l’ora di sorbirmi. jackie2

 8 SETTEMBRE

gantzoGantz:O di Yasushi Kawamura
Se parto dal film fuori concorso della giornata, immaginatevi che pinnacoli di cinema sono in corsa per il Leone d’Oro oggi. Improvvisamente è di nuovo il 2001 quando, se non ricordo male proprio a Venezia, venne presentato Final Fantasy, il film in CGI che sembrò ai fan dovesse cambiare tutto e portare fiottate di roba giapponese al cubo nei nostri cinema.
Non fu così, ma questo non ha fermato i giapponesi dal riprovarci più e più volte, con risultati abbastanza dimenticabili. Stavolta ci provano con Gantz:O, film completamente in CGI che arriva dopo una serie animata e due live action, giusto per non farci mancare nulla. Certo dal 2001 la CGI ha percorso vie inimmaginabili eh, ma sono già un pochino più eccitata per Ghost in the Shell con la Johansson che per questo film di cui non sentivo il bisogno. Venezia però è stata lungimirante a inserirlo in un anno così povero per lei di animazione e film provenienti dall’Asia.
[TRAILER]

questigiorniQuesti giorni di Giuseppe Piccioni
Non vi sono bastate le gravidanze indesiderate dei poveri ma belli di Piuma? Non preoccupatevi, quest’anno il cinema italiano a Venezia goes 16 anni e incinta e propone la seconda adolescente gravida in Questi Giorni di Roberto Piccioni. E siccome siamo proprio la nazione della fantasia al potere in fatto di cinema, anche qui la ragazza, assieme a 4 amiche, se ne va a festeggiare viaggiando la sua prossima gravidanza (what?) ma niente Spagna, si va a Belgrado a conoscere una ragazza misteriosa (eh?) e un’offerta di lavoro improbabile (cosa?).
E pensate che non vi ho ancora calato il carico da novanta, ovvero Margherita Buy che fa Margherita Buy in versione madre permissiva ma un po’ ansiosa sui destini della figlia. Stampa straniera, perdonaci.
[TRAILER]
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Paradise di Andreï Konchalovsky
Qui tiro a indovinare perché all’unico film russo in competizione in un’annata in cui Mosca è stata davvero snobbata da Venezia gli faceva davvero schifo mollare un’immagine o una locandina o un trailer che fosse uno.
Prendiamo Frantz di Ozon e teniamoci il bianco e nero, ma spostiamoci nella Seconda, di guerra mondiale e seguiamo tre destini che s’incrociano durante la repubblica di Vichy (credo, 5 righe di sinossi ragazzi, 5!). Un’aristocratica russa si unisce alla ribellione, un uomo francese fa il collaborazionista e non manca uno alto papavero delle SS, che i nazisti non devono mancare mai. Questo è quanto, ma essendo il regista de Lo Schiaccianoci 3D non mi aspetterei un’infilata di autorialità ecco.

planetariumPlanetarium di Rebecca Zlotowski
Meno male che nel nuovo film della regista di Grand Central c’è anche Natalie Portman al suo secondo giorno lagunare (stavolta però fuori concorso), perché sennò Planetarium me lo sarei probabilmente persa nel mio snobbismo (o limitato autolesionismo, ecco) che mi fa un po’ sorvolare fuori dalla corsa al Leone d’Oro. Con Emmanuel Salinger, Amira Casar, Pierre Salvadori  e Louis Garrel come contorno e con Lily-Rose Depp come sorellina e coprotagonista, seguiamo la Portman in una Francia anni ’30 dall’estetica ricercatissima (aka sono già interessata). Le due sorelle sono spiritiste, parlano con i fantasmi e stanno per concludere una tournée europea quando incontrano un potente produttore cinematografico che vuole girare un film su di loro.
Mentre la maggiore s’invaghisce ma rischia di farsi soffiare l’uomo dalla minore, sullo sfondo la Francia sta silenziosamente cedendo al Nazismo. Dal trailer sembra davvero meraviglioso, anche se forse un filo pretenzioso (e parlato in francese). Sicuramente sono interessata!
[TRAILER]

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[Prima parte – dal 31 agosto al 2 settembre]
[Seconda parte – dal 3 settembre al 5 settembre]

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