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Da quant’è che non vi facevo una recensione cazzara, che sotto sotto è il tipo di post che preferite insieme alle stroncature senza appello e alle fangirlate senza ritorno? Ebbene, questa recensione sarà tutto questo, perché di mettersi a fare discorsoni sul cinema e la vita di fronte a un lungometraggio come American Assassin proprio non ne vale la pena.Da purtroppo grande esperta di film terribili con dentro il tormento e l’estasi della sottoscritta, il beneamato Taylor Kitsch, posso assicurarvi che non è nemmeno nella metà più negativa dei film in cui si è riuscito a ficcare. Il che non discolpa il film di Michael Cuesta, ma dà uno spaccato drammatico degli orrori a cui mi sono sottoposta volontariamente in questi anni per amore del nostro, che non vedevo su grande schermo da febbraio 2014!

Avvertenza: post dannatamente spoileroso, nel caso foste davvero interessati a sottoporvi alla visione.

C’è qualcosa di fervente e quasi religioso nella costanza con cui Hollywood – una mecca del cinema situata in un’America in cui essere una vittima casuale di una sparatoria non è una possibilità così remota – continua a tentare di convincerci che un uomo (bianco? caucasico? eterosessuale?) che ha subito un torto e imbraccia un fucile per vendicarsi sia l’eroe della vicenda.
C’è gente che ci ha costruito un solido avvenire, come per esempio Vince Flynn, lo scrittore di una prolifica e vendutissima saga di thrilleroni action da aeroporto (o almeno così direi a giudicare da sinossi e copertina, liberi di smentirmi nel caso abbiate toccato con mano e letto con occhio). A un certo punto il successo è stato tale che ha potuto delegare a un galoppino la scrittura delle nuove avventure del suo Mitch Rapp e darsi ad altro (spero per lui la bella vita). 

Un uomo che diventa una macchina per uccidere al servizio della CIA e che senza nemmeno troppo questionare si sottopone a un massacrante addestramento militare che i Navy SEAL’s sono fichette, insomma. Se tanto mi dà tanto, Taylor ha l’età, il fisico e il passato da interprete di para/militari/SWAT/SEALs atto a interpretare ad occhi chiusi un ruolo del genere, che è anche abbastanza patriotticamente vanesio per rientrare nello schema dei suoi ruoli peterbergiani. #Einvece per motivi facilmente immaginabili ma difficilmente condivisibili razionalmente, la produzione chiama Dylan O’Brien a interpretare il giovane e immaturo Mitch. Quello che fa l’unico sfigato senza poteri in Teen Wolf, sì. Quello che si è quasi ammazzato sul set del secondo Maze Runner e che è il prototipo dell’adolescente smilzo, sì, proprio lui.
Ma ovviamente l’avranno pompato per tutti i suoi 178 cm di altezza, certo che sì. Il tutto mentre lui si riprendeva dall’incidente con mezza faccia fratturata e non poteva essere “preso” (né tantomeno colpito) in determinati modi che le ossa non si erano ancora sistemate del tutto e in ogni caso, chi è che dopo un incidente quasi mortale, va a farsi ammazzare di botte, vere o finte che siano? Dylan O’Brien, a quanto pare.

Questo è il momento in cui vi ragguaglio sulla resistenza fisica di Tay con dettagli che voi non stalker probabilmente ignorate. Avendo giocato a hockey dall’età di 3 anni ed essendo diventato prestissimo un professionista, Tay non ha quasi più denti suoi, avendoli persi in svariati “contatti” durante le partite. La sua carriera come modello e attore inizia proprio quando un infortunio pone bruscamente fine al suo futuro di giocatore di hockey professionista (sì, è così tanto canadese). Se aveste un folder di sue foto abbastanza ampio potreste notare che ha parecchie cicatrici, anche sul volto, per il medesimo motivo. Si è appena fatto il culo in un boot camp per prepararsi a interpretare un eroico pompiere con i baffoni (una preview delle prossime puntate di “in sacrificio per Tay”). Ma no ragazzi, Dylan O’Brien è Mitch Rapp, l’uomo infallibile al soldo della CIA che cerca vendetta nei confronti di terroristi islamici (per la serie berlusconiana de i nostri amici arabi) e che prevedibilmente saprà tener testa a un ex uomo della CIA diventato un fantasma. Ghost, appunto. Taylor.
Ma andiamo con ordine. Mitch è un caro ragazzo un po’ fissato con i video sul cellulare che si è appena dichiarato alla sua tipa americana bionda generica che sta bene in bikini #1 (la #2 ha più tette e i capelli neri) e lei ha detto sì. Sfiga vuole che proprio in quel momento una versione no brand dell’ISIS approdi alla stessa spiaggia e cominci a sparare sui bagnanti. Ora, siccome Michael Cuesta vuole fare un film che c’ha le palle, la scena è piuttosto esplicita e realistica a riguardo. E per realistica intendo che è anche un filo ossessiva a mostrarci il cadavere senza vita di lei, che presto diventerà un semplice motivo di vendetta random.

Passa un anno, Mitch si è pompato, si è fatto crescere la barba, ha imparato alla perfezione l’arabo e ha masterato e platinato la conoscenza del Corano. Il tutto per andare in Siria e incontrare il presunto capo della cellula che ha fatto il casino sulla spiaggia, senza che nessuno lo fermi col dubbio che sia un foreign fighter, beninteso. Se non fosse che la CIA lo stalkerava da tempo e decide di coppare tutta la cellula con cui si era messo in contatto e reclutarlo (non prima che lui parta per la Siria o un posto arabo random che non rammento, no, quando lui è legato a una sedia nel covo dei terroristi).


Lui fa lo strafottente delusional e allora lo portano dei re degli strafottenti delusional, ovvero Michael Keaton versione repubblicano con il capanno nei boschi pieno d’armi. Seguono le angherie fisiche e le torture psicologiche di Keaton che un po’ lo ravana di botte, un po’ sminuisce il dramma interiore di Mitch, un po’ lo fa ripassare dagli armadi che compongono il resto del suo gruppo di combattimento, che ovviamente a confronto i Navy’s so fichette.
Fin qui siamo alla parte abbastanza credibile, preparatevi che mo’ decolliamo. 

notate una certa ricorrenza in queste foto dei personaggi del film?

Con un twist da versione povera di Skyfall, viene fuori che la priorità numero della cellula Orion non sono tanto i terroristi arabi che possono pure continuare ad ammazzarci, bensì un misterioso furto di uranio impoverito ad opera di un ex agente diventato malvagggio. L’uranio è una sostanza così rara, pericolosa e costosa che un tot di nazioni non sono ancora riuscite a procurarsene abbastanza per farsi l’atomica, ma in una settimana Ghost/Taylor Kitsch ne mette insieme DIECI KG. Tanto che gli iraniani, ammirati, vanno subito da lui a chiedergli se per favore gli fanno l’atomica che tanto desiderano – e quindi shift dal russo cattivo all’iraniano cattivo, ecco la Hollywood 2017. Quindi niente, mo’ siamo amicissimi con Putin e i russi sono quasi buoni. Fuck.

Con una certa difficoltà, dato che Taylor continua a non apparire e Michael Keaton non può pronunciare 7 parole di fila senza perdere la sua aura da macho, il film ci spiega che Ghost/Tay era la super stella della Orion prima dell’arrivo di Mitch è che tutti lo credevano morto e invece, surprise bitch, I bet you thought you saw the last of me. Qui io comincio già a innervosirmi perché Taylor appare solo in scene recap meramente funzionali alla trama altrui e non alla propria e in più – avendo già tutti i trailer in versione giffata – mi rendo conto che gli hanno pure tagliato la scena cool guys don’t look at explosion. E stava indossando pure un cappello come Mark Wahlberg! COME OSANO. Mandiamo avanti veloce una sequenza infinita di combattimenti gente che si spara addosso e altre robe da film action, ma con un mix abbastanza brutto perché da una parte Cuesta vuole fare quello figo che fa vedere le cose violente, ma dall’altra con il protagonista mezzo morto e alcun tipo di motivazione forte per farlo, poi taglia sul più bello.

Passiamo alle baracconate che illuminano il film come un albero di Natale. Per esempio la tipa che aiuta Keaton e O’Brien sul campo si scopre essere una spia degli iraniani (con il trucco più vecchio del mondo, ma d’altronde anche io se conoscessi Tay non potrei fare a meno di nominarlo)! Ma poi no aspetta, non possiamo mica davvero fare un film in cui gli iraniani stanno costruendo la bomba atomica…è una fazione ribelle e minoritaria degli iraniani! Quindi la tipa cattiva infiltrata da noi in realtà è buona e suo zio (quindi è pure ‘na raccomandata) è amico di Keaton! Poi però questo filone narrativo non sappiamo più come gestirlo quindi lo zio muore! La tipa, che era sostanzialmente inutile, muore! Muoiono anche tutti gli iraniani coinvolti nella costruzione di un’atomica -tenetevi forte- perché Ghost/Taylor li ha imbrogliati per avere la sua atomica personale!! Con uno sforzo equivalente un Taylor capace di imbrogliare due nazioni avrebbe potuto diventare, chessò, imperatore/capo di uno zaibatsu sud est asiatico. Ma cosa è che gli rode dentro tanto da fargli costruire una atomica? Lui la tipa non ce l’ha! La risposta è condensata in un capolavoro di pigrizia e mal gestione di una sceneggiatura cazzara: Ghost/Taylor rapisce Keaton e, mentre in uno scantinato in zona Fiumicino (sì, c’è anche un po’ d’Italia, quella di piazza Navona con le inesplicabili tovaglie a quadretti bianchi e rossi che ci sono solo nei film mmmerigani ambientati in Italia e nei locali trappola per turisti fessi) sta assemblando l’atomica (giuro!) e mentre è diviso da DIECI KG DI URANIO IMPOVERITO da una tendina a listerelle di plastica, trova anche il tempo di:

  • Incatenare Michael Keaton e strappargli un paio di unghie
  • Mollare lì un “vuoi vedere cosa mi hanno fatto, eh?” e senza che nessuno glielo abbia chiesto, in 3 secondi netti rimanere a petto nudo coperto di cicatrici*
  • Mollare lì una storia poco chiara di come lo abbiano tipo…rapito? Torturato? Non si capisce bene chi e il punto è che Keaton non è andato a salvarlo (tipo Silva di Skyfall, ma peggio).
  • Spiegarci che il motivo di tutto è il father issue che prova verso Keaton che lo ha abbandonato
  • Farci capire che è invidioso del “suo nuovo sé” Mitch (ma Tay, ma vai tranquillo!)
  • OVVIAMENTE come ogni villain spiegare il suo piano in modo che possa essere facilmente mandato all’aria dal protagonista

La richiesta fatta dal film a Taylor di fare tutto questo dopo essere apparso in tipo 2 scene senza fare nulla che non fosse funzionale agli altri personaggi è tale che Keaton pensa bene di strappargli un lobo per tentare di porre fine a questo scempio. Taylor coperto di sangue è comunque un gran fico.

Nota a margine: a questo punto Mitch e Ghost/Taylor se le sono già date e quindi lo spettatore ha già visto l’enorme fallacità del film: come è possibile che il primo abbia la meglio sul secondo? Tra i due ci sono solo 3 cm di differenza in altezza, ma le proporzioni di uno che per tutta la vita ha fatto l’atleta e di uno che è appena uscito dalla pubertà / dalla sala operatoria e l’hanno pompato a più non posso per tentare di farci credere che possa essere un serial killer infallibile è tale che anche nelle interviste non si parlava d’altro. Partecipiamo al dramma di Taylor, alle prese con uno dei villain più sciatti del 2017 e che pure deve stare attento a non ammazzare il protagonista con un pugno troppo forte.
Ma quale essere umano che non sia Henry Cavill o Matt Boomer potrebbe pensare di mandare un ab shot a Taylor?

Voi ora starete pensando che è per questo che esistono gli stunt e i trucchi cinematografici. Certamente, ma se tu non puoi manco mollare uno schiaffo al protagonista, la cosa si fa complicata. C’è questa scena di Tay che molla un ceffone alla tipa spia ma buona e a Mitch che è ridicola, dato che lui carica il ceffone col quel suo braccio cesellato da un Dio magnanimo, il volto dell’attore si muove come se fosse stato colpito MA il taglio non ci mostra l’arrivo della mano di Tay. Ma sentiamo ciaff! Volete vedere?
A un certo punto hanno chiesto conto a Taylor di questo orrore e lui ha spiegato serafico che dopo il primo schiaffo che ha mollato a O’Brien lui gli ha detto che era meglio se non lo colpiva lì perché faceva malissimo e quindi Taylor si è dovuto arrangiare. Il nostro eroe.

Ci avviciniamo al pirotecnico finale di cavolate in technicolor. La prima è la meravigliosa sequenza in cui il film non può più scappare da sé stesso e deve per forza far combattere Tay e Dylan. E quindi lo fa su un motoscafo.
Chissà quali meravigliose storie ci potrebbe raccontare Taylor, coinvolto in chissà quanti giorni di riprese su un motoscafo che corre verso il largo di Fiumicino (sì raga, siamo ancora a Fiumicino!) con lui e Dylan sballonzolati violentemente su e giù, a destra e a sinistra, perché appena stanno fermi per un secondo capiamo già che Dylan è spacciato.
Lo sta bloccando CON. UN. BRACCIO. Lo vogliamo vedere uno scenario più credibile?

Tay chie gira la scena e contemporaneamente babysittera il povero Dylan che rischia costantemente di ammazzarsi, sul serio questa volta.

Tay è un cerbiattone, è nato per babysitterare la gente. Gli dicono “dateci sotto col bromance in promozione” e lui da bravo ragazzone canadese (con un vincolo di contratto mortale) qual è si presta alla cosa.

Ma forse voi che non siete obnubilati dal tragico destino del nostro bellissimo eroe vi starete chiedendo: ma che ci sta a fare Ghost/Tay su un motoscafo con su un’atomica artigianale al largo di Fiumicino? EH.

Tenetevi forte: vuole farla esplodere. Al largo di Fiumicino. Per vendicarsi della marina militare americana e di Michael Keaton. Perché è stato reclutato quando era un cadetto ma in realtà era disturbato mentalmente e quindi o la vendeva agli iraniani per far saltare in aria gli ebrei o fa saltare in aria la marina americana.

Ricorda niente?


In pratica Taylor si sta vendicando con la Marina per il flop di Battleship, che insieme a John Carter gli ha distrutto la carriera. Se la vedete così, il tutto ha molto più senso, fidatevi.

So cosa state pensando, perché nonostante per colpa di Taylor abbia visto una vagonata di queste sozzate, un cervello ragionante talvolta lo conservo pure io. Vabbè, quante storie, tanto Dylan in qualche modo poco credibile ammazzerà Taylor e disinnescherà la bomba. Taylor come prevedibile muore. Ed è il momento migliore del film perché, come chi ha visto Lone Survivor sa, lui quando muore diventa bello bello tipo Estasi mistica di Santa Teresa. E una volta morto non gli possono più far fare minchiate, fattore non trascurabile.

Solo che la bomba atomica esplode.
Sì, una bomba atomica esplode al largo di Fiumicino, poco dopo essere stata buttata nel mare dal Dylan eroico (che a momenti non potrebbe manco sollevarla, ma vabbè).
Tay ha probabilmente appena ucciso l’intero ecosistema delicatissimo del Mediterraneo, impedendo a Donatella Bianchi di poter girare altre puntate di Linea Blu.
Le radiazioni probabilmente ci uccideranno tutti, soprattutto a Roma, il che potrebbe essere l’unico passo davvero risolutivo per sistemare i problemi della Capitale.
TAYLOR HA SALVATO ROMA DA SÈ STESSA.

Se non fosse che no. No, perché la bomba era qualche metro sotto la superficie dell’acqua e quindi NO BIG DEAL.
Nessun problema.
Solo una mega esplosione a fungo che distrugge quasi le navi della flotta americana e uccide il cadavere di Taylor.
Ma le radiazioni sono ok.

Cioè, scemi gli americani e i russi che andavano sugli atolli a far esplodere le atomiche. Scemi noi in generale che abbiamo fatto quanti, 30 anni di guerra fredda nel terrore che qualcuno ne sganciasse una.
Scemi i giapponesi a Fukushima che sciacquando il reattore che perdeva con l’acqua marina hanno reso radioattiva la zona oceanica circostante. E non c’era stata UNA FOTTUTA ESPLOSIONE NUCLEARE.

Quindi niente, tutto ok e alla grande. Anche a Roma e Fiumicino, dove a quanto pare il fungo atomico non è stato manco riportato dai tg locali di Canale 10 (Antonello Piscolla where are you?). FINE. Senza manco mezza scena che giustifichi una ship.

E ripeto, non è nemmeno vagamente il film peggiore in cui ho visto coinvolto il Tay nell’ultimo quinquennio. Volete saperne di più? Siete affascinati dagli spettacoli raccapriccianti e dalle mie personali sofferenze? Fatemelo sapere e chissà, forse un giorno In Sacrificio per Taylor tornerà.

Magari con il Taylor in Italia che tutti vogliamo:

*D’altronde non si ricorda a memoria d’uomo un film in cui non rimanga senza maglietta e quindi, anche se qui appare in tutto 10 minuti, in qualche modo ci dovevamo arrivare eh. 

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