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Forse Dwayne Johnson non ha ancora infilato il film così iconico da renderlo una leggenda del cinema action, ma il suo fisico pompato è la forma di granitica rassicurazione che piace di più a Hollywood: quella che assicura un incasso dignitoso a prescindere dalla qualità intrinseca del film, anche se lo sforzo per distinguere il precedente dal successivo è sotto il minimo sindacale.
Così nel giro di pochi mesi ci troviamo qui a parlare per la seconda volta di un adattamento alla lontana di un titolo nostalgia degli scorsi decenni a cui il film con protagonista The Rock ruba giusto lo spunto iniziale: animali enormi che se la danno di santa ragione. Questo è il presupposto tamarro di Rampage – Furia animale, che riesce nella non semplice impresa di farci già rivalutare con una certa nostalgia i risultati stiracchiati di Jumanji.

Non si capisce quale sia il presupposto più cazzaro che Rampage prova inspiegabilmente a razionalizzare: il fatto che un gorilla albino gigante, un lupone con aculei e un gigantesco alligatore se le diano di santa ragione in quel di Chicago o la pretesa che The Rock sia credibile come scienziato primatologo di fama internazionale. D’altronde la vera vocazione di Rampage è quella di spararle sempre più grosse, a partire dall’esilissima trama su cui poggia tutta la baracca: c’è un patogeno ad uso militare che rende gli animali molto, molto più grossi, pericolosi e bizzarri del normale. Nota bene: nonostante la stazza, pare proprio che The Rock non sia vittima dello stesso.

Ovviamente c’è di mezzo una corporazione malvagissima, ma anche qui il piano raggiunge un livello di stupidità da record. D’altronde in qualche modo le tre bestie feroci bisognava trascinarle dalle montagne del Wyoming a un contesto urbano con abbastanza grattacieli da sfasciare per i sacrosanti 20 minuti finali di mazzate epiche. Mazzate a cui partecipa anche The Rock, che affronta armato solo di granate e carisma animali la cui dentatura è alta quanto lui. Il suo talento sta tutto lì: reggere miracolosamente la finzione scenica, con la tamarria necessaria a farci sembrare questo sviluppo tutto sommato ragionevole.
Il problema è che Rampage – Furia Animale non abbraccia da subito questa sua anima distruttiva e cazzara, anzi: si prende il lusso di ragiornarci sopra, di renderla coerente e accettabile. Affidandosi allo scienziato The Rock e alla sua strana bromance con il gorilla albino gigante di cui sopra.

Ingigantito dal suo budget che gli consente una resa quella sì realistica di mazzate ed effetti speciali ma brutalmente azzoppato da una trama che non fa il minimo sforzo per giustificare e corroborare una messa in scena tanto danarosa, Rampage finisce per sembrare un filmaccio di quart’ordine che ha appena vinto la lotteria. Anzi, chi realizza B o C movie con passione e zelo, con questi soldi a disposizione ci avrebbe messo a maggior ragione il doppio se non il triplo dell’impegno qui impiegato. Incasso sicuro, impegno minimo.

 

Il materiale necessario a tentare di cavarne fuori qualcosa di dignitoso è tutto lì: militari e veicoli da sacrificare al grido di spara spara ci stanno massacrando, Jeffrey Dean Morgan nel ruolo di cowboy del FBI ribelle e ironico (giuro), Naomie Harris per la quota largo alla bellezza. Non manca anche il cazzutissimo generale dell’esercito la cui unica linea di pensiero è se la bomba non è efficace, tu sganciane una più grossa. Eppure il film non sembra in grado né di tirar fuori da interpreti dignitosi qualcosa di più della semplice macchietta né di farci su della paraculissima ma efficace ironia. Niente.

Di fatto Rampage comincia e finisce con The Rock sullo schermo che fa cose, vede gente, salva mega gorilla albini. Ad eccezione dell’ultima voce, passaggi che abbiamo visto e stravisto, sceneggiati sia in chiave epicamente cazzara, sia in chiave un filo più seria ed efficace.
Non c’è nulla di male a portare al cinema un disaster movie coi kaiju di noaltri e le mazzate, sai chiaro. È la pigrizia con cui lo si fa e la sufficienza con cui si approccia il pubblico che ama questo genere di pellicole a rendere Rampage un film decisamente dimenticabile e vagamente offensivo per come sottostima il suo pubblico di riferimento.

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