Tag

, , , , ,

La settimana di uscite cinematografiche che si apre oggi è così priva di emozioni che il film più atteso rischia davvero di essere l’horror irlandese firmato da Brian O’Malley.
Lasciate ogni speranza o voi spettatori che vi avventurate verso il più vicino cinema: The Lodgers – Non infrangere le regole è comunque discretamente tremendo (il che vi dà un’idea di come siano gli altri film che escono con lui nelle sale in questo fine settimana di risulta e meditazione post Oscar). Quel che è peggio, più che terrorizzante o pregno di tensione e atmosfera, si limita a trasudare noia. Così tanta che persino una fifona patentata come me non si è spaventata nemmeno una volta che fosse una e questo forse è l’unico traguardo davvero memorabile di un film meno consistente di un ectoplasma.
Mi segnalo esperti di horror e misteri che il punto di forza di questo film irlandese dovrebbe essere l’ambientazione, dato che tutto ruota attorno a Lotus Hall. Che ora mi farò la saputa e vi dirò essere questo maniero irlandese dalla lunghissima storia di apparizioni, sinistre presenze e vicende tragiche e maledette, come se non l’avessi scoperto a mia volta poco fa su indicazione altrui e spulciando Wikipedia*. Proprio nelle sue sinistre stanze vivono Rachel e Edward, i due giovanissimi fratelli proprietari del maniero, rimasti soli al mondo dopo la dipartita tragica dei genitori. L’esistenza dei due ragazzi è frugale e squallida, perché oltre alla grande casa di famiglia non possiedono altro; la tenuta sta andando in rovina, il cibo scarseggia, i creditori sono alle porte.

Sono più dei semplici problemi finanziari a tenere i ragazzi rintanati in casa. La stessa è infatti abitata da una sinistra presenza che prende possesso del luogo ogni notte a mezzanotte. I due ragazzi sono vincolati alla casa, al suo giardino e al laghetto circostante da una crudele canzoncina per bambini, che stabilisce le condizioni imposte dalla creatura. Non possono lasciare la casa né invitare estranei e devono essere nei loro letti entro la mezzanotte. Se uno dei due dovesse infrangere le regole o tentare di fuggire, la creatura si rivarrà sull’altro. La tentazione di provare a lasciare la casa e a interrompere il rapporto morboso con il fratello Edward cresce in Rachel via via che si avvicina a Sean, un giovane soldato dalla gamba amputata appena rientrato dal fronte.

Se tentate di immaginare dove possano andare a parare le vicende di Rachel a partire da queste promesse è probabile che giungiate a conclusioni ben più eccitanti di quelle contenute nella sceneggiatura di David Turpin.

Il suo vorrebbe essere un film d’atmosfera sovrannaturale e continua inquietudine, ma di fatto The Lodgers non ingrana mai ritmo e non azzecca registro; quando bisogna fare i conti con la creatura, al posto di cambiare passo e redimersi, il film si fa ancora più banale e noioso, affossando ogni possibilità di redenzione.

Certo non aiuta il fatto che il trio di attori protagonisti sia stato crudelmente ingannato dal direttore di casting e pensi davvero di avere un talento per questo lavoro. No, ragazzi, no. Anche per lo standard di un film horror – in cui alle protagoniste si perdonano senza problemi performance un po’ zoppicanti – Charlotte Vega è tremenda e i due compagni di set le sono di poco inferiori.
Non che il regista Brian O’Malley abbia poi il talento o la capacità di usare la regia per dare un guizzo al film o occultare la mancanza di talento del suo cast.

Insomma, The Lodgers è un film così prevedibile e che sa così di già visto – anche agli occhi di chi come me fa la schizzinosa e nel comparto tende a recuperare solo i titoli migliori dell’annata – che vi consiglio caldamente di continuare a circolare in ricerca di un’alternativa, perché qui non c’è nulla da vedere. Nemmeno Lotus Hall, che si ritrova una troupe del tutto incapace di portare il suo fascino maledetto su grande schermo.

* pensate a quante figuracce vi ha evitato Wikipedia nell’ultimo anno, pensate a quante volte vi ha permesso di fare una buona impressione o copincollare la versione corretta dell’impronunciabile cognome del famoso x con più accenti e segni grafici che un dizionario. Dateglielo qualche soldino, che se lo merita. (spazio finale gardy per il sociale, come nelle migliori trasmissioni televisive)

Annunci