Recensionando / Cuore Oscuro (Uprooted) di Naomi Novik

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Agnieszka e Kasia sono adolescenti cresciute all’ombra del Bosco – un pericoloso luogo da cui escono solo sventure per i villaggi del regno di Polnya – e con il timore della venuta del Drago, il mago che protegge le terre circostanti in cambio del tributo di una fanciulla ogni dieci anni. Le due amiche sono ben consapevoli di essere nate nell’anno del Drago: sulla loro testa pende quindi la possibilità di venir portate via dallo stregone e rinchiuse nella sua Torre.
La minaccia per la sbadata e trasandata Agnieszka come per le altre ragazze è in realtà relativa: Kasia è così bella, coraggiosa e dotata di ogni virtù che tutti (lei e sua madre in primis) danno per scontato che il Drago la sceglierà come tributo. Invece a venire sradicata dalla sua vita e a finire nella Torre sarà proprio Agnieszka, assoluta protagonista e voce narrante di Cuore Oscuro (Uprooted), il romanzo premio Nebula 2016 di Naomi Novik.
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Specialando / I film di Locarno 70

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Secondo anno da accreditata al Festival di Locarno: dopo le interviste prestigiose che vi ho postato nei giorni scorsi e il delirio fotografico dei famosi sul red carpet che ha monopolizzato Instagram, è arrivato il momento del Listone recensioni.
A livello personale e professionale, sono molto contenta del bilancio finale di questa edizione: un po’ perché sapevo a cosa andavo incontro, un po’ perché mi sono organizzata meglio, stavolta sono riuscita a vedere più film ma soprattutto seguire molti più eventi rilevanti (dai red carpet alle conferenze stampa). Quando cresci a pane e Windows Media Players la voglia di editare non ti passa mai, per cui vi segnalo questi quattro minuti di video racconto della mia Locarno 70:

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Riflettendo / Dunkirk e la liberazione del cinema dalla retorica statunitense

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Dunkirk è la gioia di ogni recensore, indipendente da quanto e se gli sia piaciuto il primo approccio di Christopher Nolan all’epica drammatica militare. È un film descrivibile da così tanti punti di vista che se ne potrebbe scrivere per settimane, senza mai ripetersi. A livello tecnico è un tripudio di scelte coraggiose (girare in IMAX e su pellicola 70mm, per la gioia del bilancio annuale di Warner Bros) che molto più che in passato rivelano di avere un ottimo motivo d’essere, molto più di altri capricci nolaniani. Stavolta è una vera fortuna che Nolan sappia di essere un regista a cui il suo studios non gli dirà mai di no. A livello d’incassi e di Oscar, Dunkirk è già un case studies per questo 2017 tutt’altro che trascurabile a livello estivo, che vede uno dei film più “seri” di Nolan approdare al cinema lontano dalla stagione del premi, ma con delle recensioni che lo candidano già come uno dei titoli di testa della corsa alla stagione dei premi. Di materiale per saggi e video essay insomma ce né in abbondanza.
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Recensionando / Fangirl di Rainbow Rowell

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Un romanzo young adult con protagonista una avida scrittrice di fanfiction slash mi sono sentita in dovere di leggerlo. Ci ho messo tre anni e passa a decidermi e nel frattempo Fangirl di Rainbow Rowell è diventato quasi un titolo generazionale per quanti sono appena usciti da un’adolescenza il cui filo conduttore è stato l’incredibile fenomeno letterario e sociale di Harry Potter, il cui fandom ha avuto un impatto non secondario sulle vite e relazioni passate e presenti.
Con il suo mix di tematiche young adult, intreccio sentimentale e fandom, Fangirl si è assicurato una fanbase solidissima anche qui in Italia, generando persino uno spin-off dedicato alla fanfiction scritta dalla protagonista.
Cosa ne penso io, fangirl a mia volta e anagraficamente appartenente a quella generazione ma finita già da allora su lidi alternativi e ben più strani? In sintesi: bene, ma non benissimo.
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Riflettendo / Atomica Bionda e gli anni ’80 di cui aver nostalgia

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Facile etichettare un film dell’estate 2017 sotto l’etichetta di “nostalgia anni ’80”. Facile e poco lusinghiero verso l’action movie di David Leitch, che ha lasciato la regia di John Wick 2 per dirigere la statuaria e algida Charlize Theron in un film il cui maggior pregio è fare tutto quello che Hollywood ha deciso che non può o non deve più portare su grande schermo.
In Atomica Bionda si beve e si fuma continuamente, come forse non si fa più dai tempi di Bogart e Bacall, si affrontano situazioni mortali sfoggiando un guardaroba impossibilmente perfetto e in aggiunta ci si rotola tra le lenzuola per riscaldarsi nella città più fredda del mondo, quella Berlino divisa in due (ancora per pochi giorni) dal Muro.

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Intervistando / Olivier Assayas si racconta a Locarno 70

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Quella che segue è la trascrizione pressoché integrale della lunga intervista che ho avuto la fortuna di fare a Olivier Assayas, raffinato regista francese, responsabile del rilancio delle ambizioni professionali di Kristen Stewart e presidente di giuria a Locarno 70. La versione snella ed editata è apparsa qualche giorno fa su MondoFOX. Per cinefili e curiosi del dietro le quinte del cinema contemporaneo, è davvero un post da leggere, ma anche un’ottima occasione per cogliere qualcosa di privato di una personalità complessa e intrigante come quella di Assayas. Buona lettura!


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Intervistando / Todd Haynes si racconta a Locarno 70

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Quella che segue è la traduzione e trascrizione il più fedele possibile del lungo incontro che il regista di Carol, Lontano dal Paradiso e Velvet Goldmine Todd Haynes ha avuto con il pubblico del Festival di Locarno 70, il 9 agosto 2017.
La versione video pressoché integrale per chi non ha problemi con l’inglese la trovate in coda al post.

Nel frattempo in questo post potete ascoltare l’eco di una voce tra le più stimate del panorama cinematografico statunitense contemporaneo, mentre parla di cose cinematografiche, mondane e queer: dal suo rapporto con Cate Blanchett e Julianne Moore alla sua passione per Mary Poppins, fino al suo titolo di giornale preferito di sempre a lui dedicato. Buona lettura!
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Approfondendo / “Oh…” di Philippe Djian e Elle di Paul Verhoeven

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Storie di lettura all’epoca dei social network: pur avendo adorato Elle di Paul Verhoeven (tanto da cacciarlo persino nella mia classifica di fine anno) ho finito per scoprire per era tratto da un romanzo francese edito in Italia da Voland grazie a una foto su Instagram postata da chissà quale influencer o blogger.
A dirla tutta il merito va addirittura a una di quelle molestissime, odiose fascette giallo fosforescente, che proclamava a gran voce che da quel romanzo era tratto un grande film, Elle. Difficile altrimenti che collegassi il libro di un autore francese a me sconosciuto con il film del regista olandese. Anzi, se diversamente dal solito non sono andata a caccia di informazioni è proprio perché la storia di Michèle Leblanc è davvero belle corde del regista di Basic Instict e Robocop, tanto da sembrare tutta farina del suo sacco.
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Recensionando / La vegetariana e Atti umani di Han Kang

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Arrivo ben oltre il limite massimo, quindi è obbligatorio porsi una domanda preliminare: dopo essere entrata nei 10 autori più meritevoli del 2016 per il Corriere della Sera (e anche nella mia top ten) ed essere stata tra i protagonisti della blogosfera letteraria italiana, ho qualcosa di rilevante da aggiungere alla valanga di recensioni e riflessioni già pubblicate su La Vegetariana, vincitore dell’International Booker Prize 2016?
A trarmi d’impiccio ci ha pensato l’editoria inglese, che ha già pubblicato il volume che Adelphi ha promesso per il 2018 in italiano, Human Acts. Con a disposizione due romanzi dell’autrice e la partecipazione di un incontro in cui li presentava a Milano, è molto più semplice raccontarvi chi è questa donna minuta dalla voce appena udibile eppure diventata portabandiera e apripista della misconosciuta letteratura sudcoreana nel mondo.

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Recensionando / A Stranger in Olondria di Sofia Samatar

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Se ne stava lì indisturbato sulla mia mensola dal tardo 2014: questo è lo sconcertante potere di una copertina che sembra una brutta fan art di 12 Anni Schiavo. Avevo giurato e spergiurato che, solo come atto di principio, avrei affrontato A Stranger in Olondria nel 2017, ma dentro di me temevo che fosse uno di quei tomi rilevanti nella sua finestra temporale di dibattito che, scaduto il tempo massimo, perdono quasi la loro valenza.
Mi sbagliavo. Del tutto. Il vincitore del World Fantasy Award 2014 è un romanzo notevole e un esordio davvero straordinario, che gode di una fama piuttosto contenuta nella quantità (non nella qualità) solo per via della casa editrice microscopica che lo sostiene e pubblica, la Small Press Beer. Lo stile è diverso, ma la sensazione di lettura è simile a quella data da Jonathan Strange e Mr Norrell: più giri le pagine e più sai di star leggendo una gemma che racchiude anni e anni di lavoro.

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