Recensionando / The Witch

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thewitch1Nel desolato panorama post ferragostano delle uscite cinematografiche italiane è riuscito finalmente a farsi strada uno di quei film di cui in realtà sai tutto e niente, già familiare dopo averlo visto decine di volte tra recensioni oltreoceano e consigli di cinefili italiani impazienti eppure quasi sconosciuto perché la notevole familiarità (e la voglia di evitare spoiler) ti spinge ad andare sulla fiducia o a fidarti di un trailer più truffaldino che mai.
The Witch (per meglio dire The VVitch: A New-England Folktale) viene presentato come esponente di spicco della categoria film horror rivelazione così belli da finire nella lista delle migliori pellicole dell’anno. Il punto è che la sua appartenenza all’horror è più da ricondursi a una problematica presenza sovrannaturale che al classico film di spaventi, tensione e paura.
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Recensionando / Ancillary Mercy

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ha_mercySono passati solo 3 anni e 3 romanzi dall’inizio della saga che ha lanciato Ann Leckie nel firmamento internazionale della fantascienza, eppure tante cose sono cambiate, così tante che si può dire a buon diritto che il ciclo di Ancillary è stato uno degli eventi più rilevanti dello scenario statunitense negli ultimi anni.
La trilogia della Leckie è stata una delle poche iniziata e conclusa in maniera solida e continuativa, capace non solo di convincere sempre critica e pubblico, ma anche di farlo spostando un po’ più in là il confine del genere e incarnando tutto un movimento di autori (ma soprattutto autrici) che costituiscono l’avanguardia di un nuovo modo di scrivere fantascienza in questo millennio. Un gruppo di scrittori e scrittrici che incarna un nucleo molto definito di idee e messaggi ma che prima della Leckie non aveva mai saputo mettersi così tanto sotto i riflettori, vincere tutto il vincibile e, pur rimanendo lontano per numeri dalle teste di serie, formare un gruppo di lettori così solido e affezionato da centrare per 3 (difficili) anni di fila la doppia nomination Hugo+Nebula, anche nell’annus terribilis dei Sad Puppies 2015.
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Recensionando / New York Academy

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newyorkadacemySangue, sudore, dedizione e accademia: non c’è Glee o Pitch Perfect che tenga, il fascino immortale della formula postulata dall’eterno Saranno Famosi continua ad essere più forte di ogni tentativo di aggiornamento alla contemporaneità.
High Strung è ambientato a New York, fa uno smodato uso di scaldamuscoli e vede lo scontro tra ballerine di danza classica caucasiche e artisti di strada afroamericani, in una curiosa ostinazione ad ignorare tutto quanto successo in questo filone cinematografico prolificissimo da Save The Last Dance in poi.
Fraintendere i segnali che manda questo film circa le sue intenzioni poi è pressoché impossibile, dato che ha un livello tale di sottigliezza da aprirsi con la scena di un giovane che suona indiavolato il suo violino, con primo piano insistito sul tatuaggio che dal suo avambraccio strilla: sforzando.
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Recensionando / I film di Locarno 69

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locarnolocandinaNegli ultimi dieci giorni sono stata per la prima volta al Festival di Locarno e, altro debutto, da accreditata per la stampa! Yay! Non è certo il mio primo festival cinematografico, ma viverlo da professionisti è molto diverso: si hanno più possibilità e privilegi, ma anche più responsabilità, prima tra tutte trovare il tempo di vedere i film ma anche di recensirli per la testata che ti ha inviato sul posto.
Aggiungendoci che l’ho vissuto da pendolare mentre continuavo a seguire le proiezioni milanesi di uscite come Suicide Squad e Il Drago Invisibile, posso dire che è stato tanto soddisfacente quanto stancante. Insomma, per quanto sia paradossale il tesserino della stampa al collo restringe un poco la possibilità di visione giornaliera, anche se non posso lamentarmi, dato che mi è anche riuscito di vedere il film vincitore del Pardo d’Oro, perché è quella la parte più difficile: tentar di non mancare proprio il vincitore.
Avrei voluto recensire tutto e subito ma tra il carico di lavoro e la consapevolezza che scarsa parte di quanto visto approderà a breve in Italia, ho deciso finché ancora fresca di visione di darvi una recensione volante e spiccia in un unico post. Il consiglio è comunque di darci un’occhiata, perché ci sono almeno un paio di pellicole interessanti.

Per The Girl with All the Gifts, film che sicuramente arriverà da noi e sicuramente interessa anche gli appassionati del lato letterario del blog, ne riparleremo in maniera approfondita e a breve, promesso! QUI invece trovate il sunto del Palmares! Continua a leggere

Recensionando / Il Drago Invisibile

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petesdragonposterIl Drago invisibile è un bicchiero colmo a metà e sta allo spettatore decidere se considerarlo mezzo pieno o mezzo vuoto. Da una parte infatti in questo raptus artistico che sta spingendo più o meno tutti i grandi studios hollywoodiani verso il remake in live action di qualsiasi storia possa somigliare vagamente a una fiaba (tra annunciati e già girati nei prossimi anni ne sono già stati annunciati qualcosa come una ventina per il prossimo triennio), Disney ha il merito di essersi andata a pescare (anche) uno dei film più bizzarri e meno noti del suo canone.
D’altra però non può che far riflettere il fatto che persino una storia che incarna forse quanto di più psichedelico e strambo la Casa del Topo abbia mai prodotto sia stata ricondotta a forza entro l’ormai rigidissimo solco tracciato dall‘anima più familiare e tradizionalista di casa Disney.

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Recensionando / Suicide Squad

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suicide_posterSin dall’uscita delle prime recensioni della critica statunitense, che questo terzo film del nuovo corso cinematografico della DC fosse suicida in senso letterale era apparso abbastanza chiaro. Ora però sarebbe davvero ipocrita salire sul carro dei fustigatori e massacrare un film che fino a poche settimane fa pareva avere tutte le premesse per entusiasmare il pubblico degli amanti del cinecomics e per pareggiare la partita tra Marvel e DC, che invece esce ancora una volta sconfitta da questo confronto tra i due giganti del mondo fumettistico statunitense.
L’amara realtà è che credo che davvero nessuno tra quanti hanno visto in anteprima Suicide Squad si aspettasse di vedere una pellicola così sgraziata e con poco da dire, tanto che il confronto con i peggiori fallimenti della prima fase cinematografica Marvel non sono davvero (solo) un’inutile punta di cattiveria. Segue recensione spoilerfree.
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Segnalando / Uscite Urania Agosto 2016 e novità SFF estive

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urania_astronaveammiragliaUrania 1633 – Astronave Ammiraglia di Mike Resnick
Ogni volta che mi capita di presentare volumi di autori come Mike Resnick mi maledico per aver impostato questa rubrica come commento a tutto quello che esce e non solo il meglio del meglio aka quello che piace a me. Siccome però ci tengo ad avere la mia rubrica mensile e non a cadenza annuale, vi annuncio con viva e vibrante soddisfazione che questo è il quinto e ultimo volume di questa saga military space opera che mette d’accordo l’appassionato medio di Urania e il lettore occasionale che legge Urania e intende Guerre Stellari. La saga è stata pubblicata a partire dal numero 1579 di Urania in soli 5 volumi (dettaglio che l’appassionato sa non essere scontato) e se non erro potete recuperare in ebook gli ultimi due, intitolati Astronave Mercenaria (gennaio 2015) e I Ribelli dell’Astronave (luglio 2015).
Per Agosto è anche giusto che esca un volume che i lettori che comprano e sostengono Urania no matter what adoreranno. Io mi limito al mio solito giochino di copincollare frammenti della trama estrapolati dalla quarta di copertina mentre giocate alle differenze con Star Wars: “la Repubblica si sta trasformando in un’opprimente dittatura”, “federazione interstellare”, “un ribelle di fatto dirige la prua della sua ammiraglia”.
Lo acquisterò? Come per i precedenti, no. Pur non disdegnando qualche space opera, sarebbe bello leggere nei pochi spazi dedicati agli inediti rimasti a disposizione delle uscite annuali di Urania qualcosa di più vicino alla produzione attuale SFF statunitense e mondiale e non lo stereotipo fantascientifico per antonomasia. Lo so, Resnick ha vinto una marea di Hugo ed è un grandissimo autore, ok, sì, ma quanti grandi autori vincitori di Hugo sono ancora al 100% inediti nell’italico idioma? Immagino poi che, data la popolarità dell’autore e le scelte editoriali di Urania, mi troverò presto di nuovo a varcare la soglia della sua pagina wikipedia, sperando nel frattempo sistemino la dispersivissima e poco informativa pagina bibliografica, senza nemmeno i titoli delle varie saghe raggruppati insieme.
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Recensionando / Ghostbusters

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ghostQuando la situazione si fa così difficile da doverti quasi imporre un lungo preambolo che tocca solo di striscio questioni cinematografiche, è meglio partire dalla cose semplice.
Ghostbusters targato 2016 è un bel film che consiglierei? No, è un film per molti versi sciatto e sicuramente trascurabile. Si tratta di un reboot/remake all’altezza dello storico film del 1984, considerato una delle migliori commedie statunitensi di sempre? Ovviamente no.
Il punto sta forse nel proiettare queste due domande fondamentali su tutta una sequela di reboot e remake che abbiamo visto questi anni e chiedersi perché, a fronte di risultati simili (o francamente anche peggiori) non si è assistito a una sollevazione popolare che ha colpito questa pellicola.
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Recensionando / Embassytown

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embassytownxocweIl ritorno inaspettato di China Miéville in traduzione italiana durante la primavera è stato uno degli eventi più importanti dell’anno corrente per gli amanti della letteratura fantascientifica. Finalmente anche i lettori italiani hanno modo di leggere uno dei suoi romanzi più noti, Embassytown, che costituisce la sua prima convinta incursione nel genere fantascientifico a tutto tondo. Con che traduzione e che risultato finale sarà oggetto di considerazione finale nel post.
A conti fatti Embassytown vive più dell’audace inventiva del suo autore che della compiutezza narrativa e stilistica di opere come La Città e la città. Il respiro è ampio, le considerazioni linguistiche tanto care all’autore decisamente non banali e l’ambizione si sente, eccome. Anzi, forse è quello il problema principale di un romanzo che pecca eccessivamente di egotismo, trascurando il proprio lettore in favore di un’esibizione comunque riuscita di bravura stilistica.

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Recensionando / Star Trek Beyond

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startrekbeyondA Star Trek Beyond non sarebbero nemmeno servite le agevolazioni di una distribuzione italiana votata a rimandare tutti film estivi a settembre per essere incoronato provvisoriamente film dell’estate, non in un’annata così povera di pellicole davvero riuscite. Un traguardo ancor più importante se consideriamo il punto di partenza davvero precario che aveva questo terzo capitolo del reboot cinematografico. Beyond è innanizuttutto l’orfano di J.J. Abrams in veste di regista, non solo passato all’avversario di sempre, ma anche dopo aver lasciato in eredità un film molto riuscito ma vero e proprio tradimento dello spirito della saga come Into Darkness (sempre al netto dei 5 minuti finali più disastrosi e inammissibili del 2014). Con una continuity più ingarbugliata che mai, un regista senza esperienza nel genere e un budget comunque meno favolistico di un tempo nonostante l’arrivo di capitali cinesi, Beyond sembrava destinato a ripiegarsi su se stesso.  Continua a leggere

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