Recensionando / Cat Person di Kristen Roupenian

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Dei racconti di Kristen Roupenian non mi ha colpito e conquistato tanto il torbido in cui rimesta, quanto il distacco emotivo e un filo di cinismo sornione con cui si infila i guanti di gomma e affonda le mani nel marciume sentimentale dei suoi protagonisti.
Sesso e potere costituiscono un’alchimia letteraria secolare e non di rado sono stati accompagnati da una nota di perversione o feticismo, proprio come succede in Cat Person. Gli ingredienti sono gli stessi di sempre, dunque, ma i racconti con cui Kristen Roupenian ha staccato un assegno milionario alla sua casa editrice e con cui si è guadagnata un posto tra le posate esordienti bianche e di buona estrazione sociale alle prese con la riscrittura della letteratura statunitense contemporanea hanno un sapore definito e nettissimo, figlio di una spiccata attitudine al controllo e alla costruzione. Se da qualche parte la natura improvvisa dell’intuizione e l’irrazionalità dell’ispirazione hanno avuto un ruolo nella stesura dell’antologia di racconti più attesa dell’anno, non ne rimane quasi traccia nel distaccato risultato finale che Roupenian serve in equilibro perfetto di profumi, colori e retrogusti amarissimi al suo lettore.
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Riflettendo / Shazam! e la famiglia “normale”

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È incredibile come il film supereroistico autopresentatosi come il più cazzaro del 2019 sia il contrappeso perfetto allo sfoggio di famiglie tradizionali, patriarcali, monogame, monolitiche e “naturali” (lol, scusa Società che per secoli e secoli lavori all’architettura di un qualcosa di estremamente codificato e strutturato e poi ti vengono a dire che è nato e cresciuto così, cancellando decenni di duro lavoro da parte tua!) dato in quel di Verona lo scorso fine settimana.
Non pronuncerò la parola che inizia con la M (e che finisce con edioevali) perché il suo uso in questo contesto è così scorretto che fa venir le bolle ai medioevalisti tanto quanto la locuzione è fantascienza! come sinonimo di è assolutamente impossibile/improbabile va venire un rush cutaneo ai fantascienzari come la sottoscritta*. Il fatto è che Shazam! – oltre ad essere un gran bel film – fa un paio di mosse sorprendenti nel parlare di famiglia e relazioni affettive.

Seguono un po’ di [SPOILER]. Se volevate una recensione più tradizionale (pun intended) la trovate [QUI].
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Cineriassuntone mensile / I film di Marzo 2019

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Eccoci al primo appuntamento mensile del cineriassuntone sett…mensile, un po’ perché di certi film voglio continuare a parlarvi in post dedicati, un po’ perché so che da qualche parte qui c’è un format perfetto ma c’è ancora da sperimentare. Quindi ecco a seguire tutti i film usciti a marzo 2019 che ho visto ma non ho avuto tempo, voglia o sbatta di recensirvi.
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Recensionando / Dumbo di Tim Burton

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Ormai è chiaro: la primavera è la stagione in cui non solo noi persone comuni e recensori fatichiamo a concentrarci e commettiamo qualche errore, con la voglia di fare che latita (aggiornare il blog? Chi? Io?) e la curva della sonnolenza che conosce un’impennata in vista di aprile. Anche in casa Disney la primavera è la stagione della défaillance live action, del film in cui non credevano nemmeno loro e quindi eccolo buttato lì prima di Pasqua nella speranza che non faccia neanche troppi danni. Se all’epoca non riuscii a riscuotermi abbastanza dalla noia generata da Nelle pieghe del tempo per scrivervene un parere, eccomi qui a certificarvi che sì, l’uomo che doveva salvare questo remake non richiesto di Dumbo è la sua definitiva condanna a morte: Tim Burton.
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Gloria e Gloria Bell / Fare il remake di sé stessi

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È davvero incredibile cosa siano disposti a finanziare i produttori statunitensi pur di preservare le fragili pupille del loro pubblico dalla mortal offesa dei sottotitoli. È davvero sconcertante assistere ai salti mortali che deve compiere un’attrice over 50 – anche se di primissima fascia e comprovato talento – per ricavarsi un ruolo da protagonista, un personaggio a tutto tondo degno di essere interpretato.

Da queste due disturbanti premesse stavolta però non nasce un piccolo fiore indipendente, bensì Gloria Bell, quella che ai miei occhi appare come un’ingiustizia, per quanto ben realizzata e dal risultato gradevole; una pellicola che ci riporta al solito discorso di corvée garantita per quanti, anche con un Oscar in mano, osino bussare alla porta di Hollywood con un passaporto straniero.
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Riflettendo / Carol e Captain Marvel: se neanche una donna super basta più

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Per non tediarvi con l’ennesima, tardiva recensione sull’ultimo film sensazione del Marvel Cinematic Universe ho deciso di articolare in un unico pezzo una serie di riflessioni, scambi e discussioni avute nelle ultime ore con gli amichetti di Twitter riguardo al film e più nello specifico alla sua protagonista. Non è un mistero che all’indomani dell’uscita la critica si sia rivelata più tiepida del solito rispetto all’operazione, indicando sia Black Panther (LOL) sia Wonder Woman (LOL, di nuovo) come film più convincenti in quello che fanno rispetto a Captain Marvel. Perché sono tutti così delusi dal primo, tardivo film Marvel che mette al centro una protagonista femminile? La questione è un po’ articolata e un po’ spoiler, quindi ci vediamo dopo il cut.
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Recensionando / Le visionarie – Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia

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Ricordo bene il periodo in cui i coniugi VanderMeer stavano lavorando a una delle loro antologie più ambiziose da assemblare. Lo rammento con precisione perché non passava giorno senza che uno dei due twittasse qualche commento entusiasta su questo o quel racconto SFF (science fiction & fantasy) scovato in qualche remota raccolta, in qualche massive paperback dimenticato degli anni ’80.
Sotto l’eccitazione per ogni scoperta o riscoperta però leggevo l’ansia tipica dei curatori di compendi come Le visionarie. Nonostante sia dentro sia fuori i confini della SFF il lavorio (in) conscio per ridurre o cancellare del tutto l’enorme contributo che il genere femminile ha dato alla letteratura di genere sia incessante, non serve che una conoscenza superficiale del comparto per capire che la scrematura deve essere estrema, brutale. Le Guin, Carter, Butler sono nomi conosciuti al pari di quelli di Asimov, Clarke, Heinlein, tanto famosi da essere noti senza essere stati necessariamente letti. Un’antologia di fantascienza femminile è un’antologia di fantascienza senza alcun tipo di riduzione (quantitativa o qualitativa) e come tale, pesca in un bacino così ampio che innanzitutto s’impone una visione prospettica ben affinata.
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Recensionando / Il nome della rosa di Umberto Eco

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Incubato durante il violentissimo unicum creativo e storico degli anni ’70, pubblicato da Bompiani nel 1980 come il tormentone letterario dell’anno, Il nome della rosa è un libro che ha cambiato la storia letteraria italiana, diventando l’ultimo grande classico riconosciuto del canone italiano novecentesco. Quarant’anni fa Umberto Eco non era ancora Umberto Eco, o per meglio dire non aveva ancora sviluppato appieno il lato popolare e pop della sua figura, la cui celebrità internazionale e nazionale non era ancora esplosa al di fuori dei mondo universitario  europeo (dove era già riconosciuto come uno dei più grandi umanisti viventi).
L’ultimo umanista europeo è morto nel 2016, lasciandosi alle spalle un’eredità culturale enorme, una biblioteca personale sterminata e un modo di essere intellettuale interamente inserito nello spettro positivo del termine, senza codazzi snob e velenosi, un’attitudine mentale verso la cultura e la società da cui scaturisce che sembra ormai perduta. Eco era l’altissimo e il volgare, l’uno sbrogliato fino a diventare d’immediata comprensione, l’altro smussato e tagliato fino a rivelare la sua lucente anima nobile. Il nome della rosa, forse il suo più grande rimpianto da scrittore, è anche la sua eredità più luminosa e importante.
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Cineriassuntone settimanale #9 / La casa di Jack e The Vanishing

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Eccoci al nono, maschilissimo appuntamento con il cineriassuntone settimanale, in cui vi racconto in breve i film in uscita il 28 febbraio 2019, vi consiglio cosa andare a vedere e cosa evitare come la peste e vi rimando ad opinioni della sottoscritta più dettagliate nel caso vogliate indagare ulteriormente. Questa settimana siano in odore di metafore danesi.

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Specialando / il Listone Film 2018

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È l’ultima finestra di tempo utile per sfornare questo Listone: tra poco meno di 24 ore sapremo chi porterà a casa gli Academy Awards del 2019 e si chiuderà definitivamente un altro anno di cinema.

Con l’inizio del 2019 Gerundiopresente si è rimesso un po’ in carreggiata, nonostante non sia sempre semplicissimo essere sul pezzo (leggesi: i post di questo blog sono quasi sempre animali notturni). Il proposito per quest’anno è un’anarchia completista: tutto o quasi, ma quando si può e si riesce. È finita l’introduzione non richiesta e comincia il post? Sì, quindi ecco i 10 film che più mi sono piaciuti (perché sono così paracula da non dire migliori, perché antepongo l’emozione alla ragione, ebbene sì) tra le 208 novità cinematografiche in uscita nelle sale nell’anno solare 2018 da me visionate. Non è stata un’annata semplice…

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