Recensionando / Fangirl di Rainbow Rowell

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Un romanzo young adult con protagonista una avida scrittrice di fanfiction slash mi sono sentita in dovere di leggerlo. Ci ho messo tre anni e passa a decidermi e nel frattempo Fangirl di Rainbow Rowell è diventato quasi un titolo generazionale per quanti sono appena usciti da un’adolescenza il cui filo conduttore è stato l’incredibile fenomeno letterario e sociale di Harry Potter, il cui fandom ha avuto un impatto non secondario sulle vite e relazioni passate e presenti.
Con il suo mix di tematiche young adult, intreccio sentimentale e fandom, Fangirl si è assicurato una fanbase solidissima anche qui in Italia, generando persino uno spin-off dedicato alla fanfiction scritta dalla protagonista.
Cosa ne penso io, fangirl a mia volta e anagraficamente appartenente a quella generazione ma finita già da allora su lidi alternativi e ben più strani? In sintesi: bene, ma non benissimo.
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Riflettendo / Atomica Bionda e gli anni ’80 di cui aver nostalgia

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Facile etichettare un film dell’estate 2017 sotto l’etichetta di “nostalgia anni ’80”. Facile e poco lusinghiero verso l’action movie di David Leitch, che ha lasciato la regia di John Wick 2 per dirigere la statuaria e algida Charlize Theron in un film il cui maggior pregio è fare tutto quello che Hollywood ha deciso che non può o non deve più portare su grande schermo.
In Atomica Bionda si beve e si fuma continuamente, come forse non si fa più dai tempi di Bogart e Bacall, si affrontano situazioni mortali sfoggiando un guardaroba impossibilmente perfetto e in aggiunta ci si rotola tra le lenzuola per riscaldarsi nella città più fredda del mondo, quella Berlino divisa in due (ancora per pochi giorni) dal Muro.

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Intervistando / Olivier Assayas si racconta a Locarno 70

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Quella che segue è la trascrizione pressoché integrale della lunga intervista che ho avuto la fortuna di fare a Olivier Assayas, raffinato regista francese, responsabile del rilancio delle ambizioni professionali di Kristen Stewart e presidente di giuria a Locarno 70. La versione snella ed editata è apparsa qualche giorno fa su MondoFOX. Per cinefili e curiosi del dietro le quinte del cinema contemporaneo, è davvero un post da leggere, ma anche un’ottima occasione per cogliere qualcosa di privato di una personalità complessa e intrigante come quella di Assayas. Buona lettura!


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Intervistando / Todd Haynes si racconta a Locarno 70

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Quella che segue è la traduzione e trascrizione il più fedele possibile del lungo incontro che il regista di Carol, Lontano dal Paradiso e Velvet Goldmine Todd Haynes ha avuto con il pubblico del Festival di Locarno 70, il 9 agosto 2017.
La versione video pressoché integrale per chi non ha problemi con l’inglese la trovate in coda al post.

Nel frattempo in questo post potete ascoltare l’eco di una voce tra le più stimate del panorama cinematografico statunitense contemporaneo, mentre parla di cose cinematografiche, mondane e queer: dal suo rapporto con Cate Blanchett e Julianne Moore alla sua passione per Mary Poppins, fino al suo titolo di giornale preferito di sempre a lui dedicato. Buona lettura!
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Approfondendo / “Oh…” di Philippe Djian e Elle di Paul Verhoeven

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Storie di lettura all’epoca dei social network: pur avendo adorato Elle di Paul Verhoeven (tanto da cacciarlo persino nella mia classifica di fine anno) ho finito per scoprire per era tratto da un romanzo francese edito in Italia da Voland grazie a una foto su Instagram postata da chissà quale influencer o blogger.
A dirla tutta il merito va addirittura a una di quelle molestissime, odiose fascette giallo fosforescente, che proclamava a gran voce che da quel romanzo era tratto un grande film, Elle. Difficile altrimenti che collegassi il libro di un autore francese a me sconosciuto con il film del regista olandese. Anzi, se diversamente dal solito non sono andata a caccia di informazioni è proprio perché la storia di Michèle Leblanc è davvero belle corde del regista di Basic Instict e Robocop, tanto da sembrare tutta farina del suo sacco.
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Recensionando / La vegetariana e Atti umani di Han Kang

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Arrivo ben oltre il limite massimo, quindi è obbligatorio porsi una domanda preliminare: dopo essere entrata nei 10 autori più meritevoli del 2016 per il Corriere della Sera (e anche nella mia top ten) ed essere stata tra i protagonisti della blogosfera letteraria italiana, ho qualcosa di rilevante da aggiungere alla valanga di recensioni e riflessioni già pubblicate su La Vegetariana, vincitore dell’International Booker Prize 2016?
A trarmi d’impiccio ci ha pensato l’editoria inglese, che ha già pubblicato il volume che Adelphi ha promesso per il 2018 in italiano, Human Acts. Con a disposizione due romanzi dell’autrice e la partecipazione di un incontro in cui li presentava a Milano, è molto più semplice raccontarvi chi è questa donna minuta dalla voce appena udibile eppure diventata portabandiera e apripista della misconosciuta letteratura sudcoreana nel mondo.

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Recensionando / A Stranger in Olondria di Sofia Samatar

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Se ne stava lì indisturbato sulla mia mensola dal tardo 2014: questo è lo sconcertante potere di una copertina che sembra una brutta fan art di 12 Anni Schiavo. Avevo giurato e spergiurato che, solo come atto di principio, avrei affrontato A Stranger in Olondria nel 2017, ma dentro di me temevo che fosse uno di quei tomi rilevanti nella sua finestra temporale di dibattito che, scaduto il tempo massimo, perdono quasi la loro valenza.
Mi sbagliavo. Del tutto. Il vincitore del World Fantasy Award 2014 è un romanzo notevole e un esordio davvero straordinario, che gode di una fama piuttosto contenuta nella quantità (non nella qualità) solo per via della casa editrice microscopica che lo sostiene e pubblica, la Small Press Beer. Lo stile è diverso, ma la sensazione di lettura è simile a quella data da Jonathan Strange e Mr Norrell: più giri le pagine e più sai di star leggendo una gemma che racchiude anni e anni di lavoro.

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Miscellanea / Missed but not Forgotten #3

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La rubrica aperiodica e ritardataria nell’anima in cui vi racconto brevemente i film che ho visto prima dell’uscita nelle sale italiane ma che non sono riuscita a recensire prima del loro approdo nelle stesse.
Hashtag suggerita #megliotardichemai.

In questa puntata parleremo di thriller thrilleroni thrilleracci, alcuni ancora in sala, di molti solo per il gusto del LOL epico che procurano:

Black Butterfly
2:22
Una Doppia Verità
Codice criminale
The Neon Demon 
La cura del benessere
La vendetta di un uomo tranquillo 
John Wick 2
Allied

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Recensionando / The War – Il pianeta delle scimmie

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Nel campo dei prequel non richiesti che rispondono a domande che non avevamo posto, la trilogia di Cesare che prelude al grande classico cinematografico de Il Pianeta Delle Scimmie è tra i pochissimi esempi che ha saputo trovare motivo d’esistere e per giunta persino all’interno del suo stesso arco narrativo.
Un traguardo davvero ragguardevole che però cozza con la sensazione che per la terza volta ho provato in sala, di fronte a The War – Il pianeta delle scimmie, un film grandioso dal punto di vista realizzativo e spesso narrativo, ma a cui avrei smesso di pensare immediatamente fuori dalla sala.
Perché nonostante i buoni risultati di critica e pubblico, non ho mai non dico la voglia, ma nemmeno lo spunto di tornare sulle avventure della scimmia quasi umana Cesare?

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Recensionando / Ninefox Gambit di Yoon Ha Lee

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Ninefox Gambit di Yoon Ha Lee è il romanzo di fantascienza dell’anno appena trascorso? Se sì, qual è il bilancio del 2016 fantascientifico a livello anglofono e quindi mondiale?
Certo il pedigree è di quelli difficili da ignorare: il romanzo d’esordio di Yoon Ha Lee, primo volume della trilogia The Machineries of the Empire, ha piazzato la doppietta Hugo + Nebula, è in finale nell’Arthur C. Clarke Award. In qualità d’esordio senza un fandom precedente a cui appoggiarsi dimostra una forza notevole e può brillare anche nei premi dedicati agli esordienti, e infatti eccolo portarsi a casa un Locus Award per miglior romanzo d’esordio SF. Nella piccola nicchia fantascientifica è stato recensito da tutti i nomi giusti abbastanza o molto positivamente: hanno risposto all’appello blogger, youtuber, autori e tutta la critica che ancora legge fantascienza (aka non quella italiana). Ha un blurb di John Scalzi. Che volere di più?
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