Lista ragionata e aggiornata dei libri e dei fumetti introvabili che vorrei

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Si desidera sempre quello che non si può avere. Nel caso dei bibliofili ciò che è esaurito, sold out, fuori catalogo, fuori stampa o venduto a peso d’oro in prima edizione, quando non completamente scomparso dalla circolazione e ignoto anche ai circoli dell’usato più estremi e infallibili.

A seguire un post/lista dei desideri che aspira ad essere lista della spesa, ovvero i libri/fumetti che vorrei comprare, possedere e leggere ma, per un motivo o per l’altro, non sono semplicissimi da reperire. Nella speranza di poter spuntare presto almeno un paio di questi volumi.

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Recensione / Space Opera di Catherynne M. Valente

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Poche volte mi sono sentita destinataria ideale di un romanzo come quando ho cominciato a leggere le prime pagine di Space Opera. Con una certa qual arroganza, va ammesso, mi sono ritrovata a chiedermi quante persone nella Penisola rientrino nella minuscola intersezione tra due vere e proprie nicchie: i lettori di fantascienza e gli appassionati di Eurovision Song Contest, la gara canora nata su ispirazione del Festival di Sanremo che proprio l’Italia ha finito per snobbare dopo l’annata in cui i Jalisse hanno sbancato all’Ariston e la RAI ha sbottato No, Eurovision, io me ne vado, lasciando inspiegabilmente la gara e il suo posto da big per anni e anni.
Col tempo ogni nodo viene al pettine e ogni impresa impossibile diviene fattibile: l’Italia è tornata a gareggiare e perdere per un soffio ostacolata dai complotti dei poteri forti europei, una scrittrice statunitense come Catherynne M. Valente ha scoperto per caso l’ESC (affettuoso acrononimo Twitter friendly di Eurovision Song Contest) e una piccolissima casa editrice di nome 21 lettere ha deciso di lanciarsi nell’epica impresa di pubblicare un romanzo di fantascienza finalista dello Hugo nel 2019. Tutto è possibile.  Continua a leggere

Recensione / Docile di K.M. Szpara

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Sono stata molto tentata di aprire questa recensione con lo screenshot di una chat avvenuta qualche giorno fa tra me e il mio editor su Players Magazine Claudio. Questo scambio comincia mentre sono in coda fuori da un supermercato preso d’assalto durante l’epidemia di COVID-19. Davanti a me si profila un’ora abbondante di attesa, per cui apro un’app sul cellulare e comincio a leggere Docile, un romanzo fantascientifico uscito da qualche giorno per il più grande editore statunitense del comparto. Copertina dai colori pastello con uomo in smoking dal volto cancellato da un tratto bianco e un blurb accattivante: There is no consent under capitalism. Basta leggere la sinossi per capire che Docile promette sesso: tanto, controverso, acceso dalle tinte forti della riflessione politica sociale sul capitalismo e la sua tentacolare influenza su ogni ambito – pubblico e privato – della società.

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Recensione / Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

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Negli ultimi anni mi capita spesso di sentir dire che a un romanzo fantasy ben riuscito non può che avere una mappa nelle prime pagine, per illustrare al lettore come è fatto il mondo fantastico dove sono ambientate le vicende narrate. La mia esperienza di lettrice mi suggerisce esattamente il contrario: i libri di stampo fantastico ben scritti non hanno alcun bisogno di mappe introduttive, perché nei loro mondi vuoi perdertici dentro e, grazie alla bravura dell’autore, dopo qualche capitolo ti ci senti a casa.
Il mio approccio standard alla lettura di un romanzo (fantastico e non) è quello di consultare il meno possibile glossari, genealogie e tutto il materiale introduttivo e di corredo che affianca il testo duro e puro, lasciando fare allo scrittore, non pretendendo di orientarmi e capire tutto sin dalla prima riga. Se posso sentirmi smarrita o non del tutto consapevole della realtà attorno a me nel mondo in cui sono nata e che abito da decenni, per non dovrei esserlo anche in un realtà che esploro da poche pagine?
La frequenza con cui mi sono trovata a consultare le mappe (al plurale) nelle pagine iniziali di Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon racconta più di ogni altro aspetto la fatica che a volte un lettore deve fare per sopperire alle mancanze di chi scrive e guida.

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Specialando / il Listone Film 2019

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A seguire i dieci libri che più ho amato e che più mi sono rimasti nel cuore o nella mente tra quanto ho visto e commentato nel 2019. Come sempre anteponete a tutta la selezione e al commento un bel secondo me.

Previously on Listoni Film ◇ [2018] [2017] [2016] [2015] [2014] [2013]
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Cineriassuntone settimanale #3 / Jojo Rabbit e Richard Jewell

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JOJO RABBIT di Taika Waititi
Il piccolo Jojo ha 10 anni ed è un fervente fanatico nazista nella Germania vicina alla disfatta della Seconda guerra mondiale. Essendo mingherlino e irriso dai giovani della città, Jojo si accomopagna a un amico immaginario con le fattezze del Führer. Quando però scopre che la madre nasconde una ragazzina ebrea in un’intercapedine del muro, Jojo sarà costretto a confrontarsi con una realtà molto differente dalla propaganda nazista.
La prova provata che alle volte tirare fuori dal cappello un film riuscito non è nemmeno lontanamente abbastanza. Sinceramente sono un po’ scettica sulle nomination di peso che questo crowd pleaser ha raccolto, tra cui quella per miglior film. Bisogna certo riconoscergli di riuscire a fare un’operazione comica non scontata per un film così trasversale, accessibile e commerciale. Senza Taika Waititi al timone (regia, sceneggiatura e interpretazione di Hitler) palesemente questo film non si sarebbe fatto, o quantomeno non si sarebbe proposto con successo a un pubblico così ampio. Continua a leggere

Specialando / il Listone Libri 2019

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A seguire i dieci libri che più ho amato e che più mi sono rimasti nel cuore o nella mente tra quanto ho letto e completato nel 2019. Come sempre, dato che il mio monte letture annuale non spiluccate o testate non supera la cinquantina di unità, i titoli caldamente raccomandanti/imperdibili sono da considerarsi i tre sul podio o poco più. Dieci titoli sono pur sempre più di un quinto del totale, ma potreste trovare qualcosa di vostro interesse anche nella parte bassa della classifica.

Nelle puntate precedenti…
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[Listone 2015] [Listone 2014] [Listone 2013]
[Listone 2012]
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Cineriassuntone settimanale #2 / Piccole donne, Hammamet, City of Crime

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PICCOLE DONNE di Greta Gerwig
Il classico della letteratura statunitense Piccole Donne di Louisa May Alcott torna al cinema con una produzione hollywoodiana, un cast super glamour e la seconda, attesissima regia di Greta Gerwig.
L’aspetto più limitante dell’esperienza cinematografica dei film di Greta Gerwig è la sua claque, con risate di quelle iper consapevoli e applausi da scena aperta che magari, mh, anche no.
Detto questo (e temendo parecchio che alla lunga questa esasperazione me la renda indigesta) il mio notevole scetticismo iniziale è stato quasi del tutto cancellato da un film genuinamente emozionante, che centra il non semplicissimo obiettivo di dare una risposta sensata al quesito principale che sorge spontaneo: ma Greta, ma hai Hollywood ai tuoi piedi e fai Piccole donne, ma perché?

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Il Listone / Il meglio (e il peggio) dei film delle Feste

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Il Natale del cinefilo è senza respiro. Il numero di uscite al cinema è imponente e, per chi sa ben cercare, non mancano nemmeno film di qualità, seppur seppelliti dal numero mostruoso di copie con cui si fronteggiano i titani del botteghino natalizio: da una parte l’impero (Disney), dall’altra i “ribelli” (giusto di nome, dato che come leggerete durante le Feste si raggiungono dei picchi di democristianità notevoli) del cinema italiano, guidati dall’impavido Checco Zalone. Mentre Luca Medici ormai battaglia con sé stesso volando verso i 24 milioni di euro, la Befana già bussa alla porta. Ditele di farsi da parte e correte al cinema, perché finalmente il Listone di gerundiopresente è qui per riparare alle mancanze e ai torti, per proclamare a suo sindacabilissimo giudizio vincitori e vinti, per linkarvi (quasi) tutte le recensioni pertinenti. Per essere, come sempre, un blog di cinema tenerino con lo sguardo severo (cit.) nei suoi giudizi. Taylor.
Errrr, sigla.
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Recensione / The Menace From Farside di Ian McDonald [Luna Extra]

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Nell’anno delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, il lettore italiano ha finalmente potuto ambientarsi sulla Luna di Ian McDonald, uno dei pochi scrittori di fantascienza capace di tornare in un paesaggio classico della fantascienza d’antan e farlo suo, con una visione fresca, sferzante, attuale e così sexy da diventare (anche per mancanza di contendenti) la più (in)credibile superficie lunare in campo narrativo.
Certo anche la Luna e i suoi abitanti hanno i loro grattacapi in The Expanse e in altre saghe SFF, ma l’attenzione fino a qualche anno fa era tutta rivolta a Marte. Ian McDonald si è fatto trovare pronto per un anniversario importante, o forse ha intuito anzitempo che per rendere possibile l’ammartaggio (o per procurarsi le sempre più introvabili terre rare), l’uomo sarebbe tornato a guardare alla Luna, sperando di compiere un altro piccolo passo sulla sua superficie.

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