Recensionando / Bohemian Rhapsody

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Se non è solo fantasia, di certo non profuma di vita vera Bohemian Rhapsody, il film biografico che promette di rileggere la storia della rock band inglese per eccellenza ricalcandola sulla classica parabola del carismatico leader: ascesa, fama, diventare uno stronzo, caduta, rialzarsi faticoso e ultimo momento topico, raggiunto finalmente con consapevolezza adulta.
A compiere l’ascensione al Golgota della Fama è ovviamente Freddie Mercury, leader indiscusso del gruppo, una spanna di geniale sensibilità sopra gli altri: magari anche un film sull’infinita pazienza di Brian May sarebbe interessante, ma c’è un indubbio vantaggio ad essere la leggenda deceduta in giovane età.
La prima notizia non esattamente sorprendente è che il film – pur valutandolo negli standard non proprio autoriali degli studios statunitensi – non è l’omaggio irriverente e ardito che si sarebbe meritato una delle icone della musica inglese del Novecento. La seconda è che inaspettatamente siamo ripiombati in un mood biografico volemosebenista da pieni anni ’90.

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Recensionando / The Little Drummer Girl di Park Chan-wook

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Brucia con una fiammata di sfavillanti colori, emette scintille luminose e il suo fumo sale lentamente fino ad essere visibile in ogni angolo dell’affollatissima ma spesso sterile landa televisiva contemporanea: è The Little Drummer Girl, la miniserie evento di BBC (trasmessa negli Stati Uniti da Amc e ancora inedita in Italia) che rischia davvero di essere tra le migliori produzioni televisive di quest’annata. No, anzi, cancellate pure il “rischia” e appuntatevela come un titolo da provare assolutamente.
Non che ci si potesse aspettare di meno dalla combustione spontanea di elementi tanto pregiati. Ci sono interi film e svariate serie TV che si sostengono su uno solo dei nomi che concorrono alla realizzazione di un prodotto che di nuovo non ha davvero nulla, ma la cui qualità prova quanto la formula televisiva classica sia difficile da battere.

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Commentando / i 5 “ma anche no” di I crimini di Grindelwald [SPOILER]

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Di recensioni spoiler free e report introduttivi al secondo lungometraggio della saga/prequel di Animali Fantastici in queste ore ne starete probabilmente leggendo a bizzeffe. La mia a riguardo l’ho già detta, su FOX e altrove.
Con quanti tra di voi hanno già visto il film e/o non temono spoiler di sorta, vorrei quindi approfondire un paio di punti particolarmente nebulosi e irritanti di I crimini di Grindelwald che.
Infatti pur essendo più spedito e vivace del precedente Animali Fantastici e dove trovarli, lascia un po’ sconcertati per quanta carne riesca a mettere di malagrazia sul fuoco, senza però far succedere davvero nulla di rilevante o quasi.
O meglio, nulla di entusiasmante.

Seguono, comprensibilmente, [SPOILER].
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Recensionando / Overlord

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Dici Bad Robot, evochi J.J. Abrams, una delle poche entità hollywoodiane capaci di dare una piega precisa a un progetto pur limitandosi a benedirlo nelle vesti di chi ci caccia i soldi in qualità di produttore. D’altronde nomi grossi da sparare con font ragguardevole in locandina Overlord davvero non ne ha altri: Julius Avery è un regista con un solo film alle spalle (Son of a Gun) e alla redini di un progetto di cui supervisiona giusto la direzione filmica, il codazzo di attori con cui s’interfaccia sono le classiche belle facce di belle speranze, viste qua e là in tanti progetti precedenti più o meno interessanti ma a cui davvero in pochissimi saprebbero dare un nome e cognome al primo sguardo.
Poco male, anzi benissimo: se c’è un prodotto di cui a Hollywood c’è disperatamente bisogno sono questo genere di progetti originali, pensati per il cinema, indipendenti da altri franchise e dalla fama delle star che vi militano.  Continua a leggere

Strani Mondi 2018 / Intervista a Ian McDonald

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L’ospite d’onore di Stranimondi 2018 è stato proprio Ian McDonald, uno degli scrittori di fantascienza più letti e criticamente acclamati sulla scena internazionale. Ho avuto la fortuna di poterlo intervistare per MondoFOX [QUI].
Quella a seguire è invece la (lunghissima) trascrizione dell’intera chiacchierata che abbiamo fatto Ian e io, completa di tediosi e cavillosi dettagli che che per amor di sintesi e agilità non sono finiti nell’articolo ufficiale.

In coda al post trovate anche l’intero video non sottotitolato. Buona lettura!
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Fest 2018 / Le terrificanti avventure di Sabrina

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Tutto si può dire di Netflix, tranne che non sappia creare un’atmosfera di aspettativa attorno alle sue release, quale che sia il loro calibro. Prendete il FeST –  Festival delle serie TV di Milano. La grande N dello streaming non ha aveva in programma le anteprime più succose (quella palma la darei ad Amazon Studios con The Romanoffs) ma ha saputo rendere ogni suo evento una faccenda esclusiva e condivisa come nessun altro.
Così metti una sera in Santeria a Milano e una tote bag nera con il logo di Le terrificanti avventure di Sabrina su ogni sedia. All’interno c’è ben più di un semplice gadget: c’è quello che nella città meneghina chiunque definirebbe il lavoro di un team di creativi (si spera fuori dallo stereotipo dello stagista sottopagato). All’interno si trova una scatoletta di cibo per gatti posseduti, con etichetta dalla grafica ritoccata per elencare tra gli ingredienti sogliola assatanata e alito del Demonio. Il pezzo forte però è una parrucca bionda completa di fascia nera, con tanto di effetto shatush, perché sia mai che la protagonista di una serie teen abbia i capelli di un solo colore dalle radici alle punte. In un attimo tutta la sala è bionda e tutti sono sui social e il gioco è fatto.

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FeST 2018 / Le serie TV del <3 di Zerocalcare e M¥SS KETA

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Lui incarna la romanità di borgata, lei è la nuova regina della Milano nevrotica. A 34 anni con la sua produzione di “disegnetti” e graphic novel Zerocalcare è un fenomeno popolare e pop che non ha bisogno di presentazioni, così trasversale da essere giusto a un paio di scatti dal livello ospitata da Fazio a Che tempo che fa.
M¥SS KETA invece sta emergendo solo ora dalle nebbie più fitte della scena musicale underground, spinta da fini intenditori, conoscitori della Milano più sperimentale e qualche youtuber che detta tendenza (o tenta di). La sua Una donna che conta però è stato il tormentone estivo alternativo – correlato di citazioni e meme – della piccola ma fondamentale nicchia delle persone dal gusto fino e dalla vista lunga.

 

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Recensionando / Soldado

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Da spettatori italiani è davvero difficile mettere da parte l’orgoglio di vedere Stefano Sollima (Gomorra – La serie, Suburra) alla guida di un grande film hollywoodiano e concentrarsi su altro, soprattutto considerando l’ottima riuscita di Sicario – The Day of the Soldado. Non sfigurare a paragone diretto con Denis Villeneuve non era semplice, soprattutto se privati del talento di Emily Blunt e di figure tecniche come il leggendario direttore della fotografia Roger Deakins.
Eppure anche con il regista italiano alla guida, la macchina da guerra di quello che zitto zitto potrebbe presto trasformarsi in un franchise vero e proprio non fallisce. Allora il nome da mettere sotto i riflettori forse è un altro: quello dello sceneggiatore Taylor Sheridan.

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FeST 2018 / I Romanoff di Matthew Weiner

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Tra le anteprime più prestigiose viste al FeST 2018 (Il Festival delle Serie di Milano) brilla la proiezione dell’episodio pilota di The Romanoffs, una fastosa produzione Amazon Studios che riporta sul piccolo schermo un nome che ne ha fatto la storia recente. Quello di Matthew Weiner, il creatore di Mad Men.
Il concept alla base della serie TV è semplice: 8 episodi da 90 minuti ciascuno, con al centro un erede della mitica famiglia imperiale russa, o sedicente tale.
Gli elementi univoci finiscono qui, perché The Romanoffs rischia davvero di essere una serie infinitamente più interessante per come e quando è stata realizzata che per il suo contenuto vero e proprio.

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FeST 2018 / Netflix presenta Baby

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12Alla prima edizione del Festival delle Serie TV di Milano, i nuovi grandi produttori di serie TV non sono voluti mancare, con tanto di anteprime esclusive da presentare agli appassionati e alla stampa milanese. Sul fronte italiano, Netflix ha presentato per la prima volta al FeST 2018 una clip esclusiva di Baby, la serie TV che promette di raccontare uno dei microcosmi più chiacchierati della capitale romana: quello dei Parioli.

La serie TV presenta un soggetto originale, ma è ispirata alla cronaca romana recente, che ha visto delle giovanissime trasformarsi in squillo di lusso per i professionisti abbienti della capitale. A presentarla nel panel milanese i registi Andrea De Sica e Anna Negri e gli sceneggiatori del collettivo GRAMS.

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