Specialando / Cannes 2015

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cannes 68Ahhh, il sole, il mare, la Croisette. E io, come sempre bloccata nella ridente pianura padana, lontana fisicamente ma vicina psicologicamente e “socialmente” a quanti stanno vedendo l’incredibile programma di questa 68esima edizione dal vivo, dileggiando la cartella blu compresa nel press kit e preparandosi a rivenderla sul web. Insomma, anche quest’anno rosichiamo insieme perché non abbiamo la cartella bella e possiamo solo tentare di capire quali siano le proposte imperdibili della Croisette. Mai-una-gioia.
In un mondo migliore questo post sarebbe aggiornato giornalmente: si fa quel che si può, voi quando passate di qui, dateci un’occhio: sopra e sotto, perché il post è in evidenza ma continueranno ad arrivare aggiornamenti sul resto.

Per un qualche misterioso motivo il menù delle pagine è finito sotto gli articoli consigliati: finché non sistemo, cercate gli aggiornamenti delle pagine laggiù!

[AGGIORNATO AL 16 MAGGIO]

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Recensionando / Youth

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Schermata 2015-05-20 a 02.21.38Ultimo italiano in gara nella sessantottesima edizione del festival di Cannes, Paolo Sorrentino conferma con la sua nuova pellicola due grandi verità che avevamo già intuito: la corazzata made in Italy quest’anno è fortissima ma probabilmente rimarrà con un pugno di mosche per le mani e il regista del terzo italiano in gara non vive più nello stesso mondo di noi comuni mortali.
Non è il primo film di Sorrentino ambientato in un esclusivo hotel svizzero, ma il distacco dal sublime Le conseguenze dell’amore non potrebbe essere più abissale: è finito per Sorrentino il periodo in cui poteva identificarsi con i perdenti che tentano inutilmente di prendersi una rivincita sul mondo, ora la sua mente condivide le preoccupazioni e le nevrosi di quanti si confrontano con il successo e il riconoscimento del loro eccezionale talento.

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Recensionando / Tomorrowland – il mondo di domani

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Tendenzialmente sono quel tipo di persona che detesta le considerazioni che cominciano da lontano, da un frammento di vita personale che suona più come egocentrismo che come spunto di valore a una recensione. Già so che non mi perdonerò la debolezza di aver infranto questo mio caposaldo, aprendo la recensione di Tomorrowland con il ricordo di mia madre che di tanto in tanto, guardando un punto lontano, indistinto ma inarrivabile, mi racconta di quanto, da giovane, il futuro che si immaginavano possibile (e vicino) non somigliava per niente al mondo di oggi. Lo dice sempre con una punta di rammarico. Il loro futuro era luminoso, iperpositivo, popolato da automobili volanti e pillole che rimpiazzano i pasti e la fame. Il futuro antico e perduto della golden age della fantascienza, della giovinezza di mia madre, si è rifugiano in Tomorrowland.

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Recensionando / Mad Max: Fury Road

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hr_Mad_Max-_Fury_Road_9Mad Max: Fury Road è facilmente il miglior film d’azione dell’anno, il miglior film fantascientifico distopico dell’anno. Di più: se passiamo all’unità di misura decennale, sia nella prima che nella seconda categoria ha pochissimi rivali.
George Miller lo avevamo perso per strada (o meglio, dietro la cinepresa di due Happy Feet), mentre il cinema correva a folle velocità in un’era tecnologica in cui ogni più assurda, folle fantasia action diventa non solo realizzabile, ma anche visivamente appagante. Ci ha messo vent’anni, ma la sua sgasata l’ha portato in territori inesplorati, quelli del cinema che rimarrà: è quella la sensazione durante la proiezione, quella consapevolezza crescente di stare guardando un film che, tra qualche decennio, ricorderai orgogliosamente con un “ah, l’ho visto al cinema“.

Voi stasera correte al cinema; io in cambio vi ho sfornato una recensione priva di spoiler.

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Recensionando / Calvario

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calvary1Un maggio lungo un anno, è questo il mio sogno di cinefila in Italia, dove una straordinaria congiuntura di ritardi non più prorogabili, film anticipati dal “chiuso per estate” e l’incombente Cannes creano quattro lunghe settimane di cinema intenso e straordinario.
Calvario arriverà domani nelle sale, largamente anticipato dall’ovazione tributatagli dalla comunità cinefila mondiale: il secondo film di John Michael McDonagh ha convinto veramente tutti, trascinato da un Domhnall Gleeson alle prese con il ruolo della vita, cucitogli su misura si dalle prime fasi di scrittura della sceneggiatura, quello di un prete irlandese a cui viene annunciato in confessionale il suo personale calvario.

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Recensionando / Il racconto dei racconti

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tot1È difficile dare un giudizio a caldo sul nuovo film di Matteo Garrone in concorso a Cannes 2015: non è un’apertura paracula, quanto piuttosto un avvertimento. Nell’affollatissima proiezione stampa di Milano di oggi all’ultima transizione su nero di chiusura ci sono stati parecchi secondi di silenzio, mentre più o meno tutti facevamo i conti con una pellicola che innanzitutto spiazza e ancor di più considerando i precedenti del regista di Gomorra e Reality, decisosi improvvisamente a fare un tuffo nel fantastico più fiabesco con un adattamento di tre novelle tratte da Lo Cunto de li Cunti, opera fondativa del genere di Giambattista Basile, un corpus di una cinquantina di fiabe a cui tutti i grandi nomi europei che associate alla parola hanno attinto a piene mani, fino ad arrivare a questa interpretazione garroniana.

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Recensionando / Cake

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cake1Per quanto shockante possa risultare questa affermazione, sono d’accordo con l’Academy, quantomeno stavolta: Jennifer Aniston non meritava la nomination come miglior attrice protagonista per Cake. Film che approda solo ora da noi e di cui si è fatto un gran parlare principalmente perché ha consentito di ritrarre ancora una volta l’attrice come eterna beffata dal destino, ignorata per la sua grande prova ottenuta con quello che sembra essere il vero trend del 2014: attore che si cala nei panni di produttore esecutivo per la disperante mancanza di ruoli un po’ fuori dai canoni in quel di Hollywood.
Anche questa sceneggiatura era finita nella famosa, vituperata black list 2013 (la lista delle migliori sceneggiature “ferme”, in attesa che qualcuno le trasformi in un film), in attesa di ripescaggio. Come spesso ho già sottolineato in passato, se una sceneggiatura rimane in stallo, il motivo è spesso la sua riuscita solo parziale.

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Recensionando / Forza maggiore

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fmposterLa vera forza di un festival cinematografico non sta tanto nell’offerta della blasonata, seguitissima sezione principale del concorso, quanto nella capacità di mantenere altissima la qualità dei prodotti nelle sezioni collaterali, fondamentali vivai per gli autori di domani. Il fatto che l’anno scorso sulla Croisette potessero permettersi di mettere l’ultimo film dello svedese Ruben Östlund “solo” nella sezione Un Certain Regard la dice lunga sullo straordinario stato di salute della kermesse francese.
E Forza Maggiore quella sezione così amata dei cinefili più esigenti l’ha vinta, portandosi a casa il gran premio della giuria, una nomination ai Golden Globes e consacrando il suo sceneggiatore e regista svedese come uno degli nuovi autori più interessanti a livello europeo.
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Specialando / Star Wars Day a Milano!

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starwarsday_logoMay the 4th be with You! In occasione della domenica immediatamente precedente alla data che gode di una notevole assonanza con la celebre “May the Force be with you“, l’appuntamento cult per gli appassionati della saga cinematografica ideata da George Lucas si è tenuto quest’anno a Milano. Lo Star Wars Day, il giorno in cui tirare fuori la spada laser e il mantello jedi dall’armadio con orgoglio, perché durante la parata per il cuore della città o nelle aree tematiche all’Arena Civica per i fan è possibile esprimere tutto l’amore per una delle saghe cinematografiche più amate di sempre. La data fu scelta proprio da Lucas, che nella sua modestia decise di consacrate un giorno all’anno alla sua creatura più amata.

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Recensionando / La ballata di Adam Henry

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Schermata 2015-04-27 a 19.07.12Data la vastità di generi e autori che stuzzicano il mio interesse, raramente riesco a leggere più di due o tre titoli partoriti dalla stessa penna. Da quando i social network si occupano di tener traccia delle mie letture, ho letto sei titoli di Ian McEwan; un po’ perché adoro il suo stile di scrittura, un po’ per il suo piglio polemico contro le credenze mistico religiose, un po’ perché il suo ritmo di scrittura di un romanzo di qualche centinaio di pagine ogni due, tre anni si adatta alla perfezione al mio ritmo di lettura.
Fu così per Miele, stesso copione per The Children Act: annuncio in pompa magna dell’uscita, ospitata da Fazio, vago appunto mentale di recuperarlo in qualche modo. La prima volta che metti piede in biblioteca te lo trovi davanti, fresco di stampa, appena poggiato sullo scaffale dei nuovi arrivi. E così si ricomincia.
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