Recensione / Il re leone

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Ormai l’abbiamo capito: ci toccherà sorbirci, volenti o nolenti, il remake live action / generato digitalmente di qualsiasi titolo appetibile tra i classici Disney, canone più o meno ufficiale che racchiude tutte le grandi produzioni animate tradizionalmente da Walt Disney persona prima e studios poi. Dopo il successo di Il libro della Giungla non è nemmeno tanto sorprendente che ci si sia rivolti a Jon Favreau per portare su grande schermo in versione digitale un altro grande classico animalesco, un assoluto punto fermo dell’animazione Disney negli anni ’90, un’epoca fertile d’idee che diede nuova giovinezza e nuovi classici a uno studio appena uscito da una crisi creativa prolungata.
Con tutte le premesse del caso, con l’uscita estiva sinonimo di leggerezza e anticamera di permissività cinefila per eccellenza, anche considerando tutto questo io questo Il re leone 2019 non solo non l’ho gradito, ma l’ho trovato sconfinatamente irritante.

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Recensione / La sirena e Mrs Hancock di Imogen Hermes Gowar

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Almeno una volta l’anno mi capita di imbattermi in un romanzo inglese simile a La sirena e Mrs Hancock, esordio letterario di Imogen Hermes Gowar. Omogenea per genere, stile, provenienza e ambientazione, persino per veste grafica che difficilmente passa inosservata, la pattuglia inglese dei romanzi dalla più o meno accurata ricostruzione storica non manca mai di mandare uno dei suoi emissari dalla terra d’Albione alle librerie nostrane.
Romanzi come Il miniaturista e Il genio e il golem hanno spesso fatto la fortuna delle scrittrici sì, ma anche delle piccole e medie case editrici italiane che ci hanno messo su le mani e sono riuscite a trovare loro un discreto pubblico, silenzioso ma alla costate ricerca di romanzi storici ma dal piglio commerciale e dalla lettura facilmente accessibile.
Stavolta invece scende in campo un gigante editoriale come Einaudi, che colloca il romanzo nel mezzo dello zibaldone che è ormai diventata la collana Supercoralli. Se la veste grafica ricalcata sulla falsa riga di quella inglese si rivela ben più spartana per risutato finale, a impreziosire davvero il volume ci pensa la traduzione di Monica Pareschi, che rende ricca e suggestiva la lettura di un romanzo davvero bizzarro.
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Cannes 72 / Portrait de la jeune fille en feu di Céline Sciamma

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Non mancava certo una punta di autentico sciovinismo nell’imponente consenso critico, per non dire tifo da stadio, con cui la stampa francese ha accolto a Cannes 72 il nuovo film di una beniamina di casa come la regista Céline Sciamma.
Le voci di una possibile seconda Palma d’Oro femminile erano trasversali in 72 anni di storia di festival erano però insistenti e ad oggi è sostanzialmente impossibile trovare una recensione davvero negativa di Portrait de la jeune fille en feu (Ritratto di una giovane donna che va a fuoco), un film magistrale che ha conquistato trasversalmente e a ragion veduta critica e giuria, che lo ha premiato come miglior sceneggiatura dell’edizione 2019. Il minimo per un film che tanti vedrebbero volentieri anche agli Oscar. Io poi mi trovo sostanzialmente d’accordo, anzi, per me al momento è il film più bello visto nel 2019.
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Cannes 72 / Parasite di Bong Joon-ho

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Il nuovo film di Bong Joon-ho valeva la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2019, la prima in assoluto vinta dallo strepitoso cinema sud coreano? Sì, con qualche riserva.
Quel che è certo è che dopo la precedente parentesi occidentale più o meno dignitosa di Snowpiercer e Okja, il regista coreano è tornato a lavorare con attori e maestranze connazionali, tirando fuori un film all’altezza delle sue opere migliori, quasi che all’estero si diverta con lezioni di stile (e genere) e toni ingentiliti, mentre quanto c’è da fare sul serio e andarci giù duro, nessun posto è meglio di casa.
In merito a questa vittoria, qualche giornalista italiano tra il nostalgico e il retrogrado ha tirato fuori tutta la stizza di cui era capace per lamentarsi della lunga scia di Palme d’Oro che – con la sola eccezione altoborghese The Square – negli ultimi anni hanno immancabilmente raccontato tante sfaccettature di una sola realtà: quella della povertà contemporanea, che si attacca addosso alle persone con metodi vecchi e nuovi, marchiandole indelebilmente.

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Cineriassuntone mensile / I film di luglio 2019

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Quarto appuntamento mensile del cineriassuntone sett…mensile, un po’ perché di certi film voglio continuare a parlarvi in post dedicati, un po’ perché è estate e di film che non valgono più di un paragrafetto son piene le sale. Quindi ecco a seguire tutti i film usciti a luglio 2019 che ho visto ma non ho avuto tempo, voglia o sbatta di recensirvi.

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Recensionando / Midsommar

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Midsommar e Hereditary sono due horror fratelli ma non gemelli, seppur condividano una marcata rassomiglianza simbolica e tematica. Entrambi sono creature del giovane sceneggiatore e regista statunitense Ari Aster, entrambi hanno la loro genesi in un periodo seminale nella carriera del cineasta. I contorni dello stesso non sono chiavi, ma Aster ne parla come di un biennio così ricco di lutti, sfortune, drammi per sé e per la propria famiglia da portarlo a pensare ai propri primi progetti artistici e alla propria vita come perseguitati da una maledizione.
Secondo lungometraggio ma primo progetto messo in cantiere dal regista, Midsommar per la sottoscritta è nettamente superiore a Hereditary. Sia per come scelga un contesto piuttosto radicale e ci si attenga, senza tentare si spiegare sé stesso o peggio rincorrere lo spettatore, sia per come rifugga le inutili complicazioni folk barocche che affossavano la seconda metà di Hereditary in una marea di nonsense e soluzioni di ripiego.
Se in Hereditary l’oscurità si traduceva anche in annebbiamento narrativo, la luce eterna svedese dona a Midsommar un’inaspettata, potente chiarezza, che rendono il film davvero riuscito.

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Recensionando / Luna crescente di Ian McDonald [Luna #3]

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In occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, ogni sabato fino al fatidico 20 luglio 2019 Gerundiopresente ospita la recensione e l’approfondimento di un volume della trilogia Luna di Ian McDonald.
Quale miglior auspicio per scienza, fantascienza e umanità rispetto ai destini del nostro satellite? 

Concludiamo con il terzo e ultimo volume, Luna Crescente, uscito su Urania Jumbo 6 nel 2019 e tradotto da Lia Tomasich. Attenzione: segue qualche spoiler fisiologico dal primo e secondo volume della trilogia, di cui trovate le recensioni QUI e QUI.
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Recensionando / Luna piena di Ian McDonald [Luna #2]

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In occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, ogni sabato fino al fatidico 20 luglio 2019 Gerundiopresente ospita la recensione e l’approfondimento di un volume della trilogia Luna di Ian McDonald.
Quale miglior auspicio per scienza, fantascienza e l’umanità rispetto ai destini del nostro satellite? 

Proseguiamo con il secondo volume, Luna Piena, uscito su Urania Jumbo 5 nel 2019 e tradotto da Lia Tomasich. Attenzione: segue qualche spoiler fisiologico dal primo volume della trilogia, di cui trovate la recensione QUI.
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Recensionando / Spider-Man: Far From Home

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Che il modello Marvel funzioni ormai è un fatto assodato, tanto che spesso lo si dà per scontato, quasi fosse un risultato tutto sommato semplice portare a casa bene o quantomeno dignitosamente ogni film supereroistico su cui si mette mano, grande o piccolo, prequel o sequel, super blockbusterone dai costi vicini a una manovra finanziaria o cauto esperimento finanziato con il minimo sindacale.
Con l’acquisizione di Marvel e FOX da parte di Disney diventa sempre più rara l’occasione fornita da Spider-Man: Far From Home: la possibilità di vedere il modello Marvel usato da terzi con le stesse facce e le stesse storie. Attori dell’ecosistema MCU impegnati in un progetto che sulla carta è il più possibile ricalcato su quella famosa formula infallibile, ma che anche qui evidenzia uno scarto, una distanza minima ma percepibile rispetto a quando Marvel Studios è totalmente in controllo della lavorazione e non coinvolta fino a un certo punto, come supervisore e consigliere sul campo. È in quello scarto minimo che si nasconde il valore aggiunto dei Marvel Studios, quel quid che rende i film visti da spettatori come spontanei, semplici e quasi intuitivi, ma che in realtà sono quasi l’esatto opposto. Lo testimonia la pila di epigoni Warner Bros/DC, per cui quell’intercapedine tra modello e riproposizione si è rivelata spesso un baratro.
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Recensionando / Luna nuova di Ian McDonald [Luna #1]

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In occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, ogni sabato fino al fatidico 20 luglio 2019 Gerundiopresente ospita la recensione e l’approfondimento di un volume della trilogia Luna di Ian McDonald.
Quale miglior auspicio per scienza, fantascienza e l’umanità rispetto ai destini del nostro satellite? 

Si comincia con il primo volume, Luna Nuova, uscito su Urania Jumbo 3 nel 2018 e tradotto da Lia Tomasich.
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