Recensionando / 10 Cloverfield Lane

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10cloverfield_posterA otto anni di distanza posso dire di aver fatto pace con Cloverfield, un vero e proprio fenomeno che ai tempi della sua uscita aveva instillato in me un vago senso di terrore e rancore, perché il found footage particolarmente insistito e shakerato mi provoca un senso di mal di mare ben più realistico dei presupposti che portano tanti “nastri ritrovati” su schermo. Tipo: sono anni che vorrei rivedere Chronicle ma temo ancora l’ultima mortifera e traballante mezz’ora.
Ora che però risulta chiaro che la moda delle riprese fintamente amatoriali è così 2008 e non ha dato vita a un filone specifico (appassionati di horror, mi spiace per voi), ho la tranquillità necessaria ad ammettere che fu un esperimento interessante e una grande mossa produttiva della Bad Robot di J.J. Abrams e Bryan Burke. Quali erano le probabilità che un copione misconosciuto piegato alle esigenze di produrre un sequel/spin-off a tanto tempo di distanza generasse un buon prodotto? La nostra iperconsapevolezza sul come dove quando suggerirebbe pochissime, invece 10 Cloverfield Lane è un film fantastico, che vi consiglio caldamente ancor prima del cut.

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Segnalando / Uscite Urania Maggio 2016 e nomination Hugo 2016

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urania_laterzamemoriaUrania 1629 – La Terza Memoria di Maico Morellini
Il lato negativo di militare in fandom così microscopici come quello letterario fantascientifico italiano è che sei abbastanza sicuro che tempo un’ora dalla pubblicazione e i diretti interessati, nel caso di autori italiani, staranno leggendo i tuoi (pre)giudizi. Insomma, mi sentirei di camminare davvero sulle uova in questo mese ricco di uscite made in Italy se non fosse che ormai lo sapete tutti, ogni volta che tento di pimpare qualche titolo/ allargare il fandom si viene a scoprire che sono la nemica della fantascienza italiana o giù di lì. Quindi chi mai rimarrà sorpreso se dico che in un mese già caldino come maggio a livello di pianificazione editoriale è sconfortante ritrovare un autore italiano al secondo romanzo e ex vincitore dell’omonimo premio su Urania sulla collana madre? Sulla qualità del romanzo è ben difficile pronunciarsi (7 righe di trama, sfido chiunque), posso solo dire che per i miei gusti è un po’ troppo apocalittico in cui Istituzioni, Messia e Organismi sono tutti scritti con la lettera maiuscola. Fortunatamente tra i lettori del blog ci sono tanti che sono meno prevenuti di me e danno una chance a ogni autore italiano: ci sapranno dire loro tra qualche settimana.
Di fronte all’aumento dei prezzi dei mesi scorsi (di cui parliamo più sotto) e a una mossa che intacca ancora di più il numero di inediti di grande richiamo pubblicati, non mi pare rimanga molto da dire. Urania sta morendo. Mi permetto anche di far notare che anche in queste condizioni ci sarebbero tantissime strade da percorrere per dare il via a progetti interessanti e low budget, approfittando proprio delle dimensioni ridotte del fandom e della sua fedeltà…ma figuratevi.
Lo leggerò? No. In realtà ho in programma di immergermi a breve in almeno un paio di letture SFF nostrane, purtroppo però leggendo la sinossi qui non è scattata la scintilla. Sarei però interessata a sapere se nell’intervista in coda al volume a Giuseppe Lippi salterà fuori qualcosa d’interessante.
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Recensionando / Captain America: Civil War

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civilwar_sebDa che parte stai? Chiede imperiosa la locandina di Captain America: Civil War, terzo capitolo del franchise dedicato al Cap e capitolo 2.5 di Avengers per ambizioni produttive e vastità di cast da gestire.
Se i Vendicatori divisi cadranno, cinematograficamente parlando la loro unione (e il loro numero sempre crescente) hanno provato più e più volte che il troppo storpia, o quanto meno il tanto non paga. Ecco, posto che io #TeamCap tutta la vita (specialmente nella continuity cinematografica) e che in particolare sto spudoratamente dalla parte di Bucky, bisogna ammettere che il duo registico Russo ha smentito i mezzi fallimenti di Whedon e Snyder, provando che sì, è possibile creare un film d’intrattenimento puro ben orchestrato e mai troppo pesante, dando spazio a circa una ventina di personaggi, ammiccate a parentesi televisive e a capitoli di là da venire. Insomma, a tirar fuori un film ponte verso qualcosa di più risolutivo (Infinity War?) senza per questo renderlo pesante o inutile e anzi, provando finalmente a cambiare registro nel copione ormai rodato del tipico film Marvel.

Info utili:

  • C’è solo una scena extra, posizionata tra i titoli di coda “di testa” (quelli animati) e il roll nero con tutto il cast tecnico.
  • Il post è diviso in una parte spoiler free e una di considerazioni spoiler ben segnalate.
  • Per comprendere il film è necessario aver visto almeno Winter Soldier e Age of Ultron, ma non farebbe male aver visto anche Ant-Man e la serie televisiva di Agent Carter.

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Recensionando / Amleto (National Theatre Live)

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hamlet_posterL’iniziativa di Nexo Digital di celebrare i 400 anni dalla morte del Bardo portando per due giorni nei cinema italiani quello che di fatto è stato lo spettacolo principe della scorsa stagione teatrale londinese è davvero lodevole per tempismo e contenuto, dato che anche in Italia i fan di Shakespeare e quelli di Benedict Cumberbatch non mancano.
La prima categoria rischia però di rimanere parzialmente delusa da quello che di fatto è uno degli adattamenti più lontani dalla materia originale, che sembra pensato con un occhio di riguardo al pubblico cine-televisivo ben prima della sua trasformazione in un evento della rassegna National Theatre Live (la trasmissione in diretta mondiale nei cinema di un evento che si svolge nel teatro londinese).
Dopo essere diventato lo spettacolo teatrale inglese che è andato sold out più velocemente della storia, Hamlet di Lyndsey Turner ha ovviamente attirato su di sé opinioni piuttosto polarizzate e talvolta pregiudizievoli.

Intanto che io tento di fare un po’ di ordine, se il 19 0 il 20 aprile volete andare a vederlo al cinema, potete consultare QUI l’elenco delle sale che trasmetteranno Amleto.

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Recensionando / Boy Snow Bird

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bsb1Prima ancora di introdurvi questo bizzarro, affascinante libro di Helen Oyeyemi, mi tocca fare una scelta strategica fondamentale: spiegarvi o meno quale sia la tematica centrale dell’intero romanzo. Vero è che l’autrice britannica non fa mistero sulla questione nel presentare la sua opera, tuttavia avendo appreso alcune delle svolte fondamentali del romanzo prima di leggerlo, mi sono scoperta più volte irritata dalla possibilità di anticipare gli eventi e cogliere indizi rivelatori altrimenti così ben celati dall’autrice che non avrei mai saputo cogliere.
Inoltre nei suoi momenti migliori Boy, Snow, Bird travalica le tematiche piuttosto specifiche a cui è spesso collegato, perciò rinchiuderlo nelle stesse è un po’ come riassumerlo come una rielaborazione della fiaba di Biancaneve ambientata negli Stati Uniti degli anni ’50. Sul piano teorico ci potrebbe anche stare, ma svicola così facilmente in altre fiabe e altri motivi narrativi che più che un riflesso distorto nello specchio dell’autrice diventa un’immagine nuova, bizzarra, complessa.

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Recensionando / Mistress America

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mistressaPiù che una recensione è quasi una crociata quella di questo blog, che vi segnala puntualmente l’arrivo in Italia di ogni pellicola di Noah Baumbach, nonostante di fatto nel fine settimana di uscita in sala ci siano solo quaranta copie disponibili nell’intera penisola.
Dopo quel gioiello e omaggio alla Novelle Vague di Frances Ha, il regista statunitense epitome del hipsteria made in New York e la sua compagna e cosceneggiatrice Greta Gerwig tornano ad affondare il dito nella piaga delle ansie generazionali dei ventenni e trentenni di belle sperenze e tante nevrosi che affollano oggi la Grande Mela.
Laddove l’ansia verso il futuro sconfina quasi nel territorio dei film da coscritti, il dinamico duo Gerwig-Baumbach mette a segno l’ennesimo colpo al cuore (hipster) del cinema indipendente americano odierno, senza però mai perdere sentimento e passione in nome della fighetteria diffusa che questa operazione solitamente comporta.

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Recensionando / Il Libro della Giungla

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THE JUNGLE BOOKNella sempre più rigogliosa stagione dei remake in live-action dei classici letterari per ragazzi, fiabe e film d’animazione Disney, siamo ormai arrivati a distinguere diverse correnti e scuole di pensiero.
Nonostante film dalla qualità piuttosto discutibile abbiano comunque incontrato i favori del pubblico (su tutti, Alice passata per il frullatore gotico adolescenziale di Tim Burton), anche al Casa del Topo sembra essersi convinta che la via più sicura è quella che come punto di partenza ha la versione più tradizione e conosciuta del racconto. Il che paradossalmente vuol dire continuare a tradire la fonte letteraria, appoggiandosi sulla rielaborazione più amata dal pubblico: quella del film d’animazione del canone Disney.
Insomma, il remake con attore in carne e ossa e animali in computer grafica de Il Libro della Giungla fa sua innanzitutto la lezione del Cenerentola di Kenneth Branagh.

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Recensionando / Una notte con la regina

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royalnightDurante la visione ci si diverte garbatamente, come d’obbligo in quel genere di commerdia inglese dal gusto un po’ antico in cui è versato il regista di A Royal Night Out. L’effetto straniante arriva nel considerare quanto l’ennesimo film sulla vita della regina Elisabetta II (ad oggi il personaggio vivente realmente esistente su cui si sono girate più pellicole) abbia non più di qualche contatto nominale con la storia vera di quella notte in cui l’Inghilterra celebrò la vittoria della Seconda guerra mondiale e le due giovani principesse uscirono da palazzo per festeggiare.
Insomma, Una notte con la Regina sembra attingere quasi di più al territorio fiabesco, con regnanti saggi e savi che assistono con divertito aplombe agli scivoloni delle giovani figlie che ruzzolano giù per le scale e per la strade di Londra, in un accostamente tanto favolistico che riesce a far uscire indenne ed impeccabile la futura regnante persino da un postribolo dei bassifondi. 

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Recensionando / Victor: la storia segreta del dottor Frankenstein

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vic1C’è qualcosa di estremamente straniante ma liberatorio nell’andare a vedere un film massacrato senza possibilità di appello dalla critica e uscirne tutto sommato soddisfatti. Difficile confrontare questa sensazione con quella opposta, però per un’amante delle cause perse come me arriva sempre il momento di stupore nel momento in cui faccio liste mentali di film infinitamente più squallidi di Victor: la storia segreta del dottor Frankenstein e accolti decisamente meglio nelle ultime settimane.
Con questo non voglio sostenere che sia un film superiore ai suoi palesi riferimenti creativi, Sherlock Holmes di Guy Ritchie e Sherlock BBC, ma questo non vuol dire che sia un film così tremendo come si dice in giro.

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Recensionando / Il Cacciatore e la Regina di ghiaccio

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caccia1Non capita spesso di parlare di un film uno e trino, contemporaneamente prequel, sequel e spin-off del lungometraggio che lo ha preceduto. D’altronde quella de Il cacciatore e la regina di ghiaccio rischia di essere una storia molto spesso più interessante fuori che dentro il set. Se il primo film si era rivelato, grazie a un’uscita accuratamente calcolata, un successo insperato, la storia di come il sequel del lungometraggio dedicato a Biancaneve torni al cinema senza Biancaneve era decisamente più intrigante e pepata, per la gioia degli amanti del gossip.
Certo che quando puoi mettere in campo una jadoriana Charlize Theron che si fronteggia con Chris Hemsworth in un ruolo perfettamente congeniale al suo temperamento e ti puoi persino permettere di aggiungere a contorno (no dico, a contorno) due talenti e due bellezze del calibro di Emily Blunt e Jessica Chastain il vero mistero è come tu riesca a tirarne fuori un film comunque così poco rilevante.

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