Recensionando / È solo la fine del mondo

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gp_-onlytheend4Se Xavier Dolan sbaglia un film non è la fine del mondo, o forse sì. Eppure il giovane prodigio del cinema canadese dovrà rassegnarsi, prima o poi, al fatto che il suo ultimo film è un’opera divisiva, incapace di generare quell’unanime accoglienza trionfale che ha caratterizzato quasi tutti i suoi lavori precedenti.
Xavier Dolan non ha fatto mistero di essere rimasto ferito e mortificato dall’accoglienza polemica riservata a È solo la fine del mondo a Cannes e non sembra che nemmeno la vittoria del Grand Prix della Giuria e la candidatura come rappresentate del Canada agli Oscar del 2017 abbiano saputo ripagarlo a dovere.
Se rimane verissimo l’assunto che quando ci si siede a vedere un film di Dolan non si sa mai cosa aspettarsi, stavolta è difficile capire cosa pensare a riguardo anche all’uscita dalla sala.

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Recensionando / Free State of Jones

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_gpfreestatesofjones1Caro Gary Ross, io ai tempi di Hunger Games ti ho anche difeso da quelli che ti hanno attaccato e annichilito, quando poi il lavoraccio sporco sulla saga che ha lanciato Jennifer Lawrence te lo sei fatto in buona sostanza tu, anche se poi la gloria l’hanno raccolta altri. Quindi vedi, sono anche ben disposta nei tuoi confronti, però a tutto c’è un limite e questo limite te lo sei scritto e diretto e si intitola Free State of Jones.
Passi la lunghezza eccessiva e la mancanza di empatia di un film che aspira ad essere il nuovo 12 Anni Schiavo ma non ne ha né la forza narrativa né la potenza espressiva, ma nel 2016 di Trump e dei neri uccisi dalla polizia per strada, no dico, ma come hai mai potuto pensare di tirare fuori proprio la storia di Newton Knight, bianco salvatore di neri e donne indifese, tra tutte le vicende realmente accadute prima e dopo la guerra civile statunitense?
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Recensionando / Amore e inganni, libro e film

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ladysusan_coverAusteniani incalliti, amanti dei film in costume e romantici in crisi di astinenza di frizzanti commedie in costume degli errori e delle manners, oggi è il vostro giorno fortunato. Dopo mesi e mesi di dura astinenza e qualche sparuta e sporadica delusione, finalmente l’opera di Jane Austen in persona torna su grande schermo, con tanto servizi di tè, scapoli dai golosi patrimoni, timide ragazze in età da marito e tutto il corredo di conversazioni argute.
Arriva infatti nelle sale Amore e Inganni di Whit Stillman, adattamento cinematografico di una delle opere meno note della scrittrice inglese che sa far battere il cuore di ogni bravo costume drama holic là fuori. Per l’occasione sono arrivata davvero preparata, leggendo anche l’adattamento letterario ricavato dalla sceneggiatura del film, edito in italiana da BEAT edizioni.
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Recensionando / L’una e l’altra di Ali Smith

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sur_lunaelaltraSe vi chiedessi qual è stato il romanzo di literary fiction più letto e chiacchierato questo autunno in Italia, probabilmente – per la mia gioia – citereste un titolo scritto da un’autrice, dato che i due libri sensazione del momento sono l’esordio dei record Le Ragazze di Emma Cline e l’enigmatico La Vegetariana di Han Kang (di cui parleremo molto presto).
Tutto sommato però la risposta dei più mi lascerebbe scontenta, perché registrerebbe anche l’assordante silenzio che purtroppo circonda l’uscita di uno dei romanzi più osannati e amati del 2015 nel Regno Unito, il vincitore del Costa Book Award e del Bayley’s Prize, senza contare la prestigiosa nomination al Man Booker Prize, il premio di riferimento per chi non si accontenta del circolo (spesso vizioso) del Pulitzer. Con un tale pedigree perché L’una e l’altra di Ali Smith non ha generato il consueto stracciamento pubblico di vesti? La risposta non ce l’ho, la direi che è arrivato il momento di porre rimedio a questa angosciante mancanza con un post dedicato a uno dei romanzi migliori in uscita quest’anno in Italia.
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Recensionando / Snowden

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snowden4Se Elisabetta II (basti vedere il recentissimo The Crown e Una Notte con la Regina nel solo 2016) rimane la persona vivente che vanta più film a lei dedicati, negli ultimi anni la tallonano da vicino Papa Francesco (con film/docufilm che appaiono a scadenza annuale) e i santi laici del Millennio, i grandi della Rete. Nel mare magnum del biopic il racconto di Internet si è via via diviso su 2 poli: i grandi nomi dei colossi di maggiore successo, con la florida filmografia di Steve Jobs e dei padri fondatori della Silicon Valley da una parte, i movimenti alternativi, anti e anarchici dall’altra, capitanati da film dedicati a Julian Assange, wikileaks e compagnia varia.
Quello di Oliver Stone non è il primo film incentrato su Edward Snowden, la talpa della CIA che svelò il lavoro dello NSA, ma è sicuramente quello in grado di raccontare efficacemente quanto il giovane esule, traditore ed eroe sia di fondo una mosca bianca nello scenario in cui la cultura popolare lo ha inserito.

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Recensionando / La Ragazza del Treno, Tony & Susan

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tonyesusan2Sono i thriller dell’autunno e spopolano in queste ore nei cinema italiani. Quel che forse non sapete è che, spinta dalle migliori intenzioni, io avevo persino recuperato per tempo entrambi i libri da cui sono tratti, per fare quella preparata che fa anche raffronti tra libro e film.
Tuttavia l’esperienza è stata in sé così traumatizzante che ho preferito tenere i due ambiti distinti e sfoderare un post interamente letterario, che farà la gioia di quelli che amano veder scorrere il sangue, perché sinceramente: perché? Perché con la profusione di romanzi mysterty/thriller che popola le librerie Hollywood ha sentito il bisogno di adattare proprio questi due?
Mai come oggi la risposta “per fare soldi facili” è suonata così dolce alle mie orecchie, perché, seppur per motivi molto diversi, La Ragazza del Treno e Tony& Susan sono abbastanza tremendi.
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Recensionando / Animali Notturni

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nocturnalanimals3Paradossalmente un film poco più che mediocre e problematico come Animali Notturni prova che Tom Ford ha davvero la stoffa del cineasta (e forse per fine post la smetto anche con questi pun intended sartoriali) e può solo migliorare, una volta che riuscirà a scendere a patti con le sue idiosincrasie.
Per stavolta però, per il suo secondo giro sulla giostra del cinema autoriale, deve accontentarsi di una sufficienza stiracchiata.
Con il finale pasticciato che si ritrova e parecchi spezzoni di difficile gestione, Animali Notturni appare come un successo solo per chi come la sottoscritta, sventuratamente, ha avuto a che fare anche con il romanzo originale e sa in quale guaio si è volutamente andato a cacciare Tom Ford.

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Recensionando / Animali Fantastici e Dove Trovarli

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animalifantastici3Le smancerie stanno a zero e gli spoiler pure in questa recensione del ritorno di J.K. Rowling e David Yates al cinema con Animali Fantastici e Dove Trovarli, lo spin-off prequel primo capitolo di una saga in cinque parti che ci riporta nel mondo magico di Harry Potter prima di Harry Potter e Voldermort e dall’altra parte dell’Atlantico.
Dato il chiacchieratissimo ma non proprio acclamato spettacolo teatrale che ha segnato il ritorno dei protagonisti della prima saga e il loro sbarco sul palcoscenico, viene da chiedersi quanto questa operazione abbia una storia dalle fondamentale solide e buone intenzioni.
La mia personale impressione è che anche Warner Bros. se ne voglia fare un’idea, tirando un po’ il freno sul cast, sul budget e sul periodo di uscita (non natalizio) per questa prova generale del ritorno della loro hit natalizia, da contrapporre all’armata Star Wars della concorrenza.
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Recensionando / Che Vuoi Che Sia e Fai Bei Sogni

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chevuoichesia_Se c’è un filone che è sotto-rappresentato su questo blog, oltre al horror (che ci volete fare, son fifona) è il cinema italiano e immagino non abbiate problemi a capirne il motivo. Vediamo un po’ di approfittare di un paio di uscite a colpo di sicuro per colmare questa lacuna.
Difficile trovare una commedia più promettente di Che Vuoi che Sia in questi mesi di uscite italiane traballanti: stavolta l’attore feticcio dei film italiani più riusciti del biennio 2015/2016, Edoardo Leo, sta anche dietro la macchina da presa, oltre che ad interpretare il protagonista di questa commedia cinica e disillusa.
Dopo Smetto Quando Voglio e soprattutto Perfetti Sconosciuti era lecito aspettarsi un film non banale e accattivante e Che Vuoi che Sia mantiene in parte la promessa, pur non brillando rispetto ai predecessori.

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Recensionando / Genius

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geniusIl problema dei progetti che rimangono nel cassetto per tanti anni è che appunto, il mondo cinematografico e non intorno a loro continua ad avanzare e mutare. La sceneggiatura di Genius se ne è stata tranquilla in un cassetto dal 1999 a poco tempo fa, quando un John Logan finalmente sulla cresta dell’onda (dopo il successo di Penny Dreadful) ha potuto accarezzare l’idea di produrre un biopic dedicato a Maxwell Perkins, basato sul lungo saggio biografico di Andrew Scott Berg letto a fine millennio.
Dopo aver ottenuto la collaborazione dell’autore e l’ingresso del cast di un interprete affidabile come Colin Firth, cosa poteva andare storto?
Solo e purtroppo una cosa: la sceneggiatura appunto, figlia di un John Logan molto diverso da quello che conosciamo e amiamo oggi.

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