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now you see me locandina“The Prestige” girato da Steven Soderbergh: non avete bisogno di sapere altro su Now You See Me, prodotto dagli instancabili Kurtzman&Orci con un budget modesto (75 milioni di dollari) e una resa scenica notevole.
La storia, irrimediabilmente spoilerata da un trailer accattivante ma troppo rivelatore, è presto detta: quattro maghi di strada improvvisamente riescono ad allestire uno show faraonico e con i loro trucchi rapinano banche, in una sorta di Robin Hood della magia. Perché lo fanno? Chi li sta aiutando? Cosa si nasconde dietro ai loro strabilianti trucchi? A uno sfortunato poliziotto toccherà il compito di sventare i loro piani, allo spettatore quello di scoprire pian piano l’ordito più grande, godendosi di fatto quello che è un grande spettacolo di magia in formato cinematografico.

Now You See Me è la versione più spettacolare dell’analogo Nolan e ripulita dalle cupe riflessioni sull’ossessione umana che hanno portato “The Prestige” ad essere la pietra di paragone in tutto il filone maghi&magia. Il debito è palese. Non che non manchino gli spunti interessanti (su tutti l’omaggio alla New Orleans ancora convalescente), ma è evidente che la pellicola punti a intrattenere lo spettatore, bilanciando il disvelamento dei trucchi con continui numeri di abilità dei protagonisti.
Il secondo debito, da cui deriva questo approccio scanzonato, questo ritmo sostenuto ma gradevole e questo continuo ribaltamento di ruoli è verso la saga di Ocean’s di Soderbergh. Non si può che pensare al profilifico regista di fronte al cast kilometrico messo in ballo da questo film, anche se dietro la macchina da presa in realtà troviamo Louis Leterrier, molto bravo a strizzare l’occhio al modello, ma spesso esagerando. Mi riferisco in particolare all’insostenibile vizio di girare e girare e girare e girare attorno al quartetto protagonista, senza sosta, fino a suscitare uno sgradevole senso di malessere fisico. Dato il numero di spettacoli presenti nel film, chi come me non gradisce queste gradassate farà bene a munirsi di sacchetto antivomito. Insomma, un onesto mestierante dei film a rilancio, che si attesta più o meno sui livelli delle precedenti prove quali “Scontro tra Titani” e “Hulk”.

now you see me quattro cavalieri

A richiamare Soderbergh è soprattutto l’elenco lunghissimo di star coinvolte nella pellicola. A partire dai maghi protagonisti, discreti ma senza guizzi di brio Isla Fisher (escapista), Jesse Eisenberg (prestigiatore), Woody Harrelson (mentalista) e Dave Franco, di cui però mi sfugge l’abilità specifica: mago dello scasso? Artista della fuga? Combattimento magico? Anche stavolta il fratello del Franco famoso viene annichilito da un ruolo marginale e senza un minimo di caratterizzazione psicologica, in un film dove nessun personaggio esce granché dal canone di genere.
Discorso a parte meritano Morgan Freeman e Michael Caine, impegnati in una sorta di versione aggiornata dei loro ruoli in casa Nolan. Almeno non devono interpretare il poliziotto più imbecille del creato come Mark Ruffalo, o l’agente francese dell’Interpool con un pesantissimo accento francese come Mélanie Laurent. Insomma, lo spazio dedicato ai personaggi è risicato, devoluto al fronte magico e probabilmente è questo uno dei motivi per cui è difficile pensare a questo film in modo più profondo dello svago per passare la serata.

L’attenzione è tutta al trucco più piccolo per intuire la trama dello spettacolo via via più globale, complesso e ricco di spiegazioni, talvolta credibili e inaspettate (il “castigo” a Caine) altre volte un po’ pacchiane (“rubare ai faraoni per dare agli schiavi” cosa, scusa?). In questa seconda categoria finisce per essere incluso anche il grande Occhio dietro a tutta la vicenda; pur di sorprendere si finisce per cadere un po’ nell’implausibilità.

[SPOILER] Peraltro è un po’ fingardo usare Dave Franco per fare quello che finge di morire a metà film, perché è così credibile, data la marginalità del suo ruolo tipo, che lo spettatore informato non dubita. Così come rendere Mark Ruffalo un poliziotto tordo oltre ogni limite anche nella florida tradizione dei poliziotti duri di comprendonio, accertandole la stupidità più e più volte per depennarlo dalla lista dei sospetti [/SPOILER]

now you see me isla fisher ellie

Lo vado a vedere? Come sempre la Universal dimostra un ottimo tempismo, fornendoci un perfetto film stuzzicante, spettacolare e mai pesante per divertirsi al cinema quando fuori si schiatta di caldo. Potrebbe quasi sorprendervi in qualche svolta narrativa, se partiste senza aspettative esagerate.
Ci shippo qualcuno? Personalmente no, ma tra i Quattro Cavalieri e la polizia il materiale certo non manca.
Il finale: conosco le tag, conosco i miei polli, quindi due righe di spiegazione sul finale di Now You See Me, rigorosamente [SPOILER] L’uomo dietro tutto è il poliziotto assegnato al caso, in realtà figlio dell’illusionista affogato e deciso a rivalersi su assicurazione, banca e costruttore di cassaforti che non avevano aiutato la sua famiglia nonostante la polizza. 

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