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Focus1A prima vista Focus potrebbe apparire come una simpatica commedia truffaldina con il solito codazzo di star hollywoodiane e in un certo senso lo è.
Tuttavia basta scorrere qualche dato tecnico e produttivo per rendersi conto che è figlia di una Hollywood che sta cambiando, una mecca del cinema dove persino una macchina per soldi come Will Smith può finire un film dignitosissimo ma con un budget che è meno della metà di quello di un blockbuster medio da 100/150 milioni di dollari. Probabilmente i suoi ultimi insuccessi non hanno aiutato, ma sta di fatto che anche i nomi più amati al botteghino (dove Will Smith è l’equivalente maschile della sempre verde dollaro Sandra Bullock) ormai si infilano con agilità in progetti incubatori di medie dimensioni ma ottima realizzazione come questa commedia.
Non mancano gli estimatori di questa pellicola, ma personalmente mi piazzo nel novero di quanti non l’hanno eccessivamente apprezzata. A livello tecnico, è assolutamente ineccepibile, figlia di un rigore produttivo che fa impallidire film ben più ricchi ma molto più raffazzonati. Le location esotiche (nel senso Hollywoodiano del termine, quindi Europa e Sud America) colte nei frangenti più caratteristici ed estetizzanti, arredi e costumi ipermoderni e ipercurati, una colonna sonora trascinante e su tutto la splendida fotografia di Xavier Grobet, impossibile da ignorare, di un’eleganza e una ricercatezza da film autoriale. Persino la bellissima Margot Robbie è tirata a lucido a un livello tale che risulta semplicemente abbagliante, una bomba sexy pronta ad esplodere ad ogni cambio d’abito di fronte allo spettatore.

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Gli sceneggiatori e registi Glenn FicarraJohn Requa hanno tentato di portare la stessa ricercatezza anche a livello narrativo, con esiti però meno convincenti. Il film si inserisce in un filone a metà tra la serie degli Ocean’s, The Prestige e Now You See Me, con gente bellissima che si truffa vicendevolmente con piani complessissimi in un crescendo di colpi di scena. Nonostante qui si tenti di essere ragionevoli di fronte a delle svolte di trama che quantomeno non vengono spacciate come realistiche e ci sia persino un’interessante sfumatura romantica, il tutto si dimostra poco sentito: non è glamour come Ocean, non è incalzante come Nolan e soprattutto non riesce nemmeno ad essere cazzaro ma irresistibilmente estivo come Now You See Me.

Tuttavia non mancano degli spunti interessanti, che confermano lo status di esperimento e piattaforma di lancio del film. Will Smith un tantino monocorde funge da piattaforma per la stella di seconda fascia Margot Robbie, purtroppo però confinata dalla sua bellezza esagerata a ruoli che puntano sul suo corpo più che sulla sua interpretazione. Secondo la sottoscritta le potenzialità ci sono, ma è difficile immaginarla in un ruolo diverso dalla gregaria sexy come qui o in The Wolf of Wall Street. Il cast però riserva altre sorprese: oltre che ad essere opportunamente variegato, presenta una prima prova d’utilizzo statunitense di Rodrigo Santoro, pressoché sconosciuto da noi ma osannatissimo sex symbol in America Latina.

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Lo vado a vedere?
C’è chi ha apprezzato Focus per il suo fare le cose per bene ma senza prendersi eccessivamente sul serio. L’avrei preferito ancora più scanzonato e meno prevedibile, ma ha tanti spunti interessanti e un paio di volti da tenere d’occhio. Non è una brutta visione, soprattutto per gli esteti di belle donne, belle macchine e belle palette cromatiche.
Ci shippo qualcuno? Margot Robbie ha lo stesso livello di ormonalità di BB: difficile concentrarsi su altro.

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