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Schermata 2015-09-26 a 22.11.20Urania 1623 – Wetware, gli uomini robot di Rudy Rucker Questo mese ci lanciamo in un ardito esperimento: raccogliamo i fatti oggettivi riguardo al volume e poi tentiamo di capire il grado d’imperdibilità dell’uscita. Cioè quello che ho sempre fatto al netto dell’ironia faceta. Vediamo se approdiamo a conclusioni differenti o se vi viene una botta di sonno durante la lettura. Dunque, siamo in presenza di una ristampa i capolavori, quindi depenniamo l’inedito dall’elenco di fattori che aumentano l’eccitazione per le uscite mensili. Secondo volume della quadrilogia di Ware (1988) è apparso nel 2001 sulla medesima collana, numero 1419. La quadrilogia è stata pubblicata per intero da Urania entro il 2005 (quindi non ci sono inediti da attendere, +1) e non mi risultano ripubblicazioni del primo volume, Software, quindi questa ristampa parte dal secondo tomo del ciclo (-1)? Non vedo l’ora che passi un decennio e il mio blog divenga un archivio a cui attingere per dissipare questi dubbi…e già mi stava partendo una battutaccia. Trama: a undici anni dagli eventi del primo volume, i bopper (robot senzienti creati dagli umani, attorno a cui ruotava Software), dopo averci fatto il mazzo ed averci assoggettati, cominciano a creare degli epigoni di carne, dei simil umani da schiavizzare mentre tentano di raggiungere una coscienza condivisa unica tra umani e varie fazioni di robot in lotta tra di loro. A noi ovviamente la cosa non è che stia bene e, non sapendo che pesci pigliare, tentiamo il loro creatore umano con l’immortalità per tirarci fuori dai casini. E dato che si parla di fatti, introduciamo da questo volume un’altra considerazione in merito alla diversità di autori presenti in collana: autore maschio, bianco, americano, presumibilmente eterosessuale. Prima che parliate di maggioranza e io attacchi un lunghissimo pistolotto sulla rappresentazione, prendetela come l’informazione oggettiva che è e vediamo a fine anno che succede, ok? Lo leggerò? Punti di forza: sia il primo che il secondo volume hanno vinto il Philip K Dick Award! Non solo, stiamo parlando di una quadrilogia conclusasi a inizio millennio, quindi si tratta di un titolo mediamente rilevante, ancor oggi abbastanza letto e lontano dalla golden age. Per gli standard attuali di Urania è un titolo abbastanza recente. È opinione abbastanza diffusa che questo volume sia il migliore dei quattro. Riguardo alle valutazioni ha una media di 3,79 su goodreads e non se la cava male su Anobii, tra i lettori dell’edizione italiana. Nelle recensioni però non c’è un discorso specifico sul libro e non ne mancano di negative. Facendo qualche ricerca tra i best del decennio e del genere, non l’ho mai visto citato nelle top 10: un criterio molto casereccio, lo so, ma possiamo affermare che non sia un titolo di primissima fascia e che la sua rilevanza sia parzialmente diminuita col tempo, nonostante i premi? Inoltre la trama è legata al primo volume, non in maniera imprescindibile ma mi ha richiesto comunque qualche ricerca su Software che comprendere la quarta di copertina inglese. Conclusione: come media direi che è superiore alle ultimissime proposte Urania, ma rimane un titolo molto amato prevalentemente dai fan dell’autore e da chi lo lesse nel periodo di stretta attualità dall’uscita e l’ha in seguito recensito. Discretamente famoso e sicuramente apprezzato anche dalla critica, la qualità non si discute, ma non imperdibile. Aggiungiamoci che non sarà facile recuperare il primo volume, che non è stato ristampato di recente (si può fare un appunto al curatore a riguardo senza sembrare sulle barricate?) e, soprattutto, che quel gran fico di Rucker ha reso disponibile in maniera gratuita l’ebook contenente l’intera quadrilogia sotto creative commons! CINQUE ALTISSIMO BRO e cito Cory Doctorow “the Wares is my favorite free CC book of all time!” Trovate il volume scaricabile QUI e a scanso di equivoci, viene linkato QUI, sul sito ufficiale dell’autore. Se dovessi leggerlo, beh, direi che cliccherei sul pulsantone “download” urlando fortissimo grazie Rudy, grazie! Schermata 2015-09-26 a 22.11.32Urania Collezione 153 – Il Mondo di Grimm di Vernor Vinge Fatti: Grimm’s World, primo romanzo di Vinge del 1969, nato come trio di novelle (nel senso inglese del termine) ed espansosi per ottenere un primo contratto editoriale serio, uscito poi in versione ulteriormente espansa nel 1987, approdato nello stesso anno su Urania 1057 con traduzione di Annarita Guarnieri, che possiamo ragionevolmente aspettarci di rivedere in edicola. Uno dei tre romanzi fuori dai cicli dell’autore, maschio, bianco, americano, presumibilmente eterosessuale. Trama: Tatja Grimm viene ritenuta una mente deficitaria nel mondo semi-primitivo in cui vive, ma in realtà questa incomprensione è frutto della sua curiosità e della sua intelligenza, di svariati gradi superiore a quella di chi la circonda. La giovane è abbastanza furba e spregiudicata da sfruttare questo vantaggio, e le menti attorno a sé, per raggiungere i suoi intenti. Un ruolo importante nella trama lo gioca Fantasie, una rivista SF vecchia di settecento anni di cui pare essere sopravvissuta un’unica copia, nelle mire di Tatja e di altri, desiderosi di studiarla o distruggerla. Così a occhio, il classico tema di Vinge dell’intelligenza come fattore indipendente dall’umanità, esistente di per sé e in grado di cambiare le sorti tecnologiche e comunicative. Se sbaglio, o lettori, mi corigerete. Sul fatto che Vernor Vinge sia un grande nome della fantascienza tradizionalmente intesa, nessun dubbio: ha vinto un sacco di Hugo e ha postulato il concetto di singolarità tecnologica, sostenendo nel 1993 che in tre decenni saremmo stati in grado di creare intelligenze super umane e che saremmo scomparsi come specie poco dopo. Ve lo ricordo così arrivate preparati. Lo leggerò? Si tratta del primo romanzo di Vinge e non rientra nel novero dei titoli premiati. Sulla qualità dell’opera osserviamo un 3,23 su goodreads e una quantità di valutazioni scarsa per l’edizione italiana, e virtualmente zero recensioni italiane dedicate (corigetemi!), perciò mi azzarderei a definirlo un titolo secondario dell’autore. Per farvi un esempio Rainbow’s End (2006), uno dei romanzi più tardi dell’autore pubblicati da Urania, è molto più noto e recensito qui e all’estero. Conoscendo la densità di concetti che ha quel romanzo (che ho letto e ho moderatamente apprezzato, nonostante una traduzione tagliata e riassunta non abbia giovato alla sua comprensibilità) forse mi sentirei più invogliata a leggere questo primo romanzo che titoli più virati sulla hard SF. La lamentela più diffusa sul titolo è che i vari nuclei narrativi di racconti medio lunghi non siano ben amalgamati tra loro e rimangano entità distinte. Personalmente lo ritengo un titolo ininfluente di un buon autore. Diciamo che considerando le proposte delle altre case editrici, se dovessi spendere soldi in titoli SFF a ottobre, non sceglierei questo titolo, sì. Su blog di Urania è anche stato pubblicato la classifica aggiornata (che a quanto pare avrà scadenza annuale) degli ebook più venduti. Per il momento mi limito a ricordarvi che lo trovate QUI e qui sotto, ma prima o poi due parole in merito le spendiamo di sicuro:      Schermata 2015-09-26 a 22.12.00 Schermata 2015-09-24 a 21.23.38Ricevo e giro con piacere un’impeccabile segnalazione legata al mondo della fantascienza italiana: Fabio Carta ha appena pubblicato con la Inspired Digital Publishing Arma Infero – il mastro di forgia, un romanzo di fantascienza (e stavolta ci viene precisato con gran dovizia di particolari anche il sottogenere: military sci-fi/space opera/distopico e planetary romance) primo corposo volume di una saga. Cose che le grandi case editrici e Urania dovrebbero imparare da queste piccole realtà: mandare cartelle stampa impeccabili e avere una pagina di presentazione del titolo curata come QUESTA. Su Muareb, un pianeta devastato da un conflitto che ancora segna l’umanità che l’ha anticamente colonizzato, l’anziano Karan racconta le gesta del guerriero Lakon, che condusse il pianeta alla suddetta guerra e che non è che abbia avuto proprio questa infanzia tutta coccole e carezze. Mi è stata gentilmente inviata una copia del romanzo a titolo gratuito, voi invece potete procurarvela sui maggiori rivenditori online per 1,99 euro. Gli ho comunque dato una scorsa pur non essendo intenzionata a leggere il romanzo per farmene un’idea e posso dire a tutti gli amanti dei toni e delle atmosfere epiche, iperdrammatiche e delle parolone e aggettivazioni arcaiche e ricercatissime che, beh, non è solo la descrizione del loro libro tipo ma anche di questo romanzo.

Prossimamente: A novembre su Urania 1624 verrà ospitato il nuovo premio Urania che consta di due racconti brevie su Urania Collezione 154 Gulliver di Marte di Edwin Lester Arnold. Tornerà poi la collana Millemondi con I libro del tempo di Fritz Leiber   [IN AGGIORNAMENTO]

EINAUDI

accettazione copertinaIl 6 ottobre si concluderà la pubblicazione della trilogia italiana Southern Reach, che nel frattempo è valsa all’autore (maschio, bianco, americano, presumibilmente eterosessuale) un premio Nebula e a me un bel giro di confronto con quanti si sono fidati e hanno comprato o questa edizione o quella inglese. Questo perché ormai ci siamo dentro fino al collo e non mi pare il caso di anticipare nulla su Accettazione, perché a questo punto è davvero molto probabile che abbiate già deciso se leggerlo oppure no, quindi mi limito a ricordarvi la data. Sarebbe molto interessante capire come sia andato questo esperimento SF per il grande editore in questione (che comunque ci ha molto lavorato su ed è un punto a suo favore) e se il risultato sia all’altezza delle loro aspettative. Credo che la qui presente sottoscritta faccia di tolla glielo chiederà spudoratamente. Qui ovviamente si spera di utilizzare questo spazio dedicato a loro anche in futuro per altre uscite SFF di rilievo e soprattutto, vivaddio, contemporanee. Nel mio piccolo giro d’influenze conto una ventina di feedback al primo volume acquistato a seguito del mio tentativo di ipnotizzarvi stile psicologa, seguito da solo una quasi unanime reiterazione per il secondo. Tra cui anche alcuni lettori non avvezzi al genere, che accogliamo nel lato oscuro con i nostri deliziosi biscotti. Il responso in generale è molto positivo, ma si divide tra chi ama di più il primo libro e trova il secondo buono ma un po’ troppo lungo e chi non gradisce il primo ma adora il secondo (un gruppo lievemente più piccolo). Evvai!

FRASSINELLI

Schermata 2015-09-24 a 21.46.19Un caloroso benvenuto anche a Frassinelli tra gli editori che portano un po’ di SFF nell’italico Paese. Di recente è approdato in libreria La Memoria dell’Acqua di Emmi Itäranta, autrice donna, bianca, finlandese, candidata al Philip K. Dick, Arthur C. Clarke, al Kitschies e al James Tiptree Jr Award con questo romanzo uscito nel2012 (contemporaneità! *O*) in finlandese e poi da lei stessa tradotto in inglese prima di approdare in venti Paesi, tra cui anche l’Italia. Mondo distopico in cui c’è una grande carenza di acqua (alla The Water Knife) ma ci sono ancora amanti del tè pronti a servirsene per perpetuare questa usanza come simbolo di potere e prestigio nella nuova società creatasi, in cui non è semplicissimo sopravvivere ma non ci sono sovracostrutti dittatoriali pieni di regole e competizioni. Già mi piace. La protagonista Noria Kaitio è una giovane legata ai riti del tè che sta tentando di diventare master come il padre, che le consegna il segreto sull’ubicazione di alcune rare riserve idriche, nozione tramandata in famiglia da generazioni. Siamo nel New Qian, uno stato che ha sostituito le attuali realtà scandinave dopo che la Cina ha preso possesso dell’Europa. Kaitio dovrà quindi decidere come usare questa importante informazione logistica da cui dipende il suo villaggio, attorniato dalle milizie e sempre più a corto di riserve idriche. Anche se i protagonisti sono tutti adolescenti, il libro, almeno in Finlandia, è considerato normale narrazione per adulti. Insomma, un titolo con il lirismo distopico alla Station Eleven che alcuni accomunano ai soliti 3, 4 grandi nomi femminili SFF…ma perché è davvero così figo o perché quando esce un titolo di una donna si va sempre a parare in zona LeGuin/Atwood? Mi piacerebbe indagare, nonostante per me la copertina italiana sia un no (soprattutto rispetto alla bellissima cover originale). Di certo un titolo che mi induce in grande tentazione.

ZONA 42

reginasoleSembra ieri che i tipi di Zona42 facevano i primi passi nell’editoria italiana ed ecco che siamo già al secondo volume del ciclo Virga, Regina del Sole di Karl Schroeder (autore maschio, bianco, canadese, presumibilmente eterosessuale), con copertina dalla palette sinergica al titolo. Non mi dilungherò in dettagli sulla trama perché ho come l’impressione che, a partire dallo spunto in copertina, siano lievemente spoilerosi se volete recuperare il primo volume e mettervi alla pari. Vi rimando quindi al mio parere pregiudiziale sul primo tomo, aggiungendo che nel frattempo sto un po’ tentennando, perché il libro ha ottenuto ottime recensioni italiane un po’ ovunque, ma per fortuna ci sono pigne e pigne di libri a impedirmi fisicamente di pensare ad altri colpi di testa nell’immediato futuro. Se il genere vi piace però, ragazzi, a conti fatti è stata una delle (poche) uscite inediti più interessanti in questo senso. Se poi l’avete letto, facciamo alla maniera degli alcolisti anonimi: sediamoci in cerchio nei commenti e diteci come è andata. Per chiudere, stavolta al posto della segnalazione di un’anteprima straniera (su cui sarei curiosa di avere un feedback: interessa o fottesega?) una bella lista di uscite e rumours vari ed eventuali:

  • a ottobre abbiamo perfino un mistero: dovrebbe uscire a breve un nuovo romanzo di Jim ButcherCold Days. della serie The Dresden files. Che se un po’ mi conoscete, capirete che non è proprio il mio autore del cuore, ma è un nome importante con un grosso seguito che vedrebbe l’ennesimo volume della sua serie simbolo, il quattordicesimo, pubblicato anche in Italia. La voce e la scheda di anteprima girano già da qualche mese però in libreria c’è calma piatta. Dobbiamo guardare in direzione Rizzoli che ha pubblicato Le furie di Calderon nel 2010? Gargoyle? Chissà. Mi piacerebbe poi capire: l’autore ha un seguito anche italiano? Chi sa qualcosa, parli o meglio, commenti!
  • Altro titolo in arrivo in un futuro prossimo non meglio precisato: Il prisma nero di Weeks Brent. Ve la butto lì fino ad ora ma ne riparliamo quando avremo qualcosa di più concreto.
  • Nonostante molti di voi mi lancino impercettibili segnali codici tentando di indurmi a leggere il plurinominato City of Stairs di Robert Jackson Bennett  (e sì, avete decisamente la mia attenzione), pare che non ne riparleremo presto, almeno sul mercato italiano. Chi meglio dell’autore ne sa qualcosa a riguardo?

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STRANIMONDI

 

strani mondiSono molto orgogliosa di annunciarvi che anche grazie all’appello di gerundiopresente (che ha indiscutibilmente attirato l’attenzione del fandom italiano, mettiamola così) StraniMondi ha raggiunto il suo traguardo e quindi…ci si vede il 10 e 11 ottobre a Milano! Io ci sarò e ho intenzione di partecipare a quanti più incontri possibili, compatibilmente con alcuni impegni che, ahimé, mi impediranno di piazzare le tende per tutta la durata della convention. Il ricco programma lo trovate QUI. Presto su queste pagine: Mettiamola così: credo di aver spiegato con dovizia di particolari anche al mio calorifero ancora non in attività perché The Traitor Baru Cormorant è una bomba. BOOOOOM! Il problema è che mi sento un po’ un’infame a venir qui a meno di dieci dall’uscita inglese a spandere lodi sperticate perché ho potuto leggerlo grazie a una copia recuperata del tutto fortuitamente. Tuttavia continuano a piovere ovunque recensione quasi sempre fantasmagoriche…voi fatemi un cenno anche solo quasi impercettibile e io partirò in quarta. Il post è in perenne stato di aggiornamento: se sei a conoscenza di uscite qui non segnalate, lascia un commento e provvederò ad aggiornare al volo. Grazie! Per segnalare comunicati stampa, nuove uscite, autopubblicazioni e inviare review copies, trovate i recapiti nella sezione ABOUT.

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