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coyore risinf uraniaUrania 1634 – Coyote Rising di Ving
Sono passati 2 anni e mezzo dal fattaccio che ha reso tristemente nota la pubblicazione di Coyote (Urania 1302), primo capitolo della lunga e fortunata saga di Allen Steele. Storia lunga breve: nel processo di editing del libro Urania, probabilmente desiderosa di asciugare il testo, finì per tagliare 2 interi capitoli, rendo incomprensibile buona parte della trama.
Di acqua sotto i ponti ne è passata e abbiamo una nuova traduttrice al lavoro (Giulia Failla) ma purtroppo ancora nessuna certezza sull’integralità dell’opera. Di passi avanti Urania dovrebbe averne fatti parecchi negli ultimi mesi, risistemando vecchie traduzioni prima delle ristampe, ma questo processo non è mai stato annunciato pubblicamente e non sono mancati purtroppo casi diametralmente opposti.
Della lunga saga di Steele al momento è disponibile solo il malcapitato Coyote (disponibile in ebook) e un volume successivo alla prima trilogia, ovvero l’irreperibile Galassia Nemica, Urania 1566.Immagino che nel secondo volume del primo trio di romanzi si torneranno a seguire i vagabondaggi di un gruppo di sognatori, intellettuali e gente varia che progetta ha rubato una nave stellare per fuggire dall’America del 2070, caduta nel gorgo politico dell’estrema destra ultrarepressiva.
Lo leggerò? Il mio volume di Coyote è lì intonso sulla mensola a ricordarmi la lezione. L’ho imparata in questi 2 anni e mezzo di condotta spesso poco cristallina di Urania: là fuori c’è anche la fantascienza che piace a me, quella che non sia per forza space opera scritta da grandi nomi del passato (sempre quella ventina di autori statunitensi e/o inglesi che la linea editoriale di Urania ha proclamato tali, ad esser precisi) nel passato o nel presente. Ci sono titoli più vicini ai miei gusti e, mi azzarderei a dire, ci sono titoli migliori, che ho la fortuna di poter leggere in inglese. Per gli altri per cui scrivo volentieri questa rubrica, è qualcosa di inedito e, nella speranza di non assistere ad altri pasticci, è già una grande notizia.

i naufraghi del tempo uraniaUrania Collezione 164 – Naufraghi del tempo di Vernor Vinge
Dopo la pubblicazione in marzo di La guerra della pace di Vernon Vinge, ecco la ristampa del secondo volume di questo dittico dei tardi anni ’80 di Vernor Vinge, altro autore di cui Urania sta tirando fuori davveo tutto lo scibile e il concepibile. Marooned in Realtime (1986) fu nominato allo Hugo e ancor oggi ha delle recensioni davvero notevoli. Ritroviamo la tecnologia delle bolle vista nel primo volume ma al centro del romanzo c’è un atroce delitto, occorso durante il salvataggio degli ultimi rimasti del genere umano dopo un evento misterioso noto come Estinzione che li ha quasi spazzati via dal pianeta. Chi è stato? A scoprirlo dovrebbero essere gli stessi occupanti delle bolle ipertecnologiche, arrivati dal passato per raccogliere testimonianze su quanto accaduto all’umanità e trovatisi di fronte ad uno scenario davvero inaspettato e pericoloso. Traduzione di Vittorio Curtoni, si spera integrale/integrata.
Lo leggerò? Non è che sia una super fan di Vinge ma le recensioni notevoli e soprattutto un murder mistery che smuove un po’ le acque dalla solita trama standard di Urania mi allettano davvero molto.

Frassinelli

stories of your life chiangNonostante un piccola caduta di stile della casa editrice (che annunciava la pubblicazione del volume scegliendo tra tutte le citazioni a riguardo una che ne negava la natura fantascientifica), non si può che accogliere con gioia l’annuncio di Frassinelli di ripubblicare e soprattutto ritradurre Storie della tua Vita, il volume di racconti brevi a firma Ted Chiang, uno degli autori di SFF contemporanea più raffinati e letterari sulla piazza, particolarmente versato proprio sulle lunghezze medio brevi. A Venezia verrà presentato Arrival, nuovo film di Denis Villeneuve che è ispirato proprio dal racconto che dà il titolo alla raccolta, uno dei più celebri dello scrittore statunitense.
Il volume, che era da tempo fuori stampa, sarà l’uscita imperdibile dell’autunno italiano. Quando mi chiedono “eh ma allora Urania che autori dovrebbe pubblicare secondo te, eh?”, uno dei nomi che cito più spesso tenendo presente i gusti della base di lettori della storica collana Mondadori è proprio Chiang.

sladehouseUn nome afferente alla sfera della SFF e spendibile pubblicamente senza rischiare l’alzata di sopracciglio e la commiserazione altrui è quello di David Mitchell, ovvero l’autore bizantino di storie nelle storie in cui tempo e spazio si fanno ben ingarbugliati, vedi alla voce Cloud Atlas.
Sempre in questi giorni Frassinelli pubblicherà la traduzione italiana di Slade House (che da noi aggiunge un I Custodi di), settimo romanzo dell’autore. Così a naso non ha avuto nemmeno lontanamente la risonanza del precedente Bone Clocks, di cui dovrebbe essere un companion books (qualunque cosa voglia dire). Il Guardian lo ha definito la sorellina biricchina di Bone Clocks e mi piace lasciarvi con questa citazione a riguardo.
Slade House nasce da un’idea nata su Twitter ed evoluta dall’autore in un intero romanzo: la mia impressione è che si tratti di un divertissement piuttosto gustoso che parla di una misteriosa casa in cui è semplice entrare ma è molto, molto difficile uscire. Un’ottima idea potrebbe essere quella di ascoltare una recensione di una booktuber italiana tra le preferite della sottoscritta (e entrare in questo 21esimo secolo!): la trovate QUI e se non ho fatto macelli, il video dovrebbe partire proprio nel punto in cui si comincia a parlare di Slade House.

Future Fiction

imitatore future fictionA settembre, a pochi giorni dalla chiusura delle olimpiadi a Rio, qualcuno si fa punta di riportarci in Brasile, ma in quel del futuro. Quando si parla di fantascienza dei confini del mondo, si parla di Future Fiction, che presenta L’imitatore di Fabio Fernandes, autore ancora inedito in Italia che viene sdoganato proprio con questa raccolta.
Ammetto di non sapere nulla sulla fantascienza sudamericana, ma ho notato spesso cercando informazioni online che ci sono gruppo in lingue ispaniche molto attivi a livello internazionale, quindi chissà!
Leggendo la sinossi, pare che stavolta ci ritroveremo nel versante cyberpunk e tecnologico della fantascienza, con racconti che parlano di realtà virtuale, dell’uso di Intelligenze Artificiali Distribuite fino al post-umanesimo.
La traduzione di Gabriella Goria.

ZONA 42

solepirataCapita di rado, ma ogni tanto posso anche annunciare la fine di un ciclo: a settembre arriverà anche in libreria il terzo e ultimo capitolo della saga di Virga, che completerà la prima trilogia di Zona42.
Sole pirata di Karl Schroeder vede per protagonista l’ammiraglio Chiason Fanning, che immagino nel solito viluppo di azione e colpi di scena si dovrà confrontare con eventi cataclismatici e scontri epocali…il che, ora che ho provato il primo volume della trilogia di Karl Schroeder, suona tutto molto da lui.
Come vi ho detto il mese scorso, non è decisamente la mia cup of tea, ma credo possa essere un buon titolo per esempio per quanto fanno il giro lungo e arrivano alla fantascienza passando per l’high fantasy…ma ne riparleremo.

ACHERON BOOKS

Le mie scarse capacità investigative possono buttarvi lì giusto una segnalazione, ma sul fronte della fantascienza italiana a settembre batte un colpo Acheron Books, che ha annunciato la pubblicazione di Paradox di Massimo Spiga, presentato come un romanzo di fantascienza anarchica dallo stile ricercato. Non mi è esattamente chiaro che significhi ma direi che forse ci siamo scampati il detective noir su sfondo fantascientifico. Appena avrò copertina e qualche info in più editerò, promesso!

Beat Edizioni

jamaica inn beatNon stiamo parlando di SFF quanto più di murder mistery ma sai che c’è? La rubrica è mia e ho deciso che vale davvero la pena buttar lì due righe per segnalarvi che torna in libreria un’altra autrice di genere sottovalutata ancor oggi appunto perché non appartenente alla letteratura alta.
Daphne Du Marier ha sognato per prima molti degli incubi che tanti hanno conosciuto attraverso Alfred Hitchcock (come successo puntualmente anche in questo caso con il libro in questione) e ha uno stile di scrittura meravigliosamente ambiguo.
Jamaica Inn è tra le sue prove più celebri e vederlo approdare su Beat Edizioni (il che significa in edizione economica) è davvero una notizia fantastica che volevo segnalarvi.

 

Vi ricordo che è ancora in corso la raccolta fondi per StraniMondi su Kickstarter e che, pur essendo già raggiunta la soglia necessaria, è bene farlo per un motivo puramente egoista: ingresso scontato!

Per quanto riguarda invece l’enigma Ancillary Mercy (lo vedremo mai in italiano?) Fanucci non ha ancora risposto a me o fatto dichiarazioni ufficiali: riproverò nei prossimi giorni, è pur sempre agosto e si sono fermati un po’ tutti.